Bagnoli
Bagnoli
📍 Napoli

25 Febbraio 2026

Chiara Imbimbo

Bagnoli, le Assise chiedono trasparenza. Manfredi minimizza e rassicura: “Proteste da parte di piccoli gruppi”, interviene Bassolino

Scontro aperto sul futuro dell’ex area Italsider: tra la fiducia della struttura commissariale e le dure critiche dei comitati cittadini, si riaccende il dibattito sulla rimozione della colmata e sul rischio di una rigenerazione urbana senza il coinvolgimento del territorio.

Come riportato da La Repubblica, a Napoli le Assise di Palazzo Marigliano tornano a riunirsi per esigere trasparenza sul futuro di Bagnoli, focalizzandosi su bonifiche e America’s Cup. Durante una partecipata assemblea a Palazzo Serra di Cassano, si è cercato un confronto sulle scelte urbanistiche, bonifiche e America’s Cup. Tuttavia, nonostante l’invito formale, la struttura commissariale ha disertato l’incontro, alimentando le tensioni sulla gestione delle decisioni che segneranno il territorio.

Manfredi sottolinea la legittimità del progetto di bonifica

Il sindaco e commissario straordinario Gaetano Manfredi ostenta assoluta sicurezza ai microfoni di Radio 24, definendo le inchieste in corso come semplici indagini conoscitive. Egli rivendica la piena legittimità del progetto di bonifica, ricordando come tutti gli organi competenti abbiano già approvato l’iter. Parallelamente, il primo cittadino minimizza le contestazioni di Bagnoli, etichettando le proteste come azioni isolate di piccoli gruppi. Manfredi sceglie quindi di rassicurare l’opinione pubblica, respingendo ogni dubbio sulla trasparenza e sulla solidità amministrativa delle scelte intraprese per il futuro dell’area.

“Siamo assolutamente sereni, le inchieste sono semplici indagini conoscitive e il progetto di bonifica è stato approvato da tutti gli organi competenti.”, afferma il primo cittadino.

E mentre il sindaco Gaetano Manfredi definisce le proteste contro i lavori per l’America’s Cup come azioni di piccoli gruppi, le Assise ribattono con forza. I comitati esigono il ripristino della costa e il no categorico alla colmata. Anche Antonio Bassolino denuncia l’assenza di un confronto vero nelle sedi istituzionali e pubbliche, accogliendo però la seduta del 3 marzo come un segnale d’apertura. La tensione resta alta tra la struttura commissariale e chi richiede trasparenza sul futuro di Bagnoli.

L’intervento dell’ex sindaco Antonio Bassolino

L’ex sindaco Antonio Bassolino interviene a chiusura dell’assemblea di Palazzo Serra di Cassano, spostando il dibattito su una dimensione politica e storica fondamentale per l’identità cittadina. Egli afferma con forza che Bagnoli non rappresenta un semplice quartiere, ma si identifica con la stessa Napoli.

«Bagnoli non è solo un quartiere, è Napoli»,  afferma.

Bassolino rievoca la stagione della chiusura dell’Italsider, ricordando il legame profondo con la classe operaia e la sfida intrapresa dal 1993 per trasformare la fine dell’acciaieria in un vero risarcimento storico.

Secondo l’ex primo cittadino, quella fase puntò su un modello di partecipazione democratica senza precedenti, basato su assemblee pubbliche e confronti serrati nella Sala dei Baroni. Egli rivendica l’efficacia del dialogo costante tra il consiglio comunale, l’urbanista Vezio De Lucia e il territorio, contrapponendo tale apertura all’attuale assenza della struttura commissariale. Bassolino esorta dunque a riscoprire quel metodo di confronto per garantire che il futuro dell’area rappresenti un reale investimento collettivo.

Resta il nodo della partecipazione

Antonio Bassolino, così come riporta La Repubblica, pone la partecipazione al centro del dibattito, sostenendo che un Comune debba governare il territorio attraverso scelte urbanistiche condivise. Egli denuncia l’attuale assenza di un confronto reale e sollecita risposte precise sui dubbi delle associazioni, come le valutazioni di impatto ambientale e la natura provvisoria delle opere per l’America’s Cup. L’ex sindaco avverte che interventi temporanei rischiano di diventare permanenti, ostacolando la creazione del parco pubblico e il ripristino della grande spiaggia.

