Il candidato del centrodestra Edmondo Cirielli presenta con la ministra Marina Calderone la proposta del “Reddito di Promozione”: «Premiare chi lavora e chi forma, non chi resta fermo. Il reddito di cittadinanza ha disincentivato l’occupazione».
Un nuovo modello di welfare regionale, basato sul lavoro e sulla formazione, e non sull’assistenzialismo. È questa la proposta lanciata dal candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Campania, Edmondo Cirielli, che ha illustrato a Napoli, insieme alla ministra del Lavoro Marina Calderone, il progetto del “Reddito di Promozione”.
«Vogliamo usare meglio le risorse europee per premiare chi lavora, chi forma e chi assume. Basta con i sussidi che tengono le persone a casa», ha dichiarato Cirielli.
Cirielli: “In Campania serve un reddito che promuova la formazione”
Il viceministro degli Esteri e candidato governatore ha spiegato che l’iniziativa nasce dall’esigenza di rilanciare l’occupazione giovanile e valorizzare il Fondo Sociale Europeo (FSE):
«In Campania, nonostante i progressi ottenuti negli ultimi due anni grazie al governo nazionale, restiamo fanalino di coda in Europa. Dobbiamo utilizzare meglio le risorse europee per ampliare il sostegno alla formazione e al lavoro».
Il Reddito di Promozione servirà, nelle intenzioni di Cirielli, ad ampliare gli strumenti già esistenti come l’assegno di inclusione e i programmi di formazione-lavoro.
Premi per imprese, scuole e lavoratori
La proposta prevede incentivi per le aziende che assumono, per le scuole che attivano percorsi formativi di qualità e per i lavoratori che completano programmi di aggiornamento professionale.
«Vogliamo sostenere chi crea valore reale – ha spiegato Cirielli –. L’obiettivo è costruire una Campania dove chi si impegna, chi lavora e chi forma venga premiato. Serve un cambiamento culturale e amministrativo: i fondi europei devono servire a creare competenze, non dipendenza».
Il confronto con il reddito di cittadinanza
Durante la conferenza stampa, Cirielli ha voluto tracciare una linea netta rispetto al Reddito di cittadinanza introdotto dal Movimento 5 Stelle:
«L’inversione tra disoccupazione e occupazione è iniziata nel 2023, dopo la fine del reddito di cittadinanza. Quel modello dava soldi per non lavorare. Con il governo Meloni abbiamo distinto chi non può lavorare da chi può e deve essere formato. Chi può lavorare non può stare a casa con Netflix, ma deve fare un percorso di formazione-lavoro».
Una frase destinata a diventare uno dei leitmotiv della campagna elettorale del centrodestra campano.

“Un aiuto concreto, non un assistenzialismo sterile”
Per Cirielli, il nuovo reddito dovrà trasformarsi in una leva di promozione sociale e professionale:
«Sosterremo le persone nel loro ingresso nel mondo del lavoro e nella vita quotidiana, aiutando chi vuole formarsi e migliorarsi. Non vogliamo sussidiare la disoccupazione, ma incentivare l’impegno».
La ministra Calderone: “I sussidi non devono competere col lavoro”
A sostenere la proposta di Cirielli è stata anche la ministra del Lavoro Marina Calderone, che ha condiviso la visione di un welfare “attivo” e non assistenziale:
«Un sussidio, quando diventa concorrente al lavoro, crea un problema che rischiamo di consegnare alle giovani generazioni. Ridisegnare gli strumenti serve a restituire responsabilità e libertà. I primi segnali di ripresa occupazionale dimostrano che la strada intrapresa è quella giusta».
Dal reddito di dignità al reddito di promozione
Cirielli ha evidenziato anche un curioso ribaltamento politico:
«Il centrosinistra proponeva un reddito di dignità, legato a una logica assistenzialista. Oggi, invece, sposa la nostra idea di un reddito legato alla formazione, che produce occupazione, ricchezza e dignità. È la conferma che la nostra visione funziona».
Una misura per il futuro della Campania
Il progetto del Reddito di Promozione si inserisce nella piattaforma programmatica di Cirielli come uno dei pilastri per il rilancio economico della regione, insieme all’autonomia differenziata, al potenziamento delle infrastrutture e alla valorizzazione delle imprese locali.
«Vogliamo una Campania che offra opportunità ai giovani e che non costringa nessuno a emigrare per cercare lavoro», ha concluso il candidato.


