I medici della Fimmg sollecitano la vaccinazione immediata di fronte ai 65 casi rilevati tra gennaio e marzo; fari puntati sul litorale domizio e su Nisida per la presenza di mitili contaminati.
Il virus dell‘Epatite A dilaga in città. La diffusione del virus allarma la sanità locale per la rapidità del contagio. I medici di famiglia della Fimmg, così come riporta Il Mattino, sollecitano la popolazione a vaccinarsi immediatamente per arginare la trasmissione e proteggere la salute pubblica. L’allerta resta alta per contrasta un nemico invisibile.
Una diffusione prepccupante
L’epidemia di Epatite A colpisce duramente Napoli e la sua provincia, manifestando una diffusione preoccupante. Nelle ultime ventiquattr’ore, le autorità sanitarie hanno registrato venti nuovi contagi, di cui quattordici riferiti esclusivamente all’ospedale Cotugno. Attualmente, il polo infettivologico collinare ospita cinquanta degenti che ricevono cure specifiche per l’infezione.
Di fronte a questo scenario, i medici di famiglia della Fimmg intervengono con decisione per frenare l’incremento dei casi. Il segretario provinciale Luigi Sparano esorta l’intera cittadinanza a sottoporsi alla vaccinazione, definendo la profilassi uno strumento estremamente sicuro ed efficace. Sparano chiarisce che il vaccino utilizza un virus inattivato, garantendo una protezione solida senza rischi per la salute.
«La profilassi è a virus inattivato, sicura ed efficace ed è un modo sicuro per fermare il contagio e prevenire le infezione», avverte il segretario provinciale del sindacato Luigi Sparano.
Secondo il rappresentante sindacale, la somministrazione del vaccino rappresenta l’unica strategia concreta per bloccare la catena dei contagi e prevenire ulteriori complicazioni cliniche. La medicina territoriale invita quindi i cittadini a non sottovalutare il rischio e a collaborare attivamente per tutelare la salute pubblica collettiva.

Positivi al virus alcuni mitili a Varcaturo
L’Istituto Zooprofilattico di Portici ha individuato nuovamente il virus dell’Epatite A in alcuni campioni di mitili prelevati a Varcaturo. Gli esperti analizzano costantemente pool di coltivazioni di cozze, vongole e ostriche, estendendo le verifiche anche ai molluschi bivalvi che crescono naturalmente lungo le acque costiere campane.
I tecnici garantiscono controlli serrati che proseguiranno senza sosta durante tutto il fine settimana per monitorare la sicurezza della filiera. L’attività di sorveglianza non si limita al mare: le autorità sanitarie puntano i fari anche su pescherie e rivendite al dettaglio per intercettare eventuali prodotti contaminati prima che raggiungano le tavole dei consumatori.
Questa operazione mira a contenere il focolaio epidemico e a proteggere i cittadini dal rischio di infezioni oro-fecali. La task force scientifica raccomanda massima prudenza nell’acquisto di prodotti ittici, privilegiando solo canali certificati che superano i rigorosi test di laboratorio effettuati dal centro di Portici.
Campioni contaminati anche a Nisida e Bacoli
Le autorità sanitarie individuano il maggior numero di campioni contaminati tra Nisida, Bacoli e il litorale domizio, concentrando l’allerta su queste aree costiere. Sebbene i test non abbiano rilevato alcun ceppo virale su frutta e verdura, gli esperti raccomandano comunque di lavare accuratamente ogni prodotto agricolo sotto acqua corrente.
Il Dipartimento di Prevenzione dell’Asl Napoli 1 monitora con estrema attenzione l’escalation dei contagi, fornendo i dati necessari all’amministrazione comunale. Sulla base di questa relazione, il Comune ha emanato un’ordinanza restrittiva che impone il divieto assoluto di somministrare e consumare frutti di mare crudi in tutti gli esercizi pubblici e locali di vicinato.

