Dopo settimane di attesa, la conferma ufficiale: il Comune di Arienzo, in provincia di Caserta è stato sciolto per infiltrazioni camorristiche.
Il Comune di Arienzo in provincia di Caserta è stato sciolto per infiltrazioni camorristiche. La decisione è giunta dal Consiglio dei Ministri a fine aprile e ora è stata resa definitiva con il Decreto del Presidente della Repubblica. Si tratta del terzo comune del Casertano colpito da un provvedimento particolarmente grave negli ultimi due anni, dopo Caserta ad aprile 202 e Calvi Risorta nel luglio 2024. Lo scioglimento è uno degli strumenti più duri previsti dallo Stato contro il rischio di condizionamento della criminalità organizzata nelle amministrazioni locali. In seguito al provvedimento, la gestione del Comune sarà affidata a una Commissione Straordinaria, già operativa da aprile.
Il coinvolgimento del sindaco Giuseppe Guida
Al centro della vicenda giudiziaria c’è l’ex sindaco Giuseppe Guida, coinvolto nell’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli avviata nel settembre scorso. Guida, che ricopriva anche il ruolo di coordinatore provinciale di Forza Italia a Caserta, era stato posto agli arresti domiciliari, salvo poi tornare in libertà dopo circa dieci giorni. Secondo gli inquirenti, il primo cittadino avrebbe fatto parte del cosiddetto “sistema Ferraro”, una rete di rapporti illeciti legata all’assegnazione di appalti pubblici in cambio di tangenti e sostegno elettorale. Un quadro investigativo che ha portato il Governo a ritenere del tutto compromessa la trasparenza amministrativa dell’ente comunale.
L’inchiesta sul “sistema Ferraro”
L’indagine della DDA di Napoli, attualmente, ruota attorno alla figura dell’imprenditore dei rifiuti Nicola Ferraro, ex consigliere regionale già condannato in via definitiva per concorso esterno in camorra. Ferraro è finito nuovamente in carcere nell’ambito della stessa inchiesta che ha coinvolto l’amministrazione di Arienzo. Gli investigatori ritengono che Ferraro avesse costruito un sistema capace di influenzare la politica locale tramite la promessa di voti e finanziamenti elettorali. In cambio avrebbe così ottenuto appalti e favori amministrativi.
In particolare, Giuseppe Guida è accusato di corruzione per aver ricevuto sostegno elettorale da Ferraro in cambio dell’aggiudicazione dell’appalto per la raccolta dei rifiuti solidi urbani ad Arienzo. Le accuse dovranno essere accertate nei successivi gradi di giudizio, ma il quadro delineato dagli investigatori è stato ritenuto sufficientemente grave da giustificare lo scioglimento dell’amministrazione comunale.
Un territorio ancora fragile
Il caso del Comune di Arienzo conferma quanto il territorio casertano continui ad essere particolarmente vulnerabile alle infiltrazioni della criminalità organizzata nella pubblica amministrazione. Negli ultimi anni, infatti, diversi comuni della provincia sono stati commissariati per motivi analoghi. Un segnale di una presenza dei clan ancora fortemente radicata nel tessuto economico e politico locale. Lo scioglimento del Comune non è soltanto una misura amministrativa, ma anche un duro colpo per la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
Quando emergono sospetti di collegamenti tra politica e criminalità organizzata, a essere compromessa è soprattutto la credibilità dello Stato sul territorio. Sarà difficile, poi, riacquistarla nel giro di poco tempo. Nel frattempo, restano aperte le indagini per comprendere al meglio eventuali coinvolgimenti, al fine di evitare che riemergano, in futuro, situazioni di questo tipo.


