Il viceministro e candidato del centrodestra alla Regione Campania: “Oltre 4 miliardi per la Zes unica, ricadute dirette su sviluppo e occupazione
«Il Governo Meloni ha stanziato oltre 4 miliardi di euro nella legge di bilancio per la Zes unica del Mezzogiorno. Si tratta di risorse straordinarie che avranno una ricaduta diretta e indiretta sullo sviluppo e sull’occupazione dei nostri territori».
Così il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli, candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Campania, ha commentato l’approvazione della manovra economica varata dal Consiglio dei Ministri, sottolineando il valore strategico degli investimenti per il rilancio del Sud.
Le risorse per la Zes unica del Mezzogiorno
Il provvedimento, inserito nel quadro della Legge di Bilancio 2026, prevede oltre 4 miliardi di euro da impegnare nei prossimi tre anni per la Zes unica (Zona Economica Speciale), che abbraccia tutte le regioni meridionali, inclusa la Campania.
L’obiettivo è rafforzare l’attrattività economica del Sud, incentivando gli investimenti privati, semplificando le procedure burocratiche e sostenendo la creazione di nuove imprese attraverso agevolazioni fiscali e contributive.
«È un risultato importante – ha dichiarato Cirielli – frutto di una strategia coerente del Governo Meloni per ridurre il divario Nord-Sud e rilanciare l’economia delle regioni meridionali».

“Risultato del lavoro di squadra”
Cirielli ha espresso gratitudine a quanti hanno contribuito al raggiungimento dell’accordo:
«È stato prezioso l’impegno del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Sud, Luigi Sbarra, che ringraziamo per il risultato ottenuto, così come quello di Giosy Romano, coordinatore della Zes unica del Mezzogiorno, che ha lavorato con costanza per rafforzare la strategia di rilancio economico».
Il viceministro ha sottolineato che la Zes rappresenta «un’opportunità concreta per attrarre capitali, migliorare le infrastrutture e creare occupazione stabile, soprattutto per i giovani del Mezzogiorno».
Zes unica: cosa cambia per la Campania
Con l’entrata in vigore della Zes unica, le otto regioni del Sud (Campania, Puglia, Calabria, Sicilia, Basilicata, Molise, Abruzzo e Sardegna) operano sotto un’unica governance, semplificando le procedure autorizzative per gli investitori.
Il piano del Governo prevede:
- Credito d’imposta potenziato per le imprese che investono nel Sud;
- Snellimento dei tempi autorizzativi grazie allo Sportello Unico Digitale;
- Piani industriali regionali integrati per porti, logistica, energia e turismo;
- Investimenti infrastrutturali nei nodi strategici come Napoli, Salerno e il retroporto di Afragola.
“Occasione storica per il rilancio del Mezzogiorno”
Per Cirielli, la misura rappresenta una svolta epocale per la Campania e per tutto il Sud Italia:
«Le risorse stanziate dal Governo Meloni sono straordinarie. Porteranno sviluppo, occupazione e competitività. Ora spetta alle istituzioni locali e agli imprenditori saper cogliere questa occasione».
Il candidato del centrodestra ha ricordato che molte aree industriali campane – come Marcianise, Pomigliano, Battipaglia e Avellino – rientrano pienamente nel perimetro Zes e potranno beneficiare delle agevolazioni previste.

La strategia di Cirielli per la Regione Campania
Nel suo programma elettorale, Cirielli ha indicato la Zes unica come pilastro per il rilancio economico della Regione:
- Valorizzazione dei porti di Napoli e Salerno come hub logistici internazionali;
- Creazione di zone produttive connesse ai poli universitari e tecnologici;
- Rafforzamento delle filiere agroalimentari e manifatturiere attraverso incentivi fiscali mirati.
«La Campania – ha detto Cirielli – ha tutte le carte in regola per tornare locomotiva del Sud, ma servono regole certe, meno burocrazia e una classe dirigente che lavori per risultati, non per consenso».
Il piano del Governo Meloni per la Zes unica del Mezzogiorno rappresenta, secondo Cirielli, una boccata d’ossigeno per l’economia campana, con effetti immediati su occupazione, sviluppo territoriale e investimenti privati.
Una misura che si inserisce nel cuore della campagna elettorale regionale, dove la questione economica e occupazionale è sempre più al centro del confronto politico.


