Continua l’inchiesta sul trapianto al Monaldi: Schillaci attende i verbali degli ispettori e i rilievi tecnici del 28 aprile che, non solo faranno chiarezza sulla morte di Domenico, ma consentiranno anche la massima sicurezza per il futuro dei trapianti pediatrici.
Il Ministro della Salute Orazio Schillaci ha invitato alla cautela sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, avvenuta dopo un trapianto di cuore. Schillaci ha confermato che sono in corso inchieste e che gli ispettori ministeriali stanno redigendo i verbali delle ispezioni. È necessario attendere i risultati ufficiali prima di trarre conclusioni definitive sulla tragedia.
In merito alla drammatica vicenda del piccolo Domenico Caliendo, il Ministro della Salute Orazio Schillaci ha ribadito la necessità di attendere l’esito delle indagini sull’ospedale Monaldi di Napoli. Durante un incontro sulla digitalizzazione, il Ministro ha spiegato che gli ispettori ministeriali stanno attualmente redigendo i verbali ufficiali relativi alle ispezioni effettuate presso la struttura.
Egli ha sottolineato che, parallelamente all’attività amministrativa, diverse inchieste giudiziarie seguono il loro corso per accertare eventuali responsabilità. Schillaci ha poi precisato di non poter fornire una data certa per la chiusura del dossier, ritenendo che i tempi saranno quelli fisiologici richiesti dalla complessità degli accertamenti.
“Non so i tempi quali possano essere, credo i tempi fisiologici”, ha affermato.
Il Ministro ha dunque scelto una linea di massima cautela, confermando che il Governo attende i risultati definitivi prima di assumere posizioni ufficiali. L’obiettivo primario resta fare piena luce sulle procedure seguite durante il trapianto di cuore che ha preceduto il decesso del bambino.
Continuano le indagini dei Nas tra Napoli e Bolzano
Le indagini sulla tragica scomparsa del piccolo Domenico Caliendo, il bambino di soli due anni deceduto dopo un trapianto di cuore fallito, proseguono senza sosta attraverso una complessa operazione di coordinamento tra i nuclei dei Carabinieri del Nas. I militari di Napoli e i colleghi di Trento stanno attivamente ascoltando il personale sanitario per ricostruire la catena di eventi che ha portato al decesso presso l’ospedale Monaldi.
Attualmente, la Procura ha iscritto sette medici nel registro degli indagati con l’ipotesi di omicidio colposo. Gli inquirenti concentrano l’attenzione su due momenti critici: la fase dell’espianto dell’organo avvenuta a Bolzano e il successivo intervento chirurgico a Napoli. Sotto la lente d’ingrandimento finisce soprattutto la modalità di conservazione del cuore durante il trasporto. Secondo le prime ricostruzioni, l’uso improprio di ghiaccio secco al posto di quello tradizionale avrebbe generato temperature eccessivamente basse, causando danni irreversibili al muscolo cardiaco prima ancora che arrivasse in sala operatoria.
L’inchiesta punta dunque a chiarire se l’equipe medica partenopea abbia proceduto al trapianto nonostante l’organo fosse visibilmente compromesso e quali siano state le precise responsabilità dei sanitari coinvolti nelle diverse fasi della procedura.

Incidente probatorio concluso il prossimo 11 settembre
L’attuale fase processuale riguardante la morte del piccolo Domenico Caliendo vede al centro l’incidente probatorio, uno strumento giuridico fondamentale per cristallizzare le prove tecniche prima del dibattimento. Secondo il calendario prefissato, questa fase dovrebbe concludersi il prossimo 11 settembre, segnando un punto di svolta nelle indagini sulla gestione del trapianto di cuore.
Tuttavia, la data non appare ancora definitiva. Esiste infatti una concreta possibilità di uno slittamento dei termini, strettamente legata alla complessità dei rilievi scientifici. I consulenti di parte, nominati dai sette medici indagati e dalla famiglia della vittima, potrebbero fornire nuovi contributi tecnici o memorie difensive che richiederebbero ulteriori approfondimenti.
Il focus resta la verifica dei danni da congelamento subiti dall’organo a causa del ghiaccio secco. I periti devono stabilire con assoluta certezza se tali criticità fossero rilevabili dall’equipe medica del Monaldi prima di procedere all’intervento. Se i consulenti solleveranno nuovi dubbi metodologici, il giudice dovrà necessariamente concedere più tempo per garantire il diritto alla difesa e la ricerca della verità materiale.
Il 28 aprile accertamenti tecnici dall’Istituto di Medicina Legale di Bari
Un passaggio cruciale nell’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo avverrà il prossimo 28 aprile. In quella data, l’Istituto di Medicina Legale di Bari ospiterà una serie di accertamenti tecnici irripetibili che vedranno il confronto diretto tra i periti nominati dal Tribunale e i consulenti tecnici dei sette medici indagati.
Il focus degli esperti si concentrerà sull’analisi comparativa di due organi attualmente sotto sequestro giudiziario: il “cuore malandato” originario del bambino e quello espiantato a Bolzano per il trapianto. Gli specialisti dovranno esaminare i tessuti per individuare i segni lasciati dalle temperature estreme e confermare se l’uso del ghiaccio secco abbia effettivamente compromesso l’integrità del muscolo cardiaco donato.
Questa perizia tecnica rappresenta il cuore dell’incidente probatorio, poiché i risultati determineranno se l’equipe medica del Monaldi potesse accorgersi del danno prima di procedere all’intervento.
In attesa dei rilievi tecnici del 28 aprile a Bari, dunque, il Ministro Schillaci sottolinea la necessità di rispettare i tempi fisiologici delle inchieste. Solo dopo i risultati ufficiali sui fatti dell’ospedale Monaldi, il Ministero valuterà eventuali provvedimenti per garantire la massima sicurezza nei futuri trapianti pediatrici.


