La rete No America’s Cup blocca i camion diretti alla colmata e lancia l’ultimatum al Comune: «Nessun dialogo al consiglio del 3 marzo senza lo stop immediato ai lavori e la garanzia di spiagge pubbliche»
A Bagnoli, gli attivisti tornano a bloccare le strade per fermare i camion dell’America’s Cup. Durante il sit-in, i manifestanti hanno chiesto ufficialmente lo stop ai lavori in attesa del consiglio comunale monotematico previsto per il 3 marzo. La mobilitazione punta a congelare il cantiere finché le istituzioni non chiariranno l’impatto del progetto.
Un sit-in per bloccare i mezzi pesanti
Gli attivisti della rete No America’s Cup, supportati da numerosi residenti di Bagnoli, hanno manifestato nuovamente questa mattina bloccando il transito dei camion diretti verso l’area della colmata. I manifestanti hanno attuato un sit-in per impedire l’accesso dei mezzi pesanti al cantiere, ribadendo la ferma opposizione al progetto internazionale che interessa il litorale flegreo.
La mobilitazione punta a ottenere dal Comune di Napoli l’immediata sospensione dei lavori, condizione ritenuta indispensabile per garantire un confronto democratico e trasparente. Secondo i portavoce della protesta, il blocco delle attività rappresenta l’unico presupposto accettabile per avviare la discussione prevista per il prossimo 3 marzo, data in cui si svolgerà il consiglio comunale monotematico proprio nel quartiere di Bagnoli. Gli abitanti esigono che le istituzioni ascoltino le criticità del territorio prima di procedere con interventi definiti invasivi, trasformando la protesta di piazza in una pressione politica diretta sulla giunta comunale e sugli organizzatori dell’evento.

Chiesto l’ascolto reale dei cittadini: “No a passerelle politiche”
Gli attivisti della rete No America’s Cup hanno ribadito con forza che le decisioni amministrative devono seguire, e non precedere, l’ascolto reale dei cittadini di Bagnoli. I manifestanti hanno contestato duramente l’approccio delle istituzioni, chiarendo che la cittadinanza non accetterà alcuna passerella politica sul territorio se questa non sarà accompagnata dall’immediato blocco dei lavori nel cantiere della colmata.
“Le decisioni si prendono dopo l’ascolto dei cittadini e non prima. Qualsiasi passerella sul territorio senza blocco dei lavori non sarà accettata dalla cittadinanza”.
Secondo i portavoce della protesta, lo svolgimento del consiglio comunale monotematico del 3 marzo perderebbe ogni valore democratico qualora le ruspe continuassero a operare indisturbate. Gli abitanti del quartiere esigono un segnale di discontinuità concreto, rifiutando passerelle elettorali o istituzionali che ignorino le richieste della base. La mobilitazione punta a trasformare il confronto con il Comune di Napoli in un tavolo decisionale vincolante, dove la sospensione delle attività rappresenti il presupposto minimo per riaprire il dialogo tra amministrazione e residenti, evitando che l’evento internazionale gravi ulteriormente sugli equilibri del litorale flegreo.
“No all’America’s Cupa significa Sì alla spiaggia”
Gli attivisti hanno ribadito che l’opposizione all’America’s Cup rappresenta in realtà un convinto sostegno al rilancio naturale di Bagnoli. I manifestanti hanno rivendicato il diritto a una spiaggia pubblica e alla creazione di un bosco urbano, puntando con decisione al recupero di un mare disinquinato e finalmente accessibile a tutta la cittadinanza.
La rete No America’s Cup ha chiesto con forza la restituzione del territorio ai suoi abitanti, trasformando la protesta in una proposta concreta per la vivibilità del quartiere. Secondo i residenti, solo lo stop ai grandi eventi privati permetterà la rinascita ambientale dell’area flegrea.
“No alla Coppa vuol dire in realtà Sì: Sì alla spiaggia pubblica, al bosco, al mare disinquinato e accessibile a tutti, alla restituzione del territorio ai suoi abitanti”, hanno affermato i manifestanti.
La mobilitazione a Bagnoli resta dunque altissima in vista del consiglio comunale monotematico del 3 marzo. Gli attivisti non arretrano, chiedendo il blocco dei lavori come prova di dialogo reale. Resta da capire se il Comune di Napoli sceglierà la linea del confronto o quella della fermezza per blindare l’America’s Cup.


