Carabinieri Forestali
Carabinieri Forestali

14 Luglio 2026

Cristina Siciliano

Il canto del cardellino trasformato in un inganno: scoperta una trappola illegale nelle campagne di Capaccio-Paestum

L’uomo, già segnalato per episodi analoghi, utilizzava un sistema a distanza per attirare e catturare gli uccelli protetti

Un uomo è stato denunciato a Capaccio-Paestum, in provincia di Salerno, per la cattura illegale di cardellini, specie tutelata dalla normativa sulla protezione della fauna selvatica. Il presunto bracconiere è stato sorpreso mentre utilizzava una rete-trappola predisposta nei pressi di un canale di scolo per attirare gli esemplari e catturarli. L’intervento è stato effettuato durante un’attività di controllo contro il bracconaggio condotta dalle Guardie Ambientali Zoofile-Ittico-Venatorie dell’associazione Accademia Kronos Aps di Salerno, con il supporto dei carabinieri forestali di Capaccio-Paestum e la collaborazione delle guardie volontarie di Ekoclub International.

La rete-trappola azionata a distanza per catturare i cardellini

Secondo quanto ricostruito durante l’operazione, il dispositivo utilizzato per la cattura era una rete-trappola collegata a un sistema di azionamento manuale a distanza. La struttura era sostenuta da alcuni paletti in legno e poteva essere attivata attraverso una fune lunga circa 45 metri, consentendo all’utilizzatore di intervenire senza trovarsi vicino al punto di cattura. Accanto alla rete è stato inoltre trovato un richiamo acustico elettronico in funzione. Il dispositivo riproduceva il canto del cardellino e di altre specie di uccelli, con l’obiettivo di attirare gli esemplari nella zona predisposta per la cattura.

L’area scelta non sarebbe stata casuale: la presenza di acqua nel canale di scolo rappresentava un elemento di attrazione per gli animali, soprattutto durante le giornate caratterizzate da temperature elevate. In queste condizioni gli uccelli possono avvicinarsi più facilmente alle zone dove trovano ristoro, diventando maggiormente esposti ai sistemi illegali di cattura.

Carabieri forestali
Carabieri forestali – Immagine di repertorio

L’intervento delle guardie e dei carabinieri forestali

L’operazione rientra nei controlli messi in campo per contrastare il fenomeno del bracconaggio e la cattura di specie protette. Le attività di vigilanza ambientale hanno consentito di individuare il sistema utilizzato e di procedere alla denuncia dell’uomo alle autorità competenti. Il cardellino è una specie particolarmente tutelata dalla normativa italiana sulla fauna selvatica. La cattura, la detenzione e il commercio non autorizzato di esemplari sono vietati e possono comportare conseguenze penali.

Nel corso dell’intervento sono stati accertati gli elementi ritenuti utili alla contestazione della violazione. L’uomo, secondo quanto riferito dagli operatori impegnati nei controlli, era già noto per precedenti episodi analoghi legati alla cattura illegale di avifauna. Le autorità proseguono le verifiche per contrastare pratiche che possono mettere a rischio le popolazioni di uccelli selvatici e compromettere gli equilibri degli ecosistemi locali.

Il rischio per gli uccelli catturati con metodi illegali

Le reti-trappola rappresentano uno dei sistemi utilizzati nel bracconaggio per la cattura indiscriminata di piccoli volatili. Gli animali che rimangono intrappolati possono riportare ferite nel tentativo di liberarsi oppure subire conseguenze legate allo stress e alle condizioni della cattura. Il contrasto a queste pratiche coinvolge diverse realtà impegnate nella tutela ambientale, tra cui forze dell’ordine, guardie volontarie e associazioni specializzate nei controlli sul territorio.

La vicenda di Capaccio-Paestum si inserisce dunque nel quadro delle attività di prevenzione e repressione dei reati contro la fauna selvatica condotte nel Salernitano, un territorio caratterizzato dalla presenza di numerose specie di interesse naturalistico. Le indagini proseguiranno secondo le procedure previste per verificare le responsabilità e gli eventuali ulteriori elementi collegati all’attività contestata.

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