La vittima ha riportato una frattura all’omero e 45 giorni di prognosi dopo un agguato compiuto da un gruppo di giovani in scooter.
Domenica sera, nel comune di Meta, in penisola sorrentina, un ragazzo di 17 anni è stato vittima di un’aggressione violenta mentre tornava a casa dopo un pomeriggio trascorso con gli amici. Il giovane è stato colpito alle spalle con una mazza di legno e fatto cadere dal proprio scooter. L’episodio ha provocato al minorenne lesioni gravi, tra cui la frattura di un braccio.
Sull’accaduto indagano ora i carabinieri della compagnia di Sorrento. Gli investigatori stanno cercando di identificare i responsabili, che secondo le prime ricostruzioni farebbero parte di un gruppo organizzato di circa sei o sette coetanei, dileguatisi subito dopo l’aggressione verso la strada statale 145 Sorrentina.
La dinamica dell’agguato al semaforo
L’aggressione è avvenuta intorno alle 19:30, in un orario in cui la zona della marina di Meta è ancora frequentata da famiglie e residenti. Il diciassettenne aveva passato la giornata nei pressi del litorale di Alimuri. Al momento di rientrare, il gruppo di amici con cui si trovava si è separato all’altezza dell’incrocio tra via Cosenza e via Santa Lucia.
A causa della conformazione della strada, che in quel punto si restringe ed è regolata da un impianto semaforico, il giovane è rimasto isolato dai compagni mentre aspettava il segnale verde. In quel frangente, la vittima ha notato sul lato opposto dell’incrocio diversi giovani a bordo di motocicli, alcuni dei quali impugnavano visibilmente delle mazze. Nonostante il sospetto iniziale, il ragazzo non ha ritenuto di essere in pericolo immediato, non avendo mai avuto contrasti con altre bande o singoli coetanei.
Non appena il semaforo è diventato verde e il diciassettenne è ripartito, il gruppo lo ha raggiunto. Uno degli aggressori ha sferrato un calcio allo scooter in movimento, provocando la caduta del ragazzo. Mentre questi si trovava a terra, è stato colpito violentemente alla schiena con una mazza di legno. L’uso del casco ha protetto il giovane da impatti potenzialmente letali alla testa, ma il colpo ricevuto sulla spalla ha causato danni seri.
Il ricovero e le indagini dei carabinieri
Subito dopo l’azione, la banda è fuggita in direzione di Napoli. Un amico della vittima, accortosi di quanto stava accadendo, ha tentato un breve inseguimento, che però non ha permesso di leggere le targhe o identificare con certezza i volti dei responsabili. Sotto shock, il ragazzo è inizialmente tornato a casa, ma il peggioramento del dolore durante la notte ha spinto la famiglia a portarlo il mattino seguente al pronto soccorso dell’ospedale di Sorrento.
I medici, dopo gli accertamenti radiografici, hanno riscontrato una frattura scomposta dell’omero e numerose escoriazioni sulle gambe. La prognosi stabilita dai sanitari è di 45 giorni, salvo complicazioni. Dopo le cure, la famiglia ha sporto denuncia formale presso la stazione dei carabinieri locale.
Le indagini sono attualmente coordinate dal capitano Mario Gioia, comandante della compagnia di Sorrento. Al momento, gli inquirenti escludono che il movente sia legato a vendette personali, questioni sentimentali o precedenti screzi tra gruppi rivali. L’ipotesi principale resta quella di un atto di violenza gratuita, un fenomeno spesso associato alle cosiddette “baby gang” che si spostano tra i comuni della provincia e le aree costiere.

L’analisi delle immagini di videosorveglianza
Un elemento centrale per la risoluzione del caso è rappresentato dai sistemi di videosorveglianza urbana. Il comune di Meta ha recentemente implementato la rete di telecamere proprio nei punti nevralgici della viabilità, incluso l’incrocio tra via Cosenza e via Santa Lucia. I carabinieri hanno già acquisito i filmati, che sono ora al vaglio degli esperti per isolare i fotogrammi utili all’identificazione dei ciclomotori.
Le autorità puntano a chiudere le indagini in tempi brevi. C’è preoccupazione tra i residenti e le amministrazioni locali per l’impatto che simili episodi di cronaca possono avere sull’ordine pubblico, specialmente in vista dell’apertura della stagione balneare, periodo in cui l’afflusso di giovani dai comuni limitrofi aumenta sensibilmente. L’obiettivo è identificare i sei o sette componenti del gruppo per procedere con le denunce alla Procura presso il Tribunale per i Minorenni.


