Salvatore Ocone e la moglie, vittima della strage di Paupisi
Salvatore ed Elisa Ocone
📍 Paupisi

21 Ottobre 2025

Redazione Il Campano

Strage di Paupisi, Ocone si avvale della facoltà di non rispondere davanti al gip

Il 58enne di Paupisi, accusato di aver ucciso la moglie e il figlio e ferito gravemente la figlia, ha scelto di non rispondere al giudice durante l’interrogatorio di garanzia. Il legale valuta una perizia psichiatrica

Salvatore Ocone, 58 anni, autore della strage familiare di Paupisi in cui hanno perso la vita la moglie Elisa Polcino, 49 anni, e il figlio Cosimo, 15 anni, mentre la figlia Antonia, 17, è rimasta gravemente ferita, si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio di garanzia dinanzi al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Benevento.

L’interrogatorio si è svolto nel carcere di Benevento, dove Ocone è stato trasferito nei giorni scorsi, alla presenza del suo avvocato Giovanni Santoro.

Ocone non risponde al gip: resta ferma la confessione iniziale

Durante l’interrogatorio di garanzia, l’indagato ha scelto di non rispondere alle domande del gip, esercitando un diritto previsto dal codice di procedura penale.
Rimangono quindi agli atti le dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi durante l’interrogatorio reso al procuratore della Repubblica di Benevento, Gianfranco Scarfò, nella caserma dei Carabinieri di Campobasso.

In quella sede, Ocone aveva confessato di aver aggredito la moglie e i figli nel cuore della notte “con una grossa pietra”, un racconto poi confermato dai rilievi dei carabinieri e dalle prime analisi medico-legali.

carabinieri
Il luogo del dramma

Il trasferimento nel carcere di Benevento

Dopo il fermo avvenuto il 30 settembre, l’uomo era stato inizialmente detenuto nella casa circondariale di Campobasso.
Nei giorni scorsi è stato trasferito al carcere di Benevento, dove — secondo quanto riferito dal suo legale — non si trova in isolamento, ma condivide la cella con un altro detenuto.

L’obiettivo, spiegano fonti vicine alla direzione penitenziaria, è garantire un monitoraggio continuo delle sue condizioni psicologiche, considerate estremamente delicate.

Il legale: “Valutiamo una perizia psichiatrica”

All’uscita dal penitenziario, l’avvocato Giovanni Santoro ha dichiarato ai cronisti che potrebbe essere disposta una perizia psichiatrica per accertare la capacità di intendere e di volere del suo assistito al momento della strage.

“Ho già acquisito alcuni elementi documentali che farò analizzare da uno specialista per valutare se Ocone avesse o meno la piena capacità di intendere e volere al momento dei fatti”,
ha spiegato il legale, sottolineando che l’uomo appare “completamente avulso e fuori dalla realtà”.

Santoro ha aggiunto che ogni valutazione avverrà “nel pieno rispetto di tutti i soggetti coinvolti” e con la consapevolezza del dolore che la vicenda ha causato all’intera comunità del Sannio.

salvatore ocone
Salvatore Ocone

Il dramma familiare che ha sconvolto il Sannio

La strage si è consumata nella notte tra il 29 e il 30 settembre a Paupisi, un piccolo comune in provincia di Benevento.
Ocone avrebbe colpito nel sonno i familiari con un masso prelevato dal giardino, uccidendo sul colpo la moglie Elisa e il figlio quindicenne Cosimo.

La figlia Antonia, ferita gravemente alla testa, era stata ritrovata agonizzante in un campo a Ferrazzano, in provincia di Campobasso. Fu poi trasferita d’urgenza all’Istituto Neuromed di Pozzilli, dove è tuttora ricoverata.
Nelle ultime ore, i medici hanno segnalato un lieve miglioramento, con la ragazza che respira autonomamente e mostra iniziali segni di risveglio.

Il contesto investigativo

Gli inquirenti della Procura di Benevento proseguono il lavoro di ricostruzione delle ore precedenti la strage.
Secondo quanto emerso, il 58enne attraversava da tempo una fase di profonda crisi personale, ma al momento non risultano denunce pregresse per violenza domestica.

Il sostituto procuratore Scarfò coordina un fascicolo che, oltre ai capi d’accusa per duplice omicidio volontario aggravato e tentato omicidio, comprende anche le indagini patrimoniali e familiari per delineare il quadro psicologico e sociale in cui maturò la tragedia.

La posizione del detenuto

Secondo quanto riferito dal suo difensore, Ocone non ha chiesto notizie sulle condizioni della figlia durante l’interrogatorio.
“Nel momento in cui si ha un rapporto diretto con lui, ci si rende conto che è un soggetto completamente avulso e fuori dalla realtà”, ha dichiarato Santoro.

Le sue condizioni emotive e psichiche sarannno valutate anche dal personale sanitario dell’istituto penitenziario, in attesa della decisione del gip sulle eventuali richieste di accertamenti peritali.

Una comunità ancora sconvolta

Intanto, a Paupisi, il piccolo centro del Beneventano dove è avvenuta la tragedia, la comunità resta sgomenta.
Nei giorni successivi ai fatti, centinaia di cittadini hanno partecipato alle veglie di preghiera e alle cerimonie religiose in memoria di Elisa e Cosimo. Nel frattempo proseguono gli appelli di solidarietà per sostenere il lungo percorso di cura della giovane Antonia.

Il sindaco e il parroco del paese hanno più volte ricordato come “questa tragedia non debba essere dimenticata, ma compresa per prevenire altri drammi familiari”, sottolineando la necessità di maggiore attenzione ai segnali di disagio nelle famiglie.

I prossimi passi dell’inchiesta

Nei prossimi giorni, la Procura di Benevento valuterà la richiesta formale di perizia psichiatrica e la possibilità di una nuova audizione dell’imputato.
Parallelamente, proseguiranno le indagini scientifiche sui reperti raccolti nella casa teatro della strage, dove i carabinieri del Ris hanno completato rilievi biologici e impronte.

Il quadro accusatorio a carico di Ocone resta molto grave, ma il suo stato psicologico potrebbe incidere sulla valutazione dell’imputabilità.

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