Due frati del Convento dei Padri Passionisti di Forino in provincia di Avellino hanno sventato il raggiro grazie alla prudenza e ai consigli di prevenzione diffusi dall’arma dei carabinieri
Due religiosi del Convento dei Padri Passionisti di Forino, in provincia di Avellino, sono stati presi di mira da un tentativo di truffa sventato grazie alla loro prontezza e all’intervento dei carabinieri. Tre persone, un uomo e due donne provenienti dalla provincia di Napoli, sono state denunciate in stato di libertà con l’accusa di tentata truffa in concorso. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i tre avrebbero cercato di farsi consegnare del denaro con una richiesta formulata in modo tale da apparire credibile. In particolare, hanno fatto riferimento a una terza persona per rendere più convincente la dinamica del presunto bisogno economico.
La richiesta sospetta al convento dei Passionisti
L’episodio si è verificato a Forino, piccolo centro dell’Irpinia, dove i sospettati si sarebbero presentati al Convento dei Padri Passionisti con una richiesta di denaro motivata da circostanze che, agli occhi dei due frati, sono apparse da subito poco chiare. La dinamica ricostruita lascia emergere un tentativo di costruire una narrazione artificiosa, basata sul coinvolgimento di un’altra persona. L’obiettivo era ottenere fiducia e superare eventuali diffidenze. Si tratta di una modalità non nuova nelle truffe che puntano a colpire contesti religiosi o persone percepite come più disponibili all’ascolto.
I religiosi, tuttavia, non hanno ceduto alla richiesta. Insospettiti da alcuni elementi della vicenda e forti anche delle campagne di sensibilizzazione promosse dall’Arma dei carabinieri, hanno scelto di non consegnare alcuna somma di denaro.

Il sangue freddo dei frati e la fuga dei sospettati
Determinante, nella riuscita del tentativo di sventare la truffa, è stato il comportamento dei due frati. Dopo aver percepito l’anomalia della richiesta, hanno interrotto il confronto e allontanato i soggetti, evitando che la situazione potesse evolversi ulteriormente. A quel punto i tre si sarebbero allontanati rapidamente dal convento. I religiosi hanno quindi contattato i carabinieri, fornendo una prima descrizione utile a indirizzare le ricerche. La segnalazione tempestiva ha permesso di attivare immediatamente le verifiche sul territorio, riducendo il tempo a disposizione dei sospettati per far perdere le proprie tracce.
Il fermo a bordo dell’auto e le indagini dei Carabinieri
Le ricerche sono state condotte dai carabinieri della Stazione di Forino, con il supporto della Polizia Municipale del vicino Comune di Contrada. Nel giro di poco tempo i militari sono riusciti a intercettare un’utilitaria con a bordo un uomo e due donne, corrispondenti alle descrizioni fornite. Il controllo ha consentito di identificare i tre soggetti, tutti residenti nella provincia di Napoli e di età compresa tra i 50 e i 75 anni. Al termine degli accertamenti, è scattata la denuncia alla Procura della Repubblica di Avellino. L’ipotesi di reato contestata è quella di tentata truffa in concorso. Resta ora al vaglio dell’autorità giudiziaria la posizione degli indagati. Inoltre, proseguono gli approfondimenti per chiarire eventuali ulteriori responsabilità o collegamenti con episodi analoghi.
La prevenzione e il ruolo della segnalazione
L’episodio si inserisce nel quadro delle attività di prevenzione contro le truffe portate avanti dall’Arma dei carabinieri, che da tempo invita cittadini e comunità locali a prestare attenzione a richieste di denaro improvvise, soprattutto quando non verificabili o veicolate attraverso racconti complessi. Nel caso di Forino, proprio la conoscenza di queste dinamiche ha contribuito a evitare conseguenze economiche per le vittime. Infine, ha consentito un intervento rapido delle forze dell’ordine.
Un episodio che conferma, ancora una volta, come la tempestività della segnalazione e la collaborazione tra cittadini e istituzioni restino elementi decisivi nel contrasto ai tentativi di raggiro.

