rifiuti in strada
I rifiuti in strada nei primi anni della crisi
📍 Giugliano

19 Marzo 2026

Cristina Siciliano

Giugliano, rifiuti pericolosi abbandonati lungo le strade: nei guai due dipendenti della nettezza urbana

Per la Procura si tratta di almeno otto episodi di smaltimento illecito di rifiuti speciali tra dicembre 2025 e gennaio 2026

I carabinieri forestali di Pozzuoli hanno eseguito un’ordinanza di arresti domiciliari con braccialetto elettronico nei confronti di due persone indagate per più episodi di smaltimento illecito di rifiuti speciali. Secondo le indagini, i rifiuti venivano abbandonati lungo strade e aree isolate del Comune di Giugliano in Campania. I due indagati lavoravano per una società incaricata della raccolta dei rifiuti urbani.

Le indagini tra video e geolocalizzazione

L’inchiesta è stata condotta dai militari del nucleo forestale dei carabinieri di Pozzuoli e ha preso avvio da una serie di segnalazioni e riscontri sul territorio. Gli investigatori hanno ricostruito diversi episodi attraverso l’analisi di immagini provenienti da sistemi di videosorveglianza e attraverso dati di geolocalizzazione satellitare. Secondo quanto emerso, questi elementi hanno permesso di seguire gli spostamenti dei veicoli utilizzati per la raccolta dei rifiuti e di individuare alcune anomalie nei percorsi. In particolare, i mezzi non si sarebbero limitati alle operazioni di conferimento previste, ma avrebbero effettuato deviazioni verso zone isolate, già note per episodi di sversamento abusivo. Le attività investigative hanno consentito di documentare almeno otto episodi di abbandono di rifiuti tra dicembre 2025 e gennaio 2026. Gli inquirenti parlano di un quadro ripetuto e sistematico, non riconducibile a singoli episodi isolati.

Il presunto sistema di smaltimento illecito

Gli indagati avrebbero messo in piedi un sistema strutturato di smaltimento illecito di rifiuti speciali, sia pericolosi che non pericolosi. I materiali sarebbero stati raccolti in siti industriali e trasportati a bordo di un’auto. Tra i rifiuti indicati nell’indagine figurano solventi, vernici e componenti di veicoli ancora impregnati di sostanze oleose. Si tratta di materiali che, se non correttamente trattati, richiedono procedure specifiche di smaltimento e tracciabilità. Il meccanismo ricostruito dagli investigatori prevede che i rifiuti venissero poi abbandonati in aree isolate del territorio comunale. In alcuni casi si tratterebbe di zone già utilizzate in passato come discariche abusive, dove la presenza di rifiuti era già frequente. L’ipotesi accusatoria è che questo schema consentisse di evitare i costi e le procedure previste per il corretto conferimento e trattamento dei rifiuti speciali, scaricando il materiale direttamente sul territorio.

Carabinieri
Carabinieri

La misura cautelare e il ruolo degli indagati

La misura degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico è stata disposta dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale Napoli Nord. I destinatari del provvedimento sono due dipendenti di una società incaricata della raccolta dei rifiuti urbani. Secondo le prime ricostruzioni, proprio il loro ruolo operativo avrebbe consentito l’accesso ai materiali e ai mezzi utilizzati per la raccolta, facilitando le operazioni contestate. Gli episodi contestati si sarebbero verificati nell’ambito delle attività lavorative, ma al di fuori delle procedure autorizzate. La misura cautelare si inserisce nella fase preliminare dell’indagine: gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva. Le accuse riguardano la gestione illecita e l’abbandono di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi.

Il tema dell’abbandono dei rifiuti sul territorio

Il caso si inserisce in un contesto territoriale segnato da una presenza storica di sversamenti abusivi e discariche illegali. Le aree isolate del Comune di Giugliano in Campania sono spesso indicate come punti critici per l’abbandono di rifiuti, anche di natura industriale. Le indagini mostrano inoltre come, in questo caso, il fenomeno non riguarderebbe soggetti esterni al sistema di raccolta, ma persone interne alla filiera del servizio pubblico. Un elemento che, secondo gli investigatori, rafforza l’ipotesi di un’organizzazione consolidata e ripetuta nel tempo.

Il lavoro dei carabinieri forestali ha puntato anche a ricostruire la tracciabilità dei rifiuti, un aspetto centrale nelle normative ambientali, soprattutto quando si tratta di materiali pericolosi. L’assenza di conferimenti regolari e la dispersione sul territorio rappresentano uno degli elementi chiave dell’indagine.

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