Il legale della famiglia Caliendo, Francesco Petruzzi, alla conferenza stampa
Il legale della famiglia Caliendo, Francesco Petruzzi
📍 Napoli

4 Maggio 2026

Cristina Siciliano

Caso Caliendo al Monaldi, famiglia in rotta con i medici, l’avvocato Petruzzi: “Inaccettabile la richiesta di rinunciare alla parte civile”

La riunione tra legali dei medici indagati e la struttura ospedaliera si è conclusa con una posizione di chiusura da parte dei familiari del bimbo morto al Monaldi

Si è svolta oggi una riunione nell’ambito della trattativa finalizzata a un possibile risarcimento in sede stragiudiziale per la morte del piccolo Domenico Caliendo, il bambino di due anni e tre mesi deceduto il 21 febbraio all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore eseguito il 23 dicembre e successivamente fallito. All’incontro, secondo quanto riferito dall’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia, erano presenti i rappresentanti legali di tutti i medici indagati coinvolti nella vicenda. Tuttavia, mancavano gli avvocati dei cardiochirurghi Guido Oppido e Gabriella Farina, che non avrebbero preso parte alla riunione.

Il confronto

Nel corso del confronto è stata avanzata una proposta di definizione economica della vicenda in via stragiudiziale. Tuttavia, la discussione si è rapidamente concentrata su una condizione posta dai legali degli indagati. In particolare, vi è stata la richiesta che la famiglia rinunci preliminarmente alla costituzione di parte civile nel procedimento penale in corso. Secondo quanto riportato, tale richiesta ha rappresentato il punto di maggiore attrito dell’incontro. Questo ha inciso in modo determinante sull’esito della riunione.

La posizione della famiglia Caliendo

L’avvocato Francesco Petruzzi ha chiarito in maniera netta la posizione dei familiari del piccolo, definendo la proposta “inaccettabile”. “Non siamo disposti a rinunciare alla costituzione di parte civile al processo penale”, ha dichiarato il legale, ribadendo la volontà della famiglia di proseguire il proprio percorso giudiziario indipendentemente da eventuali soluzioni economiche extragiudiziali. Secondo il legale, la richiesta avanzata dagli avvocati dei medici indagati presenti alla riunione ha assunto la forma di una diffida nei confronti della struttura ospedaliera del Monaldi. Di conseguenza, gli avvocati invitano la struttura a non procedere con alcuna proposta risarcitoria senza un preventivo passo indietro della famiglia sul piano penale.

La famiglia Caliendo, attraverso il proprio difensore, ha respinto integralmente questa impostazione, mantenendo ferma la volontà di restare parte attiva nel procedimento giudiziario. La posizione è stata confermata anche al termine dell’incontro. In tal modo, sempre secondo quanto riferito, il diniego è stato formalizzato senza aperture a ulteriori mediazioni sul punto specifico della rinuncia alla parte civile.

Domenico Caliendo
Domenico Caliendo

Il ruolo dell’ospedale e i prossimi sviluppi

Nel corso della riunione, la direzione dell’ospedale Monaldi si sarebbe riservata ogni valutazione sulla proposta complessiva, senza assumere decisioni definitive. La trattativa, dunque, non ha prodotto al momento alcun accordo né sul piano economico né su quello procedurale. È stato inoltre annunciato che un nuovo incontro verrà fissato nei prossimi giorni, dopo una fase istruttoria legata ad alcuni atti giudiziari in programma.

In particolare, secondo quanto riferito, il confronto successivo dovrebbe tenersi dopo il nuovo interrogatorio previsto per il 8 maggio del cardiochirurgo Guido Oppido e di Emma Bergonzoni. Quest’ultima figura è anch’essa coinvolta nell’inchiesta. La vicenda giudiziaria resta quindi aperta sia sul fronte penale sia su quello civile. Le posizioni, almeno per il momento, appaiono distanti tra la famiglia della vittima e i legali dei sanitari coinvolti. Inoltre, l’eventuale evoluzione della trattativa dipenderà dagli sviluppi dell’indagine e dalle prossime decisioni delle parti. Si delinea così un quadro che continua a intrecciare il percorso giudiziario con il tentativo di una definizione risarcitoria della vicenda.

Denuncia sul trasporto degli organi: “Altri casi di organi danneggiati”

Nel corso di un recente intervento in Senato, l’avvocato Francesco Petruzzi ha richiamato anche alcune criticità legate al trasporto degli organi destinati ai trapianti, sostenendo che non si tratterebbe di un episodio isolato. “Si sono verificati anche altri casi di organi danneggiati da temperature troppo basse durante il trasporto”, ha dichiarato il legale durante l’incontro “Il dono della vita nel sistema trapiantologico”, organizzato dall’Aido a Palazzo Madama. Petruzzi ha collegato il tema anche al caso del piccolo Domenico Caliendo. In questo caso, si ipotizza che il cuore trapiantato fosse arrivato in condizioni compromesse. Nel corso dell’evento sono stati citati anche altri esempi di organi danneggiati in fase di trasferimento. Questi casi risultano distinti dalla vicenda napoletana.

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