Diverse le sostanze tossiche presenti, come IPA, PCB e Mercurio che potrebbero mettere a rischio la salute dei cittadini e degli addetti ai lavori.
A Bagnoli molti cittadini indossano ancora la mascherina ma non per il covid. L’esposizione all’aria dei sedimenti contaminati di Bagnoli-Coroglio, infatti, genera gravi pericoli sanitari. La movimentazione di questi materiali, in vista ai lavori di bonifica del sito, libera polveri tossiche nell’atmosfera, esponendo la popolazione all’inalazione di agenti inquinanti pericolosi. Tossicologi e geochimici avvertono che il particolato, disperdendosi, aumenta drasticamente il rischio di patologie respiratorie. È dunque essenziale implementare misure di contenimento rigorose durante le fasi di scavo e dragaggio per prevenire efficacemente la dispersione di tali sostanze nocive nell’ambiente urbano.
Pericolosi processi chimici in corso
Secondo quanto riporta Rete Social Nbox la movimentazione e la lavorazione dei sedimenti di Bagnoli-Coroglio in aree non idoneamente confinate innescano pericolosi processi chimici. Durante le fasi di de-watering e caratterizzazione, l’esposizione all’aria genera nuovi composti tossici tramite reazioni di riduzione e fotochimica.
L’entità del rischio dipende strettamente dalle variabili ambientali. Nello specifico, la pericolosità aumenta in base a: concentrazione degli inquinanti presenti nel materiale dragato, superficie esposta che facilita la dispersione dei contaminanti, radiazione solare e temperatura, che accelerano le trasformazioni fotochimiche e la ventilazione che trasporta le polveri sottili.
Senza protezioni adeguate, dunque, le correnti d’aria e l’irraggiamento solare trasformano i sedimenti in vettori di contaminazione attiva, compromettendo gravemente la sicurezza ambientale e la salute pubblica dell’intera area circostante.

Situazione critica nei fondali marini di Bagnoli
Le analisi dell’ICRAM (ISPRA) del 2005 , così come riporta Rete Social Nbox, certificano una situazione critica nei fondali marini di Bagnoli. La concentrazione di inquinanti antropici e contaminanti naturali vulcanici raggiunge livelli estremi, superando di mille volte le soglie di sicurezza accettabili.
Questi dati confermano l’elevata pericolosità dei sedimenti presenti nell’area. La loro gestione, dunque, richiede estrema cautela: la semplice esposizione durante il dragaggio rischia di liberare sostanze tossiche letali per l’ecosistema e la salute umana. È fondamentale adottare protocolli rigorosi di bonifica, poiché ogni intervento inadeguato amplifica la dispersione di tali accumuli pericolosi, rendendo l’intero processo di riqualificazione un’operazione ad altissimo impatto ambientale che necessita di un controllo costante e tecnologie all’avanguardia.
Concentrazione di inquinanti e contaminanti
La gestione dei sedimenti di Bagnoli-Coroglio comporta gravi rischi tossicologici a causa della presenza di inquinanti persistenti. Gli organostannici, come il Tributilstagno e il Dibutilstagno, minacciano la salute attraverso il contatto diretto e il bioaccumulo nella catena alimentare. Parallelamente, gli IPA si annidano nei sedimenti; tuttavia, le frazioni più leggere si disperdono come aerosol, facilitando l’inalazione di particolato nocivo. Anche i PCB rappresentano una minaccia costante, poiché evaporano lentamente dai suoli movimentati, arricchendo l’aria di composti persistenti. Infine, il Mercurio legato ai solfuri o alla materia organica subisce una trasformazione critica sotto l’irradiazione solare: la foto-riduzione genera Mercurio metallico, altamente volatile e tossico.
Questi meccanismi impongono l’adozione di barriere protettive rigorose, poiché la semplice esposizione all’aria e al sole trasforma materiali inerti in sorgenti attive di contaminazione, esponendo inavvertitamente la popolazione a sostanze chimiche insidiose durante ogni fase del processo di bonifica.
Il rischio principale resta l’inalazione di polveri
L’inalazione di polveri e sostanze pericolose rappresenta il rischio principale nel SIN di Bagnoli-Coroglio. La dispersione aerea di questi contaminanti minaccia direttamente la salute pubblica, estendendo il pericolo dai lavoratori dell’area all’intera cittadinanza che vive a ridosso del sito.
Per fronteggiare efficacemente questa situazione, così come sottolinea Rete Social Nbox, servono monitoraggi quotidiani e non puramente mensili. Un controllo costante, abbinato alla rigorosa speciazione chimica, fornisce l’esatta consapevolezza del tipo di sostanze diffuse e del loro reale impatto tossicologico. Ignorare tale frequenza operativa espone la popolazione a rischi inaccettabili, rendendo impossibile una gestione tempestiva delle emergenze ambientali. La sicurezza degli abitanti richiede una trasparenza totale e dati aggiornati in tempo reale, poiché solo un monitoraggio continuo permette di mitigare concretamente l’esposizione collettiva a particolati tossici, garantendo la tutela del diritto alla salute in un contesto urbano così delicato e complesso.


