L’Ordine degli Architetti di Napoli indica nella manifestazione velica un’occasione per avviare una rigenerazione urbana duratura dell’area occidentale della città
L’America’s Cup può diventare un acceleratore di sviluppo per Bagnoli e per Napoli, ma perché l’evento produca effetti permanenti servono una strategia chiara, norme certe e procedure rapide. È questa la posizione espressa dall’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori di Napoli e Provincia, che richiama il modello di Valencia come esempio di trasformazione urbana legata a un grande appuntamento internazionale. Secondo gli architetti napoletani, la competizione velica non deve essere considerata soltanto un evento sportivo, ma un’opportunità per costruire un percorso di riqualificazione capace di coinvolgere infrastrutture, investimenti, turismo e qualità dello spazio pubblico.
L’esperienza di Valencia come riferimento per Bagnoli
Il confronto con Valencia rappresenta uno dei punti centrali della riflessione dell’Ordine degli architetti. Nella città spagnola, l’America’s Cup ha contribuito a un processo di trasformazione dell’area portuale, favorendo interventi urbanistici e nuove opportunità economiche anche dopo la conclusione della manifestazione. Per Napoli, secondo l’Ordine, l’appuntamento potrebbe rappresentare una fase decisiva per il futuro di Bagnoli, area da tempo al centro di programmi di recupero e rigenerazione. L’obiettivo indicato è quello di utilizzare l’evento come un punto di partenza per una nuova stagione di sviluppo urbano.
«L’America’s Cup rappresenta un’opportunità irripetibile non solo per l’organizzazione di un grande evento internazionale, ma soprattutto per il futuro di Bagnoli e dell’intera città», ha dichiarato il presidente dell’Ordine degli Architetti di Napoli, Antonio Coppola.
Secondo Coppola, «Napoli ha oggi la possibilità di trasformare un grande evento sportivo in un motore permanente di sviluppo urbano. L’America’s Cup non deve essere considerata un punto di arrivo, ma l’inizio di una nuova stagione per Bagnoli e per tutta l’area occidentale della città».

Servono procedure rapide per attrarre investimenti
Per l’Ordine degli Architetti, il successo dell’operazione dipenderà dalla capacità di creare condizioni favorevoli agli investimenti pubblici e privati. La richiesta riguarda in particolare un quadro normativo definito e strumenti amministrativi in grado di accompagnare rapidamente la realizzazione degli interventi.
La posizione dell’Ordine è che i grandi eventi internazionali possono lasciare un’eredità significativa soltanto se inseriti all’interno di una pianificazione di lungo periodo. In questa prospettiva, l’America’s Cup dovrebbe essere collegata a una visione complessiva per il territorio, capace di produrre ricadute anche oltre la durata della manifestazione.
«L’esperienza di Valencia dimostra che i grandi eventi possono lasciare un’eredità duratura se sono accompagnati da una visione strategica. Anche Napoli deve farsi trovare pronta, creando le condizioni per attrarre investimenti e favorire una rigenerazione urbana capace di produrre sviluppo, occupazione e qualità dello spazio pubblico», ha sottolineato Antonio Coppola.
Il tema centrale resta quindi quello della capacità di tradurre l’interesse generato dall’evento in progetti concreti. Per gli architetti, la presenza dell’America’s Cup può rappresentare un elemento di attrazione internazionale, ma dovrà essere accompagnata da strumenti in grado di trasformare le opportunità in interventi reali.
L’appello degli architetti: norme certe per la trasformazione urbana
L’Ordine degli Architetti di Napoli ha ribadito la disponibilità dei professionisti a mettere competenze e conoscenze tecniche a disposizione delle istituzioni per accompagnare il percorso di trasformazione. La richiesta principale riguarda la necessità di «regole certe, norme più snelle e procedure veloci» per consentire agli operatori pubblici e privati di rispondere in tempi adeguati alle esigenze del territorio e alle richieste del mercato. Secondo l’organizzazione professionale, l’interesse già suscitato dall’America’s Cup dovrà continuare anche dopo lo svolgimento della competizione, attraverso interventi capaci di incidere sulla qualità urbana di Bagnoli e sul ruolo internazionale di Napoli.
«I professionisti sono pronti a raccogliere questa sfida, ma servono regole certe, norme più snelle e procedure veloci che consentano di rispondere in tempi adeguati alle esigenze e alle richieste del mercato», ha affermato Coppola. L’obiettivo indicato dagli architetti è trasformare l’appuntamento sportivo in un’occasione di innovazione progettuale e crescita sostenibile, evitando che l’evento resti isolato nel tempo. La sfida per Napoli sarà quindi quella di collegare la manifestazione a un progetto urbano più ampio, capace di produrre risultati anche negli anni successivi.

