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Immagine di repertorio
📍 Avella

11 Marzo 2026

Cristina Siciliano

Avella, cani in gravi condizioni trovati in gabbie abusive: salvati in Irpinia dai carabinieri

I carabinieri forestali hanno sequestrato 10 cani e denunciato il proprietario per maltrattamenti e irregolarità edilizie

Ad Avella, in provincia di Avellino, i carabinieri del Nucleo Forestale di Monteforte Irpino, insieme al personale dell’Asl di Baiano e alla Polizia municipale locale, hanno scoperto una struttura abusiva dove venivano detenuti dieci cani in condizioni incompatibili con la loro natura. La scoperta è avvenuta durante controlli mirati a verificare il rispetto delle norme sul benessere animale. Gli animali, tra cui sei privi di microchip, erano esposti alle intemperie, in ambienti fatiscenti e privi di copertura, con gravi carenze igienico-sanitarie. Secondo quanto accertato dalle autorità, le condizioni della struttura provocavano sofferenze significative agli animali, rendendo urgente il loro trasferimento in un ambiente sicuro.

Indagini e irregolarità edilizie

Le verifiche dei carabinieri hanno evidenziato che la struttura destinata al ricovero dei cani era stata realizzata senza alcuna autorizzazione, in violazione delle normative urbanistiche. L’area si trova infatti all’interno del Parco regionale del Partenio e ricade in una zona vincolata idrogeologicamente, rendendo l’intervento edilizio illegittimo. Oltre alla denuncia per maltrattamento, le autorità hanno elevato nove sanzioni amministrative per un totale di 3.000 euro. L’intera area, di circa 200 metri quadrati, è stata posta sotto sequestro per impedire ulteriori abusi.

Trasferimento dei cani

I dieci cani sono stati trasferiti in un canile giudiziario nel comune di Luogosano (Avellino), dove possono ricevere cure veterinarie adeguate e un ambiente sicuro. Le autorità locali hanno sottolineato l’importanza di interventi tempestivi per proteggere gli animali in situazioni di degrado e abuso. Il proprietario, un uomo di 59 anni, è stato denunciato in stato di libertà per detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze. La vicenda evidenzia anche la necessità di controlli regolari sulle strutture per animali, soprattutto in aree sottoposte a vincoli ambientali e paesaggistici. Le condizioni cliniche dei cani al momento del ritrovamento non sono state specificate nei dettagli dalle fonti, ma l’uso di termini come «gravi sofferenze» e «condizioni incompatibili con la loro natura» suggerisce che gli animali necessitino di cure approfondite.

Cane dietro un recinto Foto di repertorio
Cane dietro un recinto Foto di repertorio

Reazioni e prospettive

Le autorità locali non hanno rilasciato dichiarazioni pubbliche ufficiali oltre ai comunicati di servizio, ma l’azione congiunta di forze dell’ordine e servizi veterinari è stata definita necessaria per interrompere una situazione di sofferenza evidente e ripristinare condizioni di benessere per gli animali coinvolti. La vicenda riporta al centro del dibattito pubblico l’importanza di normative rigorose e controlli stringenti sulla detenzione degli animali e sulle strutture che ospitano cani, soprattutto quando si tratta di spazi realizzati in assenza di autorizzazioni e in aree protette.

Il sequestro della struttura

L’intervento delle autorità ad Avella rappresenta un esempio di come i controlli coordinati tra carabinieri, Asl e Polizia locale possano prevenire e contrastare situazioni di maltrattamento animale. Il sequestro della struttura e il trasferimento dei cani in un canile giudiziario hanno permesso di interrompere condizioni di sofferenza, garantendo agli animali cure adeguate.

La vicenda sottolinea l’importanza di vigilanza costante sulle strutture di detenzione animale, in particolare quando si trovano in aree protette o soggette a vincoli ambientali. Allo stesso tempo evidenzia la necessità di rispetto delle normative e della collaborazione tra cittadini e istituzioni.

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