Le madri lavoratrici possono integrare la domanda entro il 31 gennaio 2026 per evitare stop nel contributo mensile
L’Inps ha introdotto una novità procedurale con il messaggio n. 147 del 15 gennaio 2026 per facilitare l’accesso al bonus mamme. Le madri lavoratrici che hanno già presentato domanda possono inviare una domanda integrativa per includere mesi non richiesti in precedenza, con scadenza al 31 gennaio 2026. Questa misura evita interruzioni nel pagamento del contributo di 40 euro al mese per attività lavorativa nel 2025, erogato in unica soluzione fino a un massimo di 12 mensilità.
Come funziona la domanda integrativa per il bonus mamme
Le lavoratrici interessate dal bonus mamme 2025 hanno tempo fino al 31 gennaio 2026 per la domanda integrativa, che permette di sanare istanze incomplete, correggere errori o aggiungere mensilità omesse. L’Inps elaborerà anche le domande presentate entro il 9 dicembre 2025 non passate ai controlli automatici iniziali, con un futuro riesame per quelle respinte o accolte parzialmente. Per verificare lo stato, esiti e aggiornare i dati di pagamento come l’IBAN, accedi al portale Inps con SPID livello 2 o superiore, CIE 3.0 o CNS. Il servizio dedicato, accessibile da ‘Sostegni, Sussidi e Indennità – Nuovo Bonus mamme’, consente di monitorare le lavorazioni in modo semplice e rapido, riducendo ritardi dovuti a dati bancari errati.
Requisiti per ottenere il bonus mamme
Il bonus mamme integra il reddito di madri lavoratrici con almeno due figli, esclusi lavoratrici domestiche. Vale per ogni mese di lavoro effettivo nel 2025, fino a 12 mensilità. Il figlio più piccolo deve avere meno di 10 anni con due figli, o meno di 18 con tre o più, inclusi adottati o in affidamento preadottivo. Sono ammesse lavoratrici dipendenti pubbliche o private, autonome iscritte a gestioni previdenziali Inps o casse professionali, con reddito da lavoro annuo non superiore a 40.000 euro. Il diritto spetta solo per i mesi di vigenza del rapporto lavorativo, escludendo sospensioni; per autonome, per i mesi di iscrizione alla cassa nel 2025.

Erogazione e tempistiche del contributo
Il pagamento avviene in unica soluzione: a dicembre 2025 per mensilità complete da gennaio a dicembre, o entro febbraio 2026 per domande pendenti o integrative entro il 31 gennaio. L’importo è di 40 euro mensili per il 2025, potenzialmente aumentato a 60 euro dal 2026 come previsto dalla Legge di Bilancio. Questa procedura integrativa risolve omissioni o errori, garantendo il contributo a chi ne ha diritto e supportando l’equilibrio tra lavoro e famiglia.
Novità Inps e accesso al servizio
Con l’aggiornamento del servizio nuovo bonus mamme, l’Inps mira a ridurre intoppi burocratici, permettendo domande telematiche online, tramite patronati o canali ufficiali con credenziali digitali come eIDAS per utenti europei. Servono codice fiscale, documento d’identità, CU o dichiarazione redditi, e IBAN corretto. Per l’esonero contributivo separato, applicabile a madri con tre figli e contratto indeterminato, contatta il datore o usa l’utility Inps specifica. Le lavoratrici che maturano requisiti dopo il 9 dicembre 2025, come per nascita di un figlio, hanno lo stesso termine al 31 gennaio 2026.
Questa iniziativa sostiene migliaia di madri lavoratrici in Italia, promuovendo la conciliazione familiare. Controlla regolarmente il portale Inps per aggiornamenti sul bonus mamme e presenta la domanda integrativa entro il 31 gennaio 2026 per non perdere benefici spettanti. Dopo tale data, si aprirà lo sportello per il bonus 2026 a 60 euro mensili.