L’Asl Napoli 1 rafforza i controlli
L’Asl Napoli 1 dispone un immediato rafforzamento dei controlli sul territorio, coinvolgendo attivamente i tecnici della prevenzione in operazioni di vigilanza costante. Le autorità puniranno severamente ogni violazione dell’ordinanza applicando sanzioni pecuniarie comprese tra 2.000 e 20.000 euro.
In caso di recidiva, il provvedimento prevede la sospensione dell’attività commerciale da uno a trenta giorni, fino alla definitiva revoca della licenza. Queste misure restrittive rimarranno in vigore finché il dipartimento di prevenzione non certificherà un miglioramento del quadro epidemiologico cittadino, garantendo così la tutela della salute pubblica contro il contagio da Epatite A.
Cresce la pressione anche al Cardarelli
Oltre al polo del Cotugno, la mappa dei ricoveri evidenzia una pressione crescente su altre strutture cittadine. L’Ospedale Cardarelli ospita attualmente cinque pazienti nell’Unità fegato: sebbene quattro presentino condizioni stabili, i medici monitorano un caso critico trasferito dal Cotugno. Quest’ultimo riceve cure intensive nel tentativo di evitare un complesso trapianto di fegato.
Emergenza anche al Santobono
Anche l’ospedale pediatrico Santobono registra un incremento, con quattro nuovi ricoveri nel reparto diretto da Claudia Mandato. La specialista riferisce che i piccoli pazienti hanno raggiunto il pronto soccorso manifestando sintomi di gastroenterite acuta, come nausea e vomito.
«Si tratta di due piccoli pazienti più piccoli e altri due più grandicelli – avverte quest’ultima – giunti in pronto soccorso accusando sintomi da gastroenterite acuta e dunque nausea e vomito ma a fronte del quadro epidemiologico abbiamo subito attivato uno screening rapido basato sul dosaggio delle transaminasi, risultate molto alte. È poi comparso anche l’ittero».
L’équipe medica ha attivato immediatamente uno screening rapido per il dosaggio delle transaminasi, riscontrando valori estremamente elevati e la successiva comparsa di ittero. Questi dati confermano l’estensione del contagio anche alla fascia pediatrica, spingendo le strutture sanitarie a mantenere la massima allerta per diagnosticare tempestivamente ogni nuovo sospetto di Epatite A.

Sintomi più lievi nei bambini
Le strutture sanitarie campane monitorano l’evoluzione clinica dei pazienti pediatrici, confermando fortunatamente un decorso benigno e un graduale miglioramento delle loro condizioni. Tuttavia, la dottoressa Mandato sottolinea l’anomalia statistica rappresentata da questa concentrazione di casi simultanei. La trasmissione oro-fecale accelera la diffusione del virus in modo analogo a una gastroenterite comune, spingendo i medici a vaccinare immediatamente tutti i componenti dei quattro nuclei familiari coinvolti.
L’azione preventiva mira a proteggere gli adulti, nei quali l’infezione da Epatite A manifesta spesso forme più gravi e pericolose. Parallelamente, l’unità di infettivologia pediatrica del Policlinico Federico II gestisce altri due casi, uno dei quali tramite telemedicina. Anche l’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli registra un nuovo contagio, portando a tre il totale dei pazienti assistiti nella struttura puteolana. Questa rete di sorveglianza attiva permette di isolare tempestivamente i focolai e contenere l’ulteriore diffusione del virus sul territorio.
Si estende la mappa del contagio
La mappa del contagio si estende ulteriormente: gli ospedali Pellegrini e Ospedale del Mare allestiscono stanze dedicate per ospitare i pazienti, mentre il San Giovanni Bosco accoglie quattro trasferimenti dal San Paolo. L’Asl Napoli 1 comunica dati allarmanti: tra gennaio e il 19 marzo, il territorio ha registrato 65 casi di Epatite A, un numero dieci volte superiore alla media dell’ultimo decennio.
L’unità di prevenzione evidenzia un’impennata verticale, passando dai soli 3 casi di gennaio ai 43 registrati nelle prime tre settimane di marzo. Le autorità confermano che il bilancio continua a crescere ora dopo ora, richiedendo un monitoraggio costante della curva epidemica.


