Roberto Fico Foto: social
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21 Maggio 2026

Cristina Siciliano

Campania, Fico rompe con Israele: “Non graditi i membri del governo, stop ai rapporti istituzionali dopo il caso della Flotilla”

La decisione arriva dopo le tensioni legate al caso della Flotilla diretta a Gaza e alle immagini degli attivisti fermati ad Ashdod

I membri del governo israeliano “responsabili delle attuali politiche non sono persone gradite in Campania”. Con queste parole il presidente della Regione Campania Roberto Fico annuncia una decisione destinata a produrre immediate reazioni politiche e diplomatiche: la sospensione dei rapporti istituzionali con rappresentanti riconducibili all’esecutivo israeliano. La dichiarazione arriva all’indomani del caso della Global Sumud Flotilla, intercettata nel Mediterraneo orientale mentre tentava di raggiungere la Striscia di Gaza con una missione umanitaria. Tra i partecipanti anche il deputato Dario Carotenuto, fermato insieme ad altri attivisti e successivamente trasferito nel porto israeliano di Ashdod.

La posizione della Regione: “Violato il diritto internazionale”

Nel suo intervento, il presidente della Regione Campania ha definito “gravissimo” quanto accaduto alla Flotilla, riportando l’attenzione sul rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani. “Le immagini che arrivano da Ashdod mostrano un livello di violenza e di disumanità che non può essere ignorato”, ha affermato Fico, sottolineando come “nessuno Stato possa sospendere le regole internazionali davanti agli occhi del mondo”. Da qui la decisione politica: interrompere ogni rapporto istituzionale con rappresentanti diplomatici riconducibili al governo israeliano e assumere una posizione netta sul piano regionale rispetto alla crisi in Medio Oriente.

Le immagini di Ashdod e il caso Ben-Gvir

Il caso è esploso dopo la diffusione dei video registrati nel porto di Ashdod, dove gli attivisti della Flotilla sono stati trasferiti dopo l’abbordaggio in mare. Nei filmati circolati nelle ultime ore si vede il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir mentre si avvicina agli attivisti seduti a terra, con le mani legate e la testa china. Circondati dalle forze di sicurezza, i fermati vengono oggetto di frasi e gesti che hanno immediatamente innescato una forte ondata di polemiche internazionali. In un passaggio del video, il ministro li definisce “sostenitori del terrorismo” e si rivolge direttamente a loro con toni duri, mentre rivendica l’azione delle autorità israeliane. Le immagini hanno rapidamente fatto il giro dei media internazionali, alimentando critiche e richieste di chiarimento da più governi europei.

Sergio Mattarella
Sergio Mattarella

Le reazioni politiche: “Immagini inaccettabili”

La vicenda ha provocato una reazione immediata anche in Italia. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha parlato di un episodio “di livello infimo e incivile”, richiamando la necessità di mantenere il confronto entro limiti compatibili con il diritto internazionale. Dalla politica di governo sono arrivate posizioni altrettanto dure. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani hanno definito “inaccettabili” le modalità del trattamento riservato agli attivisti, chiedendo spiegazioni formali a Israele e convocando i rispettivi canali diplomatici. Sul piano internazionale, diversi Paesi europei hanno avviato iniziative analoghe, aprendo una fase di forte tensione diplomatica. Dal lato israeliano, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha definito l’episodio “un errore”, nel tentativo di contenere le ricadute politiche del caso.

Un fronte politico che si allarga

La presa di posizione della Regione Campania si inserisce in un quadro già segnato da forti tensioni legate al conflitto in Medio Oriente, e apre ora un fronte interno sul ruolo delle istituzioni territoriali nelle relazioni internazionali. La scelta annunciata da Roberto Fico rappresenta un atto politico senza precedenti per una Regione italiana nei confronti di un governo straniero e rischia di alimentare ulteriormente il dibattito istituzionale.

Intanto il caso della Flotilla continua a produrre effetti a catena: le immagini di Ashdod, le accuse incrociate e le reazioni diplomatiche stanno trasformando un’operazione civile in mare in un caso politico internazionale di ampia portata, ancora lontano da una conclusione.

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