Allarme influenza in Campania con picco anticipato: il virus H3N2 colpisce soprattutto i non vaccinati e mette sotto stress il sistema sanitario
L’influenza stagionale ha raggiunto livelli di diffusione particolarmente elevati in Campania, facendo registrare un picco anticipato rispetto alle attese e mettendo sotto pressione il sistema sanitario regionale. A lanciare l’allarme è l’ultimo bollettino nazionale Influnet, che fotografa una situazione in rapido peggioramento, soprattutto tra le persone non vaccinate.
Picco influenzale in anticipo: i dati nazionali
Secondo il report relativo alla settimana 51 (16–22 dicembre), l’intensità dell’influenza è risultata molto alta in Sicilia e alta in Campania, mentre in numerose altre regioni italiane – tra cui Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Abruzzo, Marche, Umbria e Puglia – la circolazione virale è classificata come media. Un’accelerazione che conferma come la stagione influenzale 2025-2026 stia mostrando un andamento più aggressivo rispetto agli anni precedenti.
Ospedali sotto pressione: un ricoverato su due positivo
Il dato più preoccupante riguarda l’impatto sugli ospedali. Secondo Influnet, oltre il 50% dei pazienti ricoverati per infezioni respiratorie è risultato positivo al virus influenzale. Nella comunità, invece, il tasso di positività rilevato dai medici di medicina generale si attesta intorno al 22,2%, segnale di una diffusione capillare del contagio.
Le strutture sanitarie campane stanno affrontando un incremento costante degli accessi, con pronto soccorso e reparti di degenza sottoposti a un carico crescente, in una fase dell’anno già critica per carenza di personale e sovraffollamento.
H3N2 il ceppo dominante nelle forme più gravi
L’analisi delle forme gravi conferma una tendenza chiara: il sottotipo A(H3N2) è quello predominante nei casi più severi, sia in ambito ospedaliero che territoriale. I dati di sequenziamento indicano una netta prevalenza del subclade K per i virus H3N2, mentre i ceppi A(H1N1)pdm09 appartengono al subclade D3.1.
Un elemento rilevante è che i ceppi H1N1 individuati rientrano nello stesso grande gruppo genetico di quelli inclusi nel vaccino stagionale, suggerendo una buona corrispondenza tra il virus circolante e la protezione offerta dall’immunizzazione.
Non vaccinati i più colpiti dalle complicanze
Il dato più significativo, e al tempo stesso più allarmante, riguarda lo stato vaccinale dei pazienti colpiti dalle forme più gravi. La maggioranza dei ricoverati con complicanze influenzali non era vaccinata, confermando ancora una volta l’efficacia della prevenzione nel ridurre il rischio di ospedalizzazione e di esiti severi della malattia.
Nessun segnale di virus aviari, ma resta alta l’attenzione
Al momento non sono state segnalate infezioni da virus influenzali di tipo A non sottotipizzabili, che potrebbero far ipotizzare una circolazione di ceppi aviari nell’uomo. Tuttavia, le autorità sanitarie mantengono alta la soglia di attenzione, soprattutto per le categorie fragili: anziani, pazienti cronici, immunodepressi e operatori sanitari.
Il quadro che emerge dall’ultimo bollettino Influnet è chiaro: l’influenza in Campania corre più veloce del previsto e sta già mostrando un impatto significativo sugli ospedali. In uno scenario di picco anticipato e diffusione aggressiva del virus H3N2, la vaccinazione resta lo strumento più efficace per limitare le conseguenze sanitarie e contenere la pressione su un sistema già messo a dura prova.