“Un Comune sono soprattutto le scelte urbanistiche, cioè il controllo del territorio. La discussione non è tra fare e non fare, ma fare bene.”, dichiara l’ex sindaco.

Manfredi commissario Bagnoli
Gaetano Manfredi

La replica a distanza di Manfredi: “Piccoli gruppi che ostacolano la bonifica da trent’anni”

Manfredi replica indirettamente alle critiche, attraverso i microfoni di Radio 24, liquidando le manifestazioni di dissenso come azioni di piccoli gruppi che ostacolano sistematicamente ogni progetto di recupero. Secondo Manfredi, queste opposizioni durano da quasi trent’anni e bloccano inutilmente un sito industriale dismesso da decenni. Il commissario straordinario conferma quindi la volontà di procedere spedito, convinto che i lavori proseguiranno senza intoppi.

È giusto garantire la massima trasparenza in ogni attività e siamo assolutamente sereni: tutto procederà per il meglio. Le proteste dei cittadini durano da quasi trent’anni. Si tratta di piccoli gruppi che si oppongono ogni qualvolta si tenta di intervenire su un sito inutilizzato da decenni”, afferma il sindaco Manfredi.

Le proteste, secondo Manfredi, accompagnano sempre i grandi eventi proprio come è successo nel caso delle Olimpiadi.

Tensione nell’asse politico

Il coordinatore Carlo Iannello ufficializza la cadenza mensile per le Assise, definendo la colmata di Bagnoli uno “sfregio” intollerabile da eliminare. L’architetto Giulio Pane rincara la dose, descrivendo la società civile come una parte lesa che, seppur numericamente ridotta, resta vigile contro trentacinque anni di rinvii ingiustificati. Pane contesta duramente l’impiego della colmata per l’America’s Cup, interpretando tale scelta come una manovra di speculazione sui suoli. Egli esige con fermezza il ripristino della linea di costa, respingendo ogni progetto che non preveda il ritorno del litorale al suo stato naturale.

La scrittrice Lucia Tozzi critica i grandi eventi, definendoli strumenti per aggirare il dissenso e attuare una rigenerazione urbana che favorisce la privatizzazione. L’economista Emiliano Brancaccio invita a ridimensionare le aspettative sull’impatto economico dell’America’s Cup, mentre il sociologo Riccardo Rosa contesta i finti processi partecipativi e annuncia nuove mobilitazioni. Infine, il geochimico Benedetto De Vivo boccia tecnicamente le attuali soluzioni per Bagnoli, alimentando i dubbi sulla validità scientifica e sociale delle scelte intraprese dalla struttura commissariale.

Massima trasparenza e controlli rigorosi

L’assessore regionale alle Attività produttive, Fulvio Bonavitacola, interviene nel dibattito su Bagnoli richiedendo massima trasparenza e controlli rigorosi. Pur riconoscendo l’America’s Cup come una potenziale opportunità per l’attrattività di Napoli, egli esige garanzie precise sul contenimento di polveri e rumore. Bonavitacola sottolinea soprattutto l’assenza di un piano dettagliato per la rimozione delle opere, insistendo affinché la loro natura temporanea sia definita con certezza tecnica e cronologica.

“L’America’s Cup, dice, può essere un’occasione nella fase di attrattività che vive Napoli, ma servono controlli rigorosi su polveri e rumore e una definizione precisa della natura temporanea delle opere, con un progetto di rimozione che oggi non c’è”, conclude Bonavitacola.

La partita su Bagnoli resta dunque aperta e carica di incognite. Se da un lato la struttura commissariale procede spedita rivendicando la legittimità dei grandi eventi, dall’altro le Assise e le voci critiche della politica chiedono che lo sviluppo non sacrifichi la trasparenza e la partecipazione. Il destino dell’ex area industriale non è solo una pratica urbanistica, ma il banco di prova su cui si misurerà l’idea di futuro dell’intera città di Napoli.

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