Foto dei Carabinieri Forestali durante il sequestro a Casaluce.
Foto dei Carabinieri Forestali durante il sequestro a Casaluce.
📍 Casaluce

26 Febbraio 2026

Chiara Imbimbo

Officina degli orrori a Casaluce: Carabinieri arrestano 43enne per danno ambientale e gestione illecita di rifiuti

I Carabinieri hanno scoperto sversamenti di oli esausti nella fognatura e stoccaggio abusivo di rifiuti speciali.

I Carabinieri Forestali di Marcianise, pattugliando le zone critiche per lo sversamento di rifiuti, hanno individuato a Casaluce un’azienda meccatronica abusiva. I militari hanno scoperto che l’impresa operava senza autorizzazioni, violando le norme ambientali e amministrative. L’ispezione ha rivelato una gestione illecita, portando al sequestro immediato della struttura e alla denuncia dei responsabili dell’attività. Una vicenda che fa riemergere il nodo della tutela ambientale in territori a rischio.

Rinvenuti rifiuti speciali pericolosi, imballaggi contaminati e rifiuti solidi urbani

Le indagini dei Carabinieri Forestali attribuiscono la gestione di fatto dell’attività abusiva a un uomo di 43 anni residente nella zona. Durante l’ispezione, i militari hanno rilevato che il sito comprendeva un’ampia corte scoperta e diversi locali adibiti a officina meccanica. Le condizioni ambientali dell’area esterna sono apparse subito critiche: la pavimentazione in calcestruzzo presentava vistose macchie di olio esausto, segno di una gestione negligente dei fluidi motori.

Gli operanti hanno individuato un bidone colmo di olio esausto, classificato come rifiuto speciale pericoloso, lasciato pericolosamente esposto alle intemperie senza alcuna protezione. Il controllo ha portato alla luce anche numerosi imballaggi contaminati da sostanze nocive, filtri dell’aria, marmitte usurate e pneumatici lacerati. I militari hanno inoltre rinvenuto componenti meccaniche imbrattate d’olio mescolate illecitamente a rifiuti solidi urbani.

Un pozzetto collegato ad una fogna pubblica

Particolare gravità riveste la scoperta di un pozzetto collegato alla fognatura pubblica, attorno al quale i Carabinieri hanno riscontrato evidenti tracce di contaminazione. L’assenza di sistemi di filtraggio ha permesso il dilavamento delle sostanze oleose direttamente negli scarichi, aggravando il quadro dell’inquinamento ambientale contestato al responsabile dell’impresa meccatronica.

Auto Carabinieri
Auto dei Carabinieri – Immagine di repertorio

L’impresa era totalmente abusiva

I Carabinieri Forestali hanno esteso l’ispezione all’interno dell’officina e in due vani al piano terra, rinvenendo ulteriori rifiuti speciali pericolosi. I militari hanno catalogato indumenti e stracci contaminati, imballaggi sporchi, parti meccaniche usurate e numerosi pneumatici fuori uso stoccati illecitamente.

Durante il controllo, gli operanti hanno chiesto al responsabile di esibire le autorizzazioni ambientali e la documentazione amministrativa obbligatoria per legge. Il gestore dell’attività, un uomo di 43 anni, non ha presentato alcun titolo abilitativo o registro di carico e scarico dei rifiuti. L’unica documentazione prodotta dall’uomo consisteva esclusivamente nelle ricevute di pagamento delle bollette elettriche dei locali. Tale mancanza di titoli ha confermato la natura totalmente abusiva dell’impresa meccatronica, portando i militari a contestare gravi violazioni del Codice dell’Ambiente.

Per l’uomo è scattato l’arresto e il sequestro preventivo dell’intera azienda

I militari hanno accertato le gravissime violazioni del Codice dell’Ambiente a carico del gestore quarantatreenne di Casaluce. I carabinieri hanno contestato il deposito incontrollato di rifiuti speciali pericolosi, evidenziando il concreto rischio di deterioramento della matrice acqua a causa degli sversamenti oleosi nella fognatura pubblica. L’ispezione ha inoltre rivelato una sistematica miscelazione illecita di rifiuti pericolosi e non pericolosi, derivante dall’esercizio totalmente abusivo dell’attività meccatronica.

A seguito delle formalità di rito, i militari dell’Arma hanno proceduto all’arresto del responsabile e hanno contestualmente eseguito il sequestro preventivo dell’intera area aziendale. Il provvedimento ha riguardato i locali dell’officina, le attrezzature meccaniche e tutti i rifiuti speciali rinvenuti durante l’operazione. Gli inquirenti hanno posto l’intero sito a disposizione dell’autorità giudiziaria per le successive fasi processuali.

Questo intervento dei carabinieri interrompe una gestione illecita che minacciava l’ecosistema locale del Casertano, ripristinando la legalità in un territorio già duramente colpito dai reati ambientali.

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