Giorgio Zinno e Michele Carbone
Giorgio Zinno e Michele Carbone
📍 San Giorgio a Cremano

2 Marzo 2026

Angela Capasso

San Giorgio a Cremano, il campo largo si ribella al Pd: “Basta imposizioni sul candidato sindaco”

Casa Riformista, M5S e civiche attaccano il metodo dei Dem: “Prevaricazione nel metodo e nella sostanza”. Nel mirino l’accelerazione sul nome di Michele Carbone

Non è ancora una rottura formale, ma il segnale politico è forte. Il cosiddetto “campo largo” del centrosinistra sangiorgese mostra crepe evidenti proprio mentre si avvicina la scelta del candidato sindaco per le prossime Comunali.

Un documento durissimo, firmato da Casa Riformista, Movimento 5 Stelle, A testa alta, Free Cremano, Idea Nuova, Liberamente San Giorgio, PRI ed Equità territoriale, mette nel mirino il metodo adottato dal Partito Democratico nella definizione della candidatura.

Le parole non lasciano spazio a interpretazioni morbide: “Siamo costretti a stigmatizzare con forza un atteggiamento di prevaricazione nel metodo e nella sostanza”.

L’accusa: imposizione e scarsa condivisione

Il nodo non è solo il nome, ma il percorso.

Nel documento si ribadisce che “i percorsi e le sensibilità politiche che si riconoscono in un progetto comune di governo si costruiscono insieme, con rispetto e pari dignità”.

Un passaggio che suona come un richiamo diretto ai Dem, accusati di aver impresso un’accelerazione unilaterale sulla scelta del candidato.

“L’atteggiamento di chi ha come primo obiettivo l’imposizione di un nome o scelte non condivise viene respinto con fermezza”, si legge ancora, con un riferimento esplicito ai principi di condivisione ed eguaglianza che dovrebbero caratterizzare il campo largo.

Michele Carbone
Michele Carbone

Il nome che divide

Sullo sfondo c’è la figura di Michele Carbone, indicato come il candidato più accreditato per guidare il centrosinistra alle prossime elezioni. Non è detto che il dissenso riguardi esclusivamente la persona, ma il metodo con cui si sarebbe arrivati alla sua designazione.

Il documento non cita direttamente Carbone, ma il riferimento appare evidente nel contesto politico locale. Il punto è chiaro: una parte della coalizione non accetta decisioni calate dall’alto.

Campo largo o campo minato?

Il progetto di campo largo nasce con l’obiettivo di unire forze politiche e civiche diverse sotto un’unica visione di governo. Ma l’unità, in politica, non si costruisce solo sulla somma dei simboli.

Il documento firmato da otto soggetti politici rappresenta un segnale di allarme: l’alleanza rischia di incrinarsi prima ancora di ufficializzare il candidato. Le parole scelte – “prevaricazione”, “imposizione”, “scelte non condivise” – indicano un disagio profondo.

Il tempo che stringe

Nel finale del documento emerge anche un elemento pragmatico.

“Le forze politiche firmatarie si rendono disponibili a ogni confronto, serio e trasparente, utile a individuare soluzioni condivise, ricordando che i tempi sono sempre più stringenti”.

È una disponibilità condizionata: sì al confronto, ma solo se fondato su trasparenza e pari dignità. Il richiamo alla comunità “che abbiamo l’ambizione di governare” sottolinea che la posta in gioco non è interna ai partiti, ma riguarda la credibilità del progetto complessivo.

Una sfida per il Pd

Il Partito Democratico si trova ora davanti a un bivio. Proseguire con l’accelerazione sul nome già circolato, assumendosi il rischio di fratture, oppure riaprire il tavolo e rinegoziare il percorso.

In contesti locali come San Giorgio a Cremano, gli equilibri tra partiti e liste civiche sono decisivi. Una candidatura imposta, anche se forte, può diventare un boomerang se percepita come non condivisa.

Roberto Galdieri di Gioventù Nazionale
Roberto Galdieri di Gioventù Nazionale

Il centrodestra osserva

Ogni tensione nel campo largo viene inevitabilmente osservata dall’altra parte dello schieramento. Il centrodestra potrebbe trarre vantaggio da eventuali divisioni interne al centrosinistra, soprattutto se queste dovessero tradursi in spaccature o candidature alternative. Per ora, però, lo scontro resta dentro la coalizione.

Una partita ancora aperta

Il documento non chiude la porta. Non parla di strappi definitivi. Ma alza il livello del confronto. San Giorgio a Cremano entra così in una fase decisiva, dove la scelta del candidato non sarà solo una questione di nome, ma di metodo e legittimazione politica.

Il campo largo, nato per unire, è chiamato ora a dimostrare di saper gestire le differenze interne. Altrimenti il rischio è che la partita si complichi prima ancora di iniziare ufficialmente la campagna elettorale.

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