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Violenza su una donna
📍 Battipaglia

22 Ottobre 2025

Redazione Il Campano

Minaccia di morte l’ex fidanzata: scatta il braccialetto elettronico per un 34enne originario di Battipaglia

Un 34enne originario di Battipaglia e residente a Misano Adriatico è stato raggiunto da un’ordinanza cautelare con braccialetto elettronico dopo aver minacciato di morte l’ex fidanzata conosciuta su TikTok.

Non potrà più avvicinarsi alla sua ex fidanzata, né comunicare con lei, né frequentare i luoghi abitualmente frequentati dalla giovane. È quanto disposto dal giudice per le indagini preliminari di Rimini nei confronti di un 34enne originario di Battipaglia, in provincia di Salerno, residente a Misano Adriatico.

L’uomo, indagato per atti persecutori e minacce gravi, è stato sottoposto a una misura cautelare che prevede l’applicazione del braccialetto elettronico e l’obbligo di mantenersi a una distanza minima di 800 metri dalla donna.

La relazione nata su TikTok e finita in violenza

Secondo quanto ricostruito, la relazione tra i due era iniziata nel gennaio 2025 dopo una conoscenza sui social, in particolare su TikTok, e si era conclusa dopo circa sei mesi in modo burrascoso.

Già dalle prime settimane, la ragazza avrebbe notato comportamenti aggressivi e offensivi da parte del 34enne, rivolti non solo a lei ma anche alla madre. L’uomo avrebbe manifestato una gelosia ossessiva, alternata a minacce e falsi racconti sul proprio lavoro e sulle proprie conoscenze.

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L’app di TikTok

Le minacce e la denuncia ai carabinieri

Dopo la fine della relazione, il 34enne avrebbe continuato a perseguitare l’ex compagna, arrivando a minacciarla di morte e a vantare presunti legami con la criminalità organizzata.

All’inizio di ottobre, dopo l’ennesimo episodio di aggressione verbale e intimidazioni, la ragazza ha deciso di rivolgersi ai carabinieri, presentando una denuncia formale.

Le autorità hanno immediatamente avviato le indagini, raccogliendo testimonianze e verificando la pericolosità del soggetto.

La misura cautelare del gip di Rimini

Ieri sera i carabinieri hanno notificato al 34enne l’ordinanza di misura cautelare emessa dal gip Raffaele Deflorio su richiesta del sostituto procuratore Luca Bertuzzi.

L’uomo, difeso dall’avvocato Mario Opramolla del foro di Salerno, è stato sottoposto all’obbligo di mantenersi ad almeno 800 metri di distanza dall’ex fidanzata, con l’applicazione del braccialetto elettronico per monitorarne i movimenti.

Le false dichiarazioni e la gelosia ossessiva

Secondo quanto emerso dalle indagini, il 34enne avrebbe fornito false informazioni sul suo impiego e sul reddito, cercando di costruire un’immagine di sé più solida e rispettabile.

La relazione si sarebbe però rapidamente deteriorata a causa del controllo continuo, della gelosia patologica e delle reiterate minacce di morte rivolte alla donna.

La vittima, esasperata, aveva interrotto ogni contatto, ma l’uomo avrebbe continuato a cercarla, arrivando anche a pedinarla e a inviarle messaggi intimidatori.

La difesa e le indagini in corso

Il legale dell’uomo, l’avvocato Mario Opramolla, ha annunciato che presenterà ricorso contro la misura cautelare, sostenendo che si tratti di una reazione sproporzionata rispetto ai fatti contestati.

Nel frattempo, la Procura di Rimini prosegue gli accertamenti per verificare la veridicità delle minacce e le eventuali circostanze aggravanti.

Il 34enne resta indagato per minacce e atti persecutori, in attesa dell’interrogatorio di garanzia.

carabinieri
Carabinieri

Una storia che riaccende il tema della violenza di genere

Il caso di Misano Adriatico riporta l’attenzione sul fenomeno della violenza psicologica e delle persecuzioni post-relazione, spesso amplificate dai social network.

Le forze dell’ordine ricordano che episodi di minacce e comportamenti persecutori devono essere denunciati tempestivamente per permettere interventi preventivi efficaci, come in questo caso il braccialetto elettronico, strumento sempre più utilizzato per tutelare le vittime di stalking.

L’episodio di Misano Adriatico, che coinvolge un uomo originario di Battipaglia, dimostra quanto il controllo e la violenza possano nascere anche da relazioni iniziate online.

La Procura di Rimini conferma che le indagini restano aperte e che la donna, ora tutelata dalle misure cautelari, sarà supportata da un centro antiviolenza locale.

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