Il Tribunale amministrativo regionale conferma lo stop all’impianto. Forte la posizione della Regione Campania, con le dichiarazioni del presidente Roberto Fico al centro del dibattito istituzionale
Il Tribunale amministrativo regionale di Napoli ha respinto il ricorso presentato dalle Fonderie Pisano contro il provvedimento di chiusura dello stabilimento, confermandone la piena efficacia. La decisione consolida lo stop all’attività produttiva e chiude, almeno sul piano amministrativo, una delle vicende più controverse in Campania sul rapporto tra industria, ambiente e salute pubblica. La Regione Campania ha rivendicato il risultato come conferma della propria linea istituzionale.
La decisione del Tar e il quadro amministrativo
Il Tar Campania ha rigettato il ricorso della proprietà delle Fonderie Pisano, confermando la legittimità del provvedimento di chiusura adottato dalle autorità competenti. Al centro della decisione vi sono le valutazioni tecniche e sanitarie che hanno portato alla sospensione delle attività produttive. La sentenza rafforza l’impianto amministrativo già definito dalla Regione, che aveva motivato l’intervento sulla base di criticità ambientali e di tutela della salute pubblica. Secondo quanto emerge dal quadro istituzionale, il provvedimento si inserisce in un percorso di progressivo inasprimento dei controlli sulle attività industriali considerate impattanti.
Le reazioni della Regione Campania
La Regione ha accolto con soddisfazione la decisione del Tribunale amministrativo, ribadendo che la priorità dell’azione pubblica resta la tutela della salute dei cittadini. L’assessora Claudia Pecoraro ha sottolineato come la sentenza rappresenti un elemento di conferma della correttezza dell’iter seguito, definendolo un passaggio che “restituisce fiducia alle comunità”. Nel solco di questa posizione si inserisce anche il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, che ha assunto un ruolo centrale nella comunicazione istituzionale della vicenda.

Le parole di Roberto Fico
Il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, ha commentato in modo articolato la decisione del Tar, sottolineando la piena conferma della linea adottata dall’ente. Fico ha dichiarato che “le Fonderie Pisano resteranno chiuse”, evidenziando come il Tribunale amministrativo abbia respinto il ricorso della proprietà e confermato la correttezza della procedura seguita dalla Regione. Il presidente ha richiamato la base tecnica delle scelte amministrative, parlando di valutazioni “rigorose” e del rispetto delle norme vigenti, oltre che delle indicazioni della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.
Nel suo intervento, Fico ha insistito sul principio di bilanciamento tra sviluppo economico e diritti fondamentali, ribadendo che la tutela della salute e dell’ambiente costituisce una priorità assoluta per l’azione regionale. Le sue parole hanno sottolineato la volontà di mantenere una linea coerente con il principio di precauzione in materia ambientale. Allo stesso tempo, il presidente ha riconosciuto l’impatto sociale della decisione, richiamando esplicitamente la situazione dei lavoratori. Fico ha affermato che la Regione continuerà a lavorare per individuare soluzioni di sostegno e percorsi di accompagnamento occupazionale, nella consapevolezza delle conseguenze economiche legate alla chiusura dello stabilimento. Il presidente ha infine definito l’approccio dell’ente come improntato a “responsabilità ed equilibrio”, con l’obiettivo di perseguire uno sviluppo “sostenibile, giusto e compatibile con la vita delle persone”.
Il nodo occupazionale e la fase successiva
La chiusura dello stabilimento apre ora una fase delicata sul piano sociale. I lavoratori delle Fonderie Pisano restano al centro dell’attenzione istituzionale, con la necessità di definire strumenti concreti di tutela e ricollocazione. La Regione Campania ha ribadito l’intenzione di seguire la vertenza anche nella sua dimensione occupazionale, pur in assenza, al momento, di un piano operativo dettagliato. Il tema della transizione industriale si intreccia così con quello della riconversione produttiva delle aree interessate.


