Mastella apre al campo largo in Campania ma pone condizioni: nodi aperti su Benevento e Salerno e richiesta di un tavolo politico regionale.
La richiesta di un “campo largo ovunque in Campania” arriva accompagnata da una serie di condizioni precise e da un avvertimento politico altrettanto chiaro. È questo il senso dell’intervento di Clemente Mastella, che interviene nel dibattito sulle prossime elezioni comunali e, più in generale, sugli equilibri in vista delle politiche del 2027, chiamando in causa direttamente il Partito democratico e gli alleati regionali.
La proposta del campo largo e la richiesta di un tavolo regionale
La cornice è quella di una proposta di unità: replicare, senza eccezioni e senza veti, l’alleanza che ha già vinto alle regionali. Ma la sostanza del messaggio va oltre l’enunciazione di principio. Mastella chiede che venga convocato un tavolo politico regionale, con un ordine del giorno esplicito, e lo fa indicando con chiarezza i territori su cui l’intesa dovrà misurarsi davvero. Benevento e Salerno diventano così i punti sensibili di una trattativa che, pur presentata come progetto unitario, assume i contorni di una negoziazione serrata.
Nel suo intervento, il leader di Noi di Centro individua nella Campania un potenziale “serbatoio di voti” per il campo largo alle politiche, ma lega questa prospettiva a una condizione: rompere gli indugi adesso. La richiesta è rivolta al segretario regionale del Pd, Piero De Luca, chiamato a convocare un confronto formale tra tutte le forze alleate. Non un tavolo generico, ma un passaggio politico con regole chiare e senza spazi per quelle che Mastella definisce “repubbliche autonome” o egoismi territoriali.
Salerno e Benevento come nodi politici dell’alleanza
È qui che il discorso sull’unità si intreccia con il tema del potere locale. A Salerno, Mastella dichiara la disponibilità a sostenere la candidatura a sindaco di Vincenzo De Luca, riconoscendo una coerenza di alleanza. Ma nello stesso passaggio chiarisce che la questione Benevento non può essere rimossa dal tavolo. In vista delle amministrative del 2027, avverte, il nodo dovrà essere affrontato apertamente.
Il riferimento a chi continua a “osteggiare” la sua candidatura e la comunità di Noi di Centro viene usato come segnale politico diretto al Pd. L’accusa è quella di una gestione selettiva delle alleanze: incassare sostegni dove conviene e lasciare libertà altrove. Una dinamica che Mastella definisce inaccettabile e che, se confermata, porterebbe a “conseguenze politiche serie a tutti i livelli”.
Il lessico scelto è significativo. Non si parla di divergenze fisiologiche, ma di disinvoltura, a cui si promette di rispondere con la stessa moneta. È una presa di posizione che sposta il confronto dal piano programmatico a quello dei rapporti di forza. L’unità invocata viene così subordinata a una distribuzione equilibrata delle candidature e del riconoscimento politico sui territori.
Le comunali come banco di prova verso le politiche 2027
Nel quadro delineato, il “campo largo” smette di essere una formula astratta e diventa una leva negoziale. L’unità viene proposta come obiettivo, ma anche come strumento di pressione. Chi non si allinea, viene collocato fuori dal perimetro. Una logica che rende evidente come la costruzione dell’alleanza passi, prima ancora che dai programmi, dalla gestione dei nodi locali.
Il riferimento alle politiche del 2027 amplia l’orizzonte, ma non attenua il carattere immediato della richiesta. Le comunali diventano il banco di prova su cui testare la reale volontà unitaria delle forze in campo. Salerno e Benevento, in questo senso, non sono casi isolati, ma simboli di una trattativa che riguarda l’intera Campania.
Mastella si dice convinto che alla fine prevarrà il “buon senso politico”, ma il messaggio resta condizionato: l’unità non può essere a geometria variabile. È questa la linea che emerge dal suo intervento, più che una proposta di coalizione. Un avvertimento pubblico che rende visibile una dinamica spesso relegata ai colloqui riservati.
Il “campo largo”, evocato come prospettiva strategica, viene così messo alla prova della realtà territoriale. Non sul piano dei valori, ma su quello delle scelte concrete. Ed è su questo terreno che, nelle prossime settimane, si misurerà la tenuta dell’alleanza in Campania, tra dichiarazioni di principio e nodi ancora aperti.


