Ad Ercolano, soccorsi in ritardo per mancanza di ambulanze: la denuncia dell’associazione Nessuno Tocchi Ippocrate riaccende l’allarme sul sistema di emergenza dell’ASL Napoli 3 Sud. Paziente trasportato in codice rosso all’Ospedale del Mare dopo venti minuti di attesa.
Un grave episodio avvenuto a Ercolano riporta al centro del dibattito pubblico lo stato di sofferenza del sistema di emergenza sanitaria in provincia di Napoli. Nel pomeriggio del 4 gennaio una persona, descritta come in forte stato depressivo, avrebbe ingerito acido muriatico in un tentativo autolesionistico. I soccorsi, però, non sarebbero stati immediati a causa della mancanza di ambulanze disponibili sul territorio dell’ASL Napoli 3 Sud. A rendere nota la vicenda è stata l’associazione Nessuno Tocchi Ippocrate, che parla di un sistema dell’emergenza ormai al limite.
L’allarme e l’intervento senza ambulanza
Secondo quanto denunciato, al momento della richiesta di aiuto non era disponibile alcuna ambulanza operativa nell’area di competenza dell’ASL Napoli 3 Sud. Sul posto è intervenuta soltanto l’automedica di Ercolano, che ha potuto prestare le prime cure al paziente ma senza la possibilità di procedere al trasporto, essenziale in un caso di ingestione di sostanze corrosive. Una situazione che ha costretto i sanitari a gestire l’emergenza in condizioni estremamente critiche, in attesa dell’arrivo di un mezzo idoneo.

Vent minuti di attesa e il trasporto in codice rosso
L’ambulanza sarebbe giunta solo dopo circa venti minuti, un lasso di tempo che in un contesto di emergenza può risultare decisivo. Una volta arrivato il mezzo, l’uomo è stato trasferito in codice rosso all’Ospedale del Mare, dove è stato preso in carico dai sanitari. L’episodio, pur conclusosi con il ricovero del paziente, solleva interrogativi pesanti sulla capacità del sistema di garantire interventi tempestivi in situazioni ad alto rischio.
La denuncia dell’associazione e il quadro generale
Per Nessuno Tocchi Ippocrate quanto accaduto a Ercolano non rappresenta un caso isolato, ma l’ennesima conferma di criticità strutturali ormai croniche. Da giorni, secondo quanto segnalato dall’associazione, i pronto soccorso degli ospedali Maresca e di Castellammare di Stabia verserebbero in condizioni di forte sofferenza, con ambulanze bloccate anche per oltre 36 ore in attesa di liberare barelle e pazienti. Una situazione che riduce drasticamente la copertura dei mezzi sul territorio e lascia intere aree scoperte proprio nelle fasce orarie più delicate.
Emergenza-urgenza sotto pressione
Il nodo centrale resta quello dell’organizzazione del servizio di emergenza-urgenza. La carenza di ambulanze disponibili, unita al sovraffollamento dei pronto soccorso, crea un effetto domino che si traduce in ritardi nei soccorsi e in un aumento dei rischi per i cittadini. A farne le spese sono soprattutto i casi più fragili, come le emergenze psichiatriche o i tentativi di suicidio, che richiedono interventi rapidi e coordinati.
Un tema che investe sicurezza e diritto alla salute
Secondo l’associazione, la situazione attuale mette a rischio non solo la sicurezza dei pazienti, ma anche quella degli operatori del 118, costretti a lavorare in condizioni di stress costante e con risorse insufficienti. L’episodio di Ercolano diventa così emblematico di un sistema che fatica a reggere l’urto delle emergenze quotidiane e che necessita, con urgenza, di interventi strutturali per garantire il diritto alla salute sancito dalla Costituzione.
Attesa di risposte e interventi concreti
Mentre il paziente resta ricoverato e seguito dal personale sanitario, restano aperti molti interrogativi sulla gestione complessiva dell’emergenza sul territorio. Le denunce pubbliche, come quella di Nessuno Tocchi Ippocrate, chiedono risposte concrete e rapide: potenziamento dei mezzi, riduzione dei tempi di stazionamento delle ambulanze nei pronto soccorso e una riorganizzazione che consenta di evitare che episodi simili si ripetano. Perché, come sottolineano gli operatori, in sanità il tempo può fare la differenza tra la vita e la morte.


