Ospedale Cardarelli
Ospedale Cardarelli
📍 Napoli

31 Gennaio 2026

Angela Capasso

Maternità in sicurezza, al Cardarelli arrivano le nuove culle per il co-sleeping

Nel reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale napoletano introdotte le culle affiancate al letto della madre. Favoriscono il rooming-in, rafforzano il legame madre-figlio e riducono il rischio di Sids.

Un passo concreto verso una maternità sempre più sicura e attenta ai bisogni di madri e neonati. All’Ospedale Antonio Cardarelli di Napoli sono state introdotte nuove culle per il co-sleeping sicuro, progettate per permettere al neonato di dormire accanto alla madre senza aumentare i rischi. Un’innovazione che rafforza il modello del rooming-in e si inserisce in un percorso assistenziale già orientato all’umanizzazione delle cure e al benessere complessivo della famiglia.

Non si tratta di un semplice adeguamento logistico, ma di una scelta che incide sul modo in cui vengono vissuti i primi giorni dopo il parto, trasformando la degenza ospedaliera in un’esperienza più rassicurante e partecipata.

Le nuove culle e il rooming-in h24

Le culle, collocate lateralmente al letto della madre, consentono di tenere il neonato vicino per tutta la durata della degenza, favorendo una presenza continua e rassicurante. Il rooming-in, ormai elemento centrale dell’assistenza post-parto, permette a madre e figlio di condividere la stessa stanza ventiquattro ore su ventiquattro, facilitando le prime fasi di accudimento e sostenendo la relazione sin dai primi giorni di vita.

L’introduzione delle culle per il co-sleeping sicuro rappresenta un’evoluzione di questo modello. La vicinanza viene mantenuta, ma all’interno di una struttura progettata per evitare i rischi legati al sonno non protetto, offrendo un equilibrio tra contatto e sicurezza.

I benefici osservati dal personale sanitario

Secondo quanto riferito dal personale infermieristico del Nido, i benefici sono evidenti e si manifestano su più livelli. La vicinanza fisica facilita l’allattamento al seno, riduce lo stress materno e aiuta le madri a sentirsi più sicure nella gestione quotidiana del neonato. Il contatto costante favorisce inoltre il rafforzamento del legame affettivo madre-figlio, considerato un elemento chiave nello sviluppo emotivo del bambino.

Sul piano clinico, uno degli aspetti più rilevanti riguarda la riduzione del rischio di Sids, la Sindrome della Morte Improvvisa del Lattante, nota anche come morte in culla. In Italia il fenomeno interessa ogni anno alcune centinaia di bambini, con un’incidenza maggiore tra i due e i quattro mesi di età. Il co-sleeping praticato in condizioni di sicurezza è indicato come uno degli strumenti utili a ridurre questo rischio, se inserito in un contesto controllato e accompagnato da un’adeguata informazione.

co-sleeping Cardarelli Napoli
Una culla per il co-spleeping

Una pratica sostenuta da OMS e Unicef

Il modello adottato dal Cardarelli si inserisce in un quadro più ampio di raccomandazioni internazionali. Il co-sleeping sicuro e il rooming-in sono pratiche promosse dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’Unicef, che da anni sottolineano l’importanza della vicinanza madre-neonato nei primi giorni dopo il parto, purché avvenga in condizioni protette e consapevoli.

La presenza continua non è vista come un rischio in sé, ma come una risorsa, se accompagnata da strutture adeguate e da un supporto sanitario costante.

Le parole della direzione generale

A sottolineare il valore dell’iniziativa è il direttore generale dell’ospedale, Antonio d’Amore, che parla di un ulteriore tassello nel percorso di umanizzazione delle cure. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la sicurezza del parto e della maternità, investendo su strumenti capaci di favorire il legame madre-figlio e il benessere complessivo della famiglia.

Secondo la direzione, le nuove culle rappresentano anche un supporto nella prevenzione del puerperal blues e della depressione post-partum, grazie a una maggiore serenità nella gestione del neonato e a un coinvolgimento più diretto della madre fin dalle prime ore dopo il parto.

Un modello che guarda anche al rientro a casa

L’esperienza ospedaliera, spiegano dal Cardarelli, ha anche una funzione educativa. Le modalità di accudimento e di gestione del sonno del neonato apprese durante la degenza possono essere replicate a casa dopo le dimissioni, contribuendo a diffondere buone pratiche di sicurezza anche fuori dall’ambiente sanitario.

L’introduzione delle culle per il co-sleeping sicuro si inserisce così in una visione più ampia della maternità, che non si esaurisce nel momento del parto ma accompagna il percorso di crescita e di equilibrio della famiglia. Un approccio che conferma il ruolo dell’ospedale napoletano come punto di riferimento nella sanità pubblica campana, capace di coniugare innovazione, sicurezza e attenzione alla dimensione umana della cura.

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