Sandro Ruotolo
Sandro Ruotolo
📍 Castellammare di Stabia

14 Luglio 2026

Martina Sarracino

Castellammare di Stabia, sciolto il Consiglio comunale per 18 mesi. Sandro Ruotolo: “Una ferita profonda per la città”

Il Consiglio dei ministri ha deciso lo scioglimento del Consiglio comunale di Castellammare di Stabia per 18 mesi: una scelta arrivata dopo le indagini sulle possibili infiltrazioni della criminalità organizzata

Il Consiglio dei ministri ha approvato la proposta di scioglimento del Consiglio comunale di Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli, per la durata di 18 mesi. La decisione arriva dopo mesi di tensioni politiche e istituzionali legate al rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata all’interno dell’amministrazione cittadina. Il provvedimento comporterà il commissariamento dell’ente e l’avvio di una fase straordinaria di gestione amministrativa.

L’ombra delle infiltrazioni della camorra

Da tempo sulla città gravava il rischio dello scioglimento per infiltrazioni malavitose, dopo il lavoro della Commissione d’accesso agli atti nominata dalla Prefettura. Le verifiche erano nate in seguito a indagini sui presunti condizionamenti del clan D’Alessandro nei meccanismi decisionali del Comune e sui rapporti tra politica locale, consenso e interessi criminali. La situazione aveva generato un forte dibattito pubblico. Aveva anche coinvolto la maggioranza, guidata dal sindaco Luigi Vicinanza. Il primo cittadino aveva dichiarato di voler rimanere in carica fino all’ultimo. Il PD, invece, si era progressivamente allontanato dalla coalizione di governo cittadino.

Luigi Vicinanza, sindaco di Castellammare di Stabia

Le parole di Sandro Ruotolo

Tra le reazioni più dure c’è quella di Sandro Ruotolo, eurodeputato e membro della segreteria nazionale del Partito Democratico, che aveva già denunciato i rischi legati alla situazione stabiese. Commentando la decisione del Governo, Ruotolo ha dichiarato: “Lo scioglimento del Consiglio comunale di Castellammare di Stabia per infiltrazioni della camorra rappresenta una ferita profonda per la città e per le istituzioni democratiche. È la seconda volta consecutiva. La prima con una giunta di centrodestra, questa volta con un’amministrazione guidata dal centrosinistra. È la dimostrazione che la criminalità organizzata non guarda ai colori politici, ma cerca consenso, relazioni e spazi di influenza”.

“Questa volta lo scioglimento non era inevitabile. Nel giugno 2024 sono stato candidato e poi eletto consigliere comunale del PD perché ritenevo che la sfida decisiva per Castellammare fosse quella della legalità. La mia candidatura nasceva proprio dalla volontà di contrastare le infiltrazioni della camorra nelle istituzioni e di accendere i riflettori sulla legalità”.

“Per questo ho scelto di dimettermi il 2 gennaio scorso: una decisione sofferta ma necessaria, maturata nella convinzione che quell’amministrazione non rappresentasse più un argine adeguato alle pressioni della criminalità organizzata. Non provo alcuna soddisfazione nel vedere confermate le mie preoccupazioni. Avrei preferito avere torto. Ma c’erano segnali evidenti: denunce pubbliche, arresti, inchieste della Direzione distrettuale antimafia e il lavoro dell’Osservatorio sulla camorra. Quei rischi erano stati segnalati con chiarezza. Purtroppo non siamo stati ascoltati”.

Lo scontro politico e il ruolo delle istituzioni

La vicenda aveva già provocato uno scontro pubblico tra il sindaco Vicinanza, alcuni suoi sostenitori e lo stesso Ruotolo durante il periodo di attività della Commissione d’accesso. Secondo l’esponente del PD, quella contrapposizione sarebbe stata un errore perché, davanti ai controlli di legalità, la politica dovrebbe rispettare il lavoro degli organi istituzionali incaricati delle verifiche.

Ruotolo ha poi aggiunto: “È stato un errore grave. Di fronte a un controllo di legalità, la politica deve fare un passo indietro e rispettare il lavoro delle istituzioni. Lo scioglimento di Castellammare non è soltanto una vicenda amministrativa. È il segnale di una crisi più profonda nel rapporto tra politica, consenso e legalità. In questi anni si è affermato un civismo criminogeno: una proliferazione di liste civiche nate all’ultimo momento, prive di una storia di impegno sul territorio, di una cultura politica e di reali meccanismi di selezione della classe dirigente. Nessuno potrà più dire di non aver visto”.

Una ferita per la città e una sfida per il futuro

Lo scioglimento del Consiglio comunale rappresenta un momento delicato per Castellammare di Stabia, una città con una lunga storia e grandi potenzialità, ma che negli ultimi anni ha dovuto affrontare diverse difficoltà sul piano politico e istituzionale. Il commissariamento sarà un periodo utile per ristabilire condizioni di trasparenza e rafforzare il rapporto tra cittadini e amministrazione pubblica.

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