inseguimento Scampia
Immagine di repertorio

2 Luglio 2026

Cristina Siciliano

Scampia, il bene confiscato alla camorra diventa “Azul”: inaugurato il centro polifunzionale per formazione e inclusione dei giovani

Nel quartiere di Scampia nasce “Azul”, un centro polifunzionale per giovani ricavato da un immobile confiscato alla camorra e restituito alla collettività

A Scampia, dove per anni il confine tra abbandono e riscatto è stato sottile come una linea tracciata sull’asfalto, un immobile cambia pelle e significato. Dove un tempo c’era un bene legato alla criminalità organizzata, oggi si apre “Azul”, un centro polifunzionale per giovani pensato come luogo di formazione, creatività e inclusione sociale. Inoltre, è un passaggio concreto che trasforma uno spazio sottratto alla camorra in una risorsa per il territorio. L’inaugurazione si è svolta questa mattina in via Roma verso Scampia 33, all’interno di uno stabile confiscato e restituito alla collettività dopo un percorso di riqualificazione promosso dal Comune di Napoli con il sostegno della Regione Campania. L’immobile, di oltre 500 metri quadrati, ospiterà attività socioeducative rivolte in particolare a giovani in condizioni di fragilità. Sarà destinato anche a chi ha interrotto i percorsi scolastici.

Un bene confiscato che diventa spazio pubblico

Il centro “Azul” nasce nel quartiere di Scampia come esempio concreto di riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata. L’edificio, un tempo sottratto alla collettività, è stato riconvertito in uno spazio aperto al quartiere e destinato a funzioni educative, culturali e formative. Alla cerimonia di inaugurazione erano presenti rappresentanti delle istituzioni locali e nazionali. Tra questi l’assessore alla Legalità e alla Polizia municipale con delega ai beni confiscati Antonio De Iesu, la capo di gabinetto della prefettura di Napoli Stefania Rodà, il presidente del gruppo di imprese sociali Gesco Giacomo Smarrazzo. Vi erano inoltre la dirigente dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata Daniela Lombardi, oltre ai rappresentanti delle Municipalità e delle associazioni Libera e Polis. L’immobile è stato affidato alla gestione del gruppo di imprese sociali Gesco. Quest’ultimo curerà le attività e la programmazione del centro.

Auto della polizia
Auto della polizia – Immagine di repertorio

Il modello di rigenerazione sociale dei beni confiscati

Il progetto si inserisce nel più ampio percorso di valorizzazione dei beni confiscati portato avanti dall’amministrazione comunale. L’obiettivo è trasformare immobili sottratti ai clan in presìdi di servizi pubblici, cultura e inclusione sociale. Durante l’inaugurazione, l’assessore Antonio De Iesu ha sottolineato la continuità dell’impegno del Comune di Napoli nella riqualificazione di questi beni. Ha evidenziato inoltre il valore del loro ritorno alla collettività come strumenti di crescita sociale e rigenerazione urbana. Secondo quanto riportato, il percorso di trasformazione dell’immobile è stato reso possibile anche grazie al lavoro congiunto tra istituzioni locali, prefettura e soggetti del terzo settore. Si tratta di un modello che punta a stabilizzare la presenza pubblica nei territori più complessi. In un messaggio istituzionale, la sottosegretaria al Ministero dell’Interno Wanda Ferro ha parlato del riutilizzo dei beni confiscati come di una doppia vittoria dello Stato. Da un lato vi è la sottrazione alla criminalità organizzata, dall’altro la loro trasformazione in luoghi dedicati alla cura e all’inclusione.

Spazi per giovani, formazione e creatività

Il cuore operativo di “Azul” sarà rappresentato dalle attività rivolte ai giovani. Il centro ospiterà percorsi educativi e formativi pensati per contrastare la dispersione scolastica e favorire l’inserimento sociale e lavorativo. Le attività previste spaziano dall’innovazione tecnologica all’arte, dall’artigianato alle pratiche creative. Inoltre, l’impostazione è quella di un laboratorio permanente aperto al quartiere, con l’obiettivo di valorizzare talenti e competenze spesso rimaste ai margini dei circuiti formativi tradizionali. Particolare rilievo avrà anche la collaborazione con realtà del territorio, tra cui il Gruppo Zoone, collettivo artistico e sociale nato all’interno del Centro di Salute Mentale Gattablu di Scampia. Quest’ultimo contribuirà allo sviluppo di iniziative culturali e laboratoriali.

Una restituzione che cambia il volto del quartiere

Il progetto “Azul” si inserisce in una strategia più ampia di rigenerazione urbana che punta a restituire centralità a territori segnati da anni di criticità sociali ed economiche. La trasformazione di un immobile confiscato in centro polifunzionale rappresenta non solo un intervento edilizio, ma un cambiamento di funzione e significato. Si passa cioè da simbolo di illegalità a spazio di opportunità. Un processo che mira a rafforzare la presenza delle istituzioni e a costruire nuove occasioni di crescita per le giovani generazioni.

Nel quartiere di Scampia, questa nuova apertura si aggiunge ad altri interventi di riqualificazione sociale. In questo modo si consolida una rete di presìdi che punta a ridurre le disuguaglianze e a rafforzare il tessuto comunitario.

Lascia un commento