L’esplosione nella notte danneggia la saracinesca di “Incornettami”, terzo attentato dinamitardo nell’area in meno di un mese
Poco dopo le due di notte tra venerdì e sabato, un ordigno è esploso davanti alla cornetteria “Incornettami”, in via Roma 5 a Casapesenna. L’esplosione è avvenuta appena sei ore dopo l’inaugurazione, che si era tenuta alle 20. I danni si sono concentrati sulla saracinesca del locale, senza feriti tra le persone presenti. Si tratta del terzo attentato dinamitardo registrato nell’agro aversano in meno di un mese. Questo fenomeno sta destando forte preoccupazione tra cittadini e autorità locali.
Cronologia degli attentati
La sequenza di esplosioni nella zona è iniziata il 20 febbraio, intorno all’una di notte, con un ordigno in via Nicola Fabozzi a Casapesenna. L’esplosione aveva danneggiato il portone di un’abitazione, i pali dell’illuminazione e le saracinesche di due esercizi commerciali vicini. Sette giorni dopo, nella notte tra il 26 e il 27 febbraio, un secondo ordigno è esploso all’esterno della pizzeria Nando’s, in corso Europa. L’esplosione è avvenuta al confine tra San Cipriano d’Aversa e Casapesenna. Infine, l’ultimo episodio riguarda la cornetteria appena inaugurata. Tra gli episodi più recenti, due ordigni erano esplosi anche a Cesa nella notte tra mercoledì e giovedì scorsi. Queste esplosioni hanno causato fratture ai vetri e danni alla saracinesca del locale. Il titolare ha dichiarato ai carabinieri di non aver mai ricevuto richieste estorsive.
Dichiarazione del Consigliere comunale
Il Consigliere di Casapesenna, Marcello De Rosa, ha commentato l’accaduto con fermezza: “Quello che è accaduto ieri sera a Casapesenna è un fatto gravissimo, la terza bomba carta esplosa in soli due mesi. Il malaffare non ha posto qui. Siamo pronti ad affrontare questa situazione con gli organi di governo competenti affinché venga fatta piena luce e i responsabili paghino”. Inoltre, ha aggiunto: “Casapesenna non si piega alla paura”, sottolineando l’impegno dell’amministrazione a sostenere commercianti e cittadini e a collaborare con le forze dell’ordine per garantire sicurezza sul territorio.

Indagini e ipotesi degli investigatori
Le indagini sugli attentati sono coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli. In tutti e tre i casi è stata utilizzata polvere pirica assemblata artigianalmente. Si tratta di un materiale facilmente reperibile sul mercato e quindi non necessariamente indicativo di un gruppo criminale specifico. Tuttavia, gli investigatori concentrano l’attenzione sui clan storicamente presenti tra Casapesenna e San Cipriano d’Aversa. Molti dei loro esponenti sono recentemente usciti dal carcere. Pertanto, l’ipotesi è che alcuni soggetti stiano cercando di riappropriarsi di spazi criminali lasciati liberi. Questa fase avviene durante una ridefinizione degli equilibri territoriali. Già nei giorni scorsi Renato Natale, ex sindaco di Casal di Principe e oggi segretario locale del Pd, aveva lanciato l’allarme: “Questi episodi ricordano epoche della nostra storia recente, quando i clan dominavano le nostre vite e le nostre città”. Il precedente episodio più grave di fibrillazione armata risaliva al giugno 2024. In quell’occasione furono esplosi colpi di mitraglietta contro le abitazioni di Emanuele Libero Schiavone, figlio del boss ergastolano Francesco “Sandokan” Schiavone, e di Francesco Reccia.


