Il MaMeMiMò Park a Cercola
Il MaMeMiMò Park a Cercola
📍 Cercola

8 Luglio 2026

Martina Sarracino

Cercola, il MaMeMiMò Park: il primo parco sonoro dedicato ai minori vittime innocenti della criminalità

Luciana Mazzone: “Volevamo che la memoria non fosse solo dolore, ma anche condivisione”

A Cercola c’è un luogo vivo, che respira. Bambini che svolgono attività interattive, famiglie che si fermano a leggere, il suono di uno xilofono che si mescola al fruscio degli alberi. Al MaMeMiMò Park la memoria non resta immobile: prende forma nella musica, nella condivisione e nella partecipazione. È questo lo spirito che anima il primo parco sonoro dedicato ai minori vittime innocenti della criminalità, nato dall’idea di trasformare il ricordo in un’esperienza collettiva. Qui ogni spazio è pensato per educare, accogliere e creare relazioni, dimostrando che la cultura può diventare uno strumento concreto di inclusione sociale. Durante la visita al parco abbiamo incontrato Luciana Mazzone, coordinatrice del progetto, che da sette anni porta avanti questa esperienza insieme alla società Scintilla Srl, con l’obiettivo di restituire al territorio un luogo aperto alle famiglie, alle scuole e all’intera comunità.

Un progetto nato dalla scelta di restare

Il MaMeMiMò Park nasce dalla pedagogia musicale, ma anche da una scelta di vita. “Il MaMeMiMò Park prende il nome dal progetto MaMeMiMò Musica, una progettualità di pedagogia musicale che porto avanti da quasi vent’anni sul territorio campano e che aveva bisogno di un luogo fisico dove ritrovarsi”, racconta Mazzone. La scelta di realizzarlo proprio a Cercola non è casuale.“Ho deciso di investire qui perché qui sono nata e cresciuta e, da madre di quattro figlie, ho scelto di restare. È un progetto anche di restanza. È molto facile andare via, molto più complicato restare in contesti difficili e provare a restituire qualcosa al territorio che ti ha fatto crescere”. Quello che oggi è un parco educativo nasce infatti dalla riqualificazione di un’area verde comunale abbandonata, affidata attraverso un bando pubblico.

Partiture di Memoria: ricordare attraverso la musica

Il cuore simbolico del parco è Partiture di Memoria, realizzato in collaborazione con la Fondazione Pol.i.s.. Qui il ricordo delle quaranta bambine e dei quaranta bambini vittime innocenti della criminalità organizzata in Campania si trasforma in un’esperienza partecipata. Gli strumenti musicali da esterno, donati dalla Fondazione, invitano grandi e piccoli a suonare insieme. Il gesto del fare musica sostituisce quello della commemorazione passiva, trasformando il dolore in creatività. “Partiture di Memoria è uno spazio che ricorda le vittime bambine e bambini della criminalità. Volevamo che la memoria non fosse soltanto un momento di dolore, ma diventasse un’occasione di incontro, di musica e di condivisione”. Attorno al percorso crescono arbusti provenienti dai vivai forestali della Regione Campania, che rendono ancora più forte il dialogo tra natura e memoria.

Il Chiosco e la Biblioteca del MaMeMiMò Park

Il Motivetto: una biblioteca all’aperto che educa alla lettura

Uno degli spazi più originali del parco è il Motivetto, nato da un dehors previsto dal progetto iniziale e trasformato in un presidio culturale. “Dovevamo realizzare una struttura di venticinque metri quadrati e abbiamo deciso di trasformarla in un’area educativa”. Al suo interno trovano posto due biblioteche all’aperto con circa 130 albi illustrati dedicati alla prima infanzia e all’adolescenza. La prima raccoglie libri che affrontano i temi della crescita, delle emozioni e dell’educazione, mentre la seconda custodisce volumi dedicati alla musica, alla poesia, alla storia della musica, strumenti musicali e giochi di società.

