Femminicidio nel Beneventano: Salvatore Ocone ha ammesso l’omicidio della moglie e del figlio. Il procuratore Scarfò: «Due ore di interrogatorio, movente in conflitti familiari»
Un duplice omicidio che ha scosso l’intera provincia di Benevento. Salvatore Ocone, 52 anni, ha confessato di aver ucciso la moglie Angela Morante, 49 anni, e il figlio Giuseppe, 15 anni, e di aver ferito gravemente l’altra figlia di 16 anni, ora ricoverata in condizioni critiche. Nel corso di un lungo interrogatorio, Ocone ha ammesso le proprie responsabilità, attribuendo il movente a «dinamiche familiari conflittuali» e a un presunto atteggiamento «aggressivo e dominante» della moglie.
La conferenza del procuratore
Durante la conferenza stampa, il procuratore di Benevento Gianfranco Scarfò ha spiegato che l’interrogatorio di Ocone è durato circa due ore: «Ha ammesso i fatti materiali. Il motivo del gesto lo ha attribuito a dinamiche familiari conflittuali e, in particolare, a un atteggiamento, a suo dire, aggressivo e dominante da parte della signora nei suoi confronti e del contesto familiare».
Il magistrato ha anche precisato: «Nel vissuto di Ocone vi è traccia di un tso risalente al 2011, ma non abbiamo nessuna prova o elemento di un vissuto di violenza all’interno della famiglia».
La dinamica della strage
La tragedia è avvenuta il 29 settembre 2025, nell’abitazione della famiglia a San Martino Sannita, un piccolo comune in provincia di Benevento. Ocone, secondo le ricostruzioni, avrebbe aggredito i familiari con un coltello da cucina, colpendo a morte la moglie e il figlio 15enne e riducendo in fin di vita l’altra figlia.

La fuga e la cattura
Dopo l’omicidio, Ocone si è dato alla fuga. È stato rintracciato nelle campagne di Ferrazzano, in Molise, dopo ore di ricerche serrate da parte delle forze dell’ordine. Fermato e condotto in caserma, è stato sottoposto a fermo per duplice omicidio aggravato e tentato omicidio.
La vittima e la famiglia
Angela Morante era molto conosciuta in paese, descritta da amici e vicini come una donna gentile e dedita ai figli. La comunità è sotto shock: molti si sono stretti intorno alla figlia sopravvissuta, ricoverata con prognosi riservata, che lotta tra la vita e la morte.
Le indagini
Gli inquirenti stanno analizzando la vita familiare per comprendere le cause profonde della tragedia. Al momento, non sono emersi elementi che facciano pensare a maltrattamenti pregressi o episodi di violenza domestica documentata. Resta quindi centrale la ricostruzione del rapporto tra i coniugi e del contesto psicologico di Ocone.
La confessione e il movente
Ocone ha dichiarato di aver agito a causa di un rapporto difficile con la moglie, che avrebbe definito «aggressiva e dominante». Un racconto che non trova conferme nei primi riscontri investigativi, ma che costituisce la versione fornita dall’indagato per giustificare il gesto.
Il peso dei precedenti psichiatrici
Il riferimento a un trattamento sanitario obbligatorio (TSO) del 2011 apre un capitolo delicato: la valutazione della capacità di intendere e di volere al momento dei fatti. Una consulenza psichiatrica sarà fondamentale per chiarire se Ocone fosse pienamente cosciente delle sue azioni.
Reazioni e dolore nel Sannio
La comunità di San Martino Sannita è sconvolta: il Comune ha annunciato il lutto cittadino e la sospensione di ogni manifestazione pubblica. Numerosi messaggi di cordoglio sono giunti anche dalle istituzioni, che sottolineano l’urgenza di un rafforzamento delle misure di prevenzione contro la violenza familiare.
Il femminicidio di Angela Morante e l’uccisione del figlio 15enne rappresentano una delle pagine più drammatiche nella recente cronaca del Sannio. Mentre la giustizia farà il suo corso, resta il dolore di un’intera comunità e l’angoscia per la giovane figlia ancora in ospedale, unica sopravvissuta a un massacro familiare senza precedenti.


