La trasformazione in società per azioni benefit punta a garantire la gestione pubblica del servizio idrico e il reinvestimento degli utili per finalità sociali e ambientali
L’acqua a Napoli resterà sotto il controllo pubblico. Il sindaco Gaetano Manfredi ha raggiunto un’intesa con Cgil, Cisl, Uil e le rappresentanze sindacali aziendali sul futuro di Abc, l’azienda speciale che gestisce il servizio idrico cittadino. Il percorso prevede la trasformazione di Abc in una società per azioni benefit interamente pubblica, con tutte le azioni detenute dal Comune di Napoli. La scelta, condivisa dall’amministrazione comunale e dalle organizzazioni sindacali, punta a rafforzare la struttura industriale dell’azienda mantenendo il principio dell’acqua come bene comune. La nuova forma societaria dovrà garantire, secondo quanto comunicato dal Comune, il vincolo della proprietà pubblica e l’utilizzo delle risorse generate dalla società per obiettivi di sostenibilità ambientale e sociale.
Abc diventa Spa benefit: confermata la proprietà pubblica
L’incontro tra il sindaco Manfredi, gli assessori Pier Paolo Baretta ed Edoardo Cosenza, le organizzazioni sindacali e le Rsu si è svolto prima delle decisioni definitive della Giunta comunale, con l’obiettivo di condividere il percorso di trasformazione dell’azienda. Secondo la nota diffusa da Palazzo San Giacomo, la trasformazione in “Abc Società per azioni Benefit” consentirà di inserire nello statuto della società il principio della responsabilità sociale. La normativa sulle società benefit prevede infatti che l’attività economica sia orientata anche alla produzione di benefici per la comunità e per l’ambiente.
Il Comune ha precisato che la nuova configurazione societaria prevederà «la totale proprietà pubblica», impedendo l’ingresso di soggetti privati e destinando le risorse disponibili al miglioramento del servizio, alla tutela ambientale e agli interessi della collettività. «Abc deve essere pubblica e solida, con una particolare attenzione alle prospettive di sviluppo. È un lavoro che vogliamo fare insieme ai sindacati, avviando da subito il percorso di trasformazione in Spa al 100 per cento pubblica e le azioni possedute tutte dal Comune di Napoli», ha dichiarato il sindaco Gaetano Manfredi. L’obiettivo indicato dall’amministrazione è quello di rafforzare gli investimenti per migliorare la qualità del servizio offerto ai cittadini e adeguare l’azienda alle esigenze future del sistema idrico.

Sindacati soddisfatti: ora servono piano industriale e nuove assunzioni
Le organizzazioni sindacali hanno espresso apprezzamento per il coinvolgimento preventivo nel percorso decisionale. Cgil, Cisl e Uil hanno condiviso la direzione indicata dal Comune, chiedendo però che alla trasformazione societaria venga affiancato un piano industriale capace di garantire sviluppo e crescita occupazionale. Per Cgil e Filctem Napoli e Campania, la priorità resta la conferma della gestione pubblica dell’acqua e l’esclusione di qualsiasi partecipazione privata. In una nota, i rappresentanti sindacali hanno sottolineato che gli utili prodotti dalla futura società dovranno essere destinati esclusivamente ad attività di sostenibilità ambientale e sociale.
Le sigle sindacali hanno inoltre evidenziato la necessità di affrontare il tema del personale, considerando la riduzione degli organici registrata negli ultimi anni. Secondo Cgil e Filctem, sarà necessario avviare percorsi di sostituzione e nuove assunzioni per garantire la continuità e l’efficienza del servizio.
Tra le richieste avanzate anche l’apertura di un confronto regionale sul sistema idrico integrato, a undici anni dall’approvazione della legge regionale 15 del 2015, con l’obiettivo di valutare strategie di crescita per le aziende del settore.
Uil e Cisl: la trasformazione può rafforzare il servizio pubblico
Anche la Uil ha accolto positivamente il percorso avviato dal Comune di Napoli. I segretari generali di Uil e Uiltec Campania, Giovanni Sgambati e Salvatore Pomo, hanno evidenziato come la trasformazione in Spa sia coerente con l’affidamento in house previsto per il servizio idrico e con il mantenimento della natura pubblica della società. Secondo la Uil, il modello di società benefit rappresenta un elemento aggiuntivo perché lega l’attività aziendale a obiettivi ambientali e sociali, prevedendo il reinvestimento delle risorse per migliorare il servizio e tutelare il territorio.
La Cisl Napoli, attraverso il segretario generale Massimo Imparato, il segretario generale Femca Cisl Campania Venanzio Carpentieri e il rappresentante della Rsu Abc Salvatore Zito, ha evidenziato alcuni possibili effetti positivi della trasformazione. Tra questi, la prospettiva di un affidamento trentennale, una maggiore stabilità nella gestione del personale e la possibilità di ampliare il perimetro delle attività dell’Acquedotto di Napoli.
Il Pd sostiene la linea del Comune: acqua, trasporti e rifiuti resteranno pubblici
Il gruppo consiliare del Partito Democratico al Comune di Napoli ha espresso sostegno alla scelta dell’amministrazione Manfredi. Il capogruppo Gennaro Acampora ha dichiarato che il partito condivide la posizione delle organizzazioni sindacali e il percorso individuato per il futuro di Abc. Secondo il Pd, la decisione conferma la linea adottata dal Comune nella gestione dei principali servizi pubblici locali. «L’acqua, il trasporto ed i rifiuti con questa amministrazione resteranno pubblici e con una prospettiva di crescita negli anni», ha affermato Acampora.
La trasformazione di Abc in società per azioni benefit rappresenta dunque il prossimo passaggio per ridefinire l’assetto dell’azienda idrica napoletana, mantenendo la proprietà pubblica e puntando a una maggiore capacità di investimento e sviluppo del servizio.