“L’idea è quella di sensibilizzare le famiglie alle buone pratiche. Se una buona pratica è la musica, un’altra è certamente la lettura, soprattutto nei primi anni di vita. Questo è uno spazio dedicato alla lettura e alla narrazione”. La biblioteca è utilizzata quotidianamente dai bambini della scuola del MaMeMiMò Park e, con cadenza mensile, viene aperta anche alla cittadinanza.

Giocare insieme per costruire relazioni

Nel parco anche il gioco assume un valore educativo. Accanto ai libri trovano spazio giochi di società e strumenti musicali pensati per essere condivisi. “La nostra idea è crescere una comunità attraverso buone pratiche. Anche i giochi di società aiutano i bambini a creare relazioni sane, ad ascoltarsi, a confrontarsi e a dialogare in modo costruttivo”. Un’educazione che passa dall’esperienza quotidiana e dalla partecipazione.

Il chiosco che non vende caffè, ma cultura

Il cuore pulsante del parco è il Chiosco in Mi Maggiore, uno spazio che rompe completamente con l’idea tradizionale del chiosco. “Quando partecipai al bando non immaginavo un bar o un negozio di fiori. Volevo un luogo che potesse, anche se l’espressione può sembrare strana, vendere cultura”. Oggi il chiosco ospita una scuola di musica per bambini da zero a sei anni insieme ai genitori, un coro femminile, concerti interattivi, laboratori e iniziative dedicate alla diffusione della musica classica.

Alla sostenibilità economica dell’attività si affianca una forte vocazione sociale. “Questa è la vera rivoluzione del progetto. Quando il pianoforte non viene utilizzato durante le nostre attività, resta a disposizione della comunità. Arrivano ragazzi, anziani, appassionati di musica che ci chiedono di poter suonare. Noi apriamo le porte e loro regalano la loro musica al territorio”. Anche durante le prove del coro il chiosco resta aperto. “Le persone che passeggiano nella piazza si fermano, ascoltano e partecipano. Crediamo che si possa educare attraverso il buon esempio e attraverso la musica, che da sempre accompagna l’essere umano nel suo percorso di crescita”.

Gli alberi raccontano le persone

Il percorso educativo continua tra gli alberi del parco. Ogni pianta racconta una diversa personalità umana e viene associata a un brano della musica classica. “Abbiamo osservato gli alberi presenti nel parco e a ciascuno abbiamo associato una personalità di bambino e bambina. Tutti noi custodiamo il bambino che siamo stati e ogni personalità, proprio come ogni albero, ha qualcosa di prezioso da offrire”.

La fotinia nana diventa così il simbolo di chi, pur essendo piccolo, riesce a illuminare ciò che lo circonda. Il falso pepe, il leccio e le altre specie raccontano caratteristiche differenti, tutte accomunate da un messaggio positivo. “A ogni albero abbiamo poi associato un’aria o una sinfonia della musica classica. È un modo per rendere questo patrimonio accessibile anche ai più piccoli e incuriosire le famiglie verso un genere musicale che troppo spesso viene percepito come distante”.

Lo xilofono all'ingresso del parco e l'albero di Falcone da poco piantato
Lo xilofono all’ingresso del parco e l’albero di Falcone da poco piantato

La libertà di essere se stessi

La frase del parco che racchiude l’intera filosofia del progetto è: “La libertà di essere se stessi”. Luciana Mazzone, infatti, ricorda: “Oggi essere se stessi è diventato molto complicato. Ci si omologa facilmente. Qui proviamo invece a lavorare sulle identità, offrendo a bambini e adulti uno spazio in cui possano sentirsi accolti e liberi di esprimersi”. Il MaMeMiMò Park non è soltanto un’area giochi, né esclusivamente una scuola di musica. È un laboratorio permanente di educazione, cultura e cittadinanza attiva, dove memoria, natura e arte convivono per costruire relazioni.

In un territorio spesso raccontato attraverso le sue criticità, questo parco rappresenta una testimonianza concreta di come la riqualificazione degli spazi pubblici possa trasformarsi in un investimento sociale. Qui il ricordo delle vittime innocenti della criminalità non resta confinato nella commemorazione, ma diventa un impegno quotidiano, affidato alle mani dei bambini, al suono della musica e alla forza di una comunità che sceglie di crescere insieme.

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