Dott. Vincenzo Sangiovanni
Dott. Vincenzo Sangiovanni

26 Marzo 2026

Cristina Siciliano

Epatite A in Campania, contagi in crescita. Sangiovanni: “Fino a dieci volte in più. Non si può pensare di fare prevenzione senza vaccinazione”

L’allarme riguarda soprattutto l’area del Golfo di Napoli, tra contaminazione delle acque e consumo di alimenti a rischio

Un aumento rapido, quasi improvviso nei numeri ma non nelle cause. In Campania l’epatite A torna a farsi spazio tra le emergenze sanitarie, con un incremento dei casi che nelle prime settimane del 2026 ha già modificato il quadro epidemiologico regionale. È lungo la linea sottile che separa terra e mare, soprattutto nel Golfo di Napoli, che si gioca una parte decisiva di questa nuova ondata: tra centri densamente abitati e fragilità strutturali mai del tutto risolte, il virus trova condizioni favorevoli alla diffusione. A fare il punto è il dottore Vincenzo Sangiovanni, ex direttore UOC Infezioni Sistemiche e dell’immunodepresso dell’Ospedale Cotugno di Napoli.

L’aumento dei casi e le cause ambientali

Si tratta di un’emergenza epidemiologica perché, se facciamo riferimento all’incremento dei casi di epatite A in questi primi tre mesi, sono aumentati di dieci volte. Se invece facciamo una disamina degli ultimi tre anni, i casi sono aumentati sensibilmente di oltre 40 volte. Il virus è veloce con il suo processo di infezione”. Secondo il dottore Sangiovanni, diversi fattori hanno contribuito alla diffusione del virus. “Le condizioni ambientali, in particolare le piogge torrenziali degli ultimi mesi, hanno facilitato la contaminazione delle acque”. Il fenomeno riguarda in modo particolare il Golfo di Napoli e i comuni costieri come Ercolano, Torre Annunziata e Castellammare di Stabia, dove scarichi e sistemi fognari risultano spesso a ridosso del mare. “Quando le acque non seguono un adeguato processo di depurazione, il virus può diffondersi più facilmente. I molluschi filtrano grandi quantità d’acqua e, se contaminata, accumulano il virus diventando un veicolo diretto di infezione”.

Alimenti a rischio e prevenzione

Il principale fattore di rischio resta il consumo di frutti di mare crudi. “È facile che il paziente possa infettarsi attraverso molluschi vivi, ma anche con verdure non cotte o non lavate correttamente”. Le autorità sanitarie e amministrative hanno intensificato i controlli sul territorio. “È stata lodevole l’iniziativa delle autorità, dei controllori, delle capitanerie portuali e dei nuclei antisofisticazione. In alcuni casi sono state attivate procedure sanzionatorie e anche la chiusura di attività con irregolarità igienico-sanitarie”. Resta centrale il rispetto delle regole nella vendita dei prodotti ittici. “Le vongole e le cozze devono essere conservate in sacchetti sigillati con indicazione della provenienza. Il cittadino deve evitare acquisti non tracciabili, soprattutto nei mercatini non autorizzati”.

Sintomi e quadro clinico

L’epatite A si presenta generalmente con sintomi riconoscibili, anche se nella maggior parte dei casi ha un decorso benigno. “La malattia non cronicizza, ma si manifesta con sintomi sistemici come intensa astenia e malessere generale, oppure con il quadro tipico dell’epatite acuta”. Tra i segnali più evidenti: “la colorazione gialla della pelle e degli occhi, urine scure e feci chiare”. La diagnosi definitiva avviene attraverso esami di laboratorio. “Questa è una malattia gestibile. Le complicanze si verificano soprattutto in pazienti già affetti da patologie croniche, anche non diagnosticate”.

Vongole. Immagine di repertorio.
Vongole. Immagine di repertorio.

Vaccinazione e categorie a rischio

La vaccinazione rappresenta lo strumento principale di prevenzione. “Non si può pensare di fare prevenzione senza vaccinazione. Dopo circa venti giorni dalla somministrazione, l’organismo produce anticorpi efficaci”. Il vaccino è considerato sicuro: “I vaccini moderni, prodotti con tecniche di ingegneria genetica, non rappresentano un rischio per la popolazione”. Particolare attenzione va rivolta alle categorie più fragili. “I soggetti over 65, i pazienti oncologici, immunodepressi, con HIV o malattie croniche, ma anche i bambini, che possono essere veicolo di infezione all’interno delle famiglie”.

Controlli e risposta sanitaria

Le strutture sanitarie regionali, insieme agli organi di controllo, hanno attivato monitoraggi e studi epidemiologici. “I colleghi del Cotugno di Napoli, insieme alle autorità sanitarie, stanno verificando se si tratta di uno o più ceppi virali. Sarà fondamentale anche il contributo dell’Istituto Superiore di Sanità con studi filogenetici per tracciare l’origine del virus”. Parallelamente, proseguono i controlli su attività commerciali e filiera alimentare. “Le autorità territoriali, i distretti sanitari e i servizi di medicina preventiva sono già attivi per contenere la diffusione”.

Le misure per contenere il contagio

Tra le indicazioni principali per la popolazione: evitare il consumo di frutti di mare crudi, prestare attenzione alla provenienza degli alimenti e aderire alla campagna vaccinale. “Il divieto assoluto di consumare frutti di mare crudi, anche in ambito domestico, è una misura che mette in sicurezza la comunità”.

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