Caivano Dreamin
Caivano Dreamin
📍 Napoli

9 Luglio 2026

Paolo Marsico

“Se puoi sognarlo.. devi farlo”, tra leggende metropolitane e momenti di grande teatro al Real Orto Botanico di Napoli con “Caivano Dreamin” di Fulvio Sacco

Ci sono storie che riescono ad appassionare chiunque, tra mito, suggestione e tanto altro ancora. Poi, c’è Caivano Dreamin

Il contesto è quello del Real Orto Botanico di Napoli, l’appuntamento è di quelli davvero imperdibili, la rassegna teatrale “Brividi d’Estate”, da decenni punto di riferimento obbligatorio per quel che riguarda le grandi manifestazioni artistiche, estive, napoletane. Nella serata di ieri, in un contesto fresco e appassionato, in scena una piccola perla di puro teatro, “Caivano Dreamin”, di e con Fulvio Sacco, accompagnato, si fa per dire, sul palco, da Christian Giroso.

Lo spettacolo

“Caivano Dreamin” coltiva la sua genesi in un fatto di cronaca, anche qui si fa per dire, romanzato all’infinito nel corso degli anni. Protagonista, in questo caso, il celebre personaggio Disney, Mickey Mouse, nel nostro paese più comunemente chiamato Topolino. La leggenda narra che quel personaggio tanto amato dai bambini e non solo, nato dalla matita e dalla fantasia del celebre Walt Disney sia stato in realtà copiato da un altro piccolo in calzoncini, utilizzato per le etichette dell’azienda napoletana “La Sorgente”, storica produttrice di liquori.

Caivano Dreamin
Caivano Dreamin

Il punto è questo. Michele Sorece, negli anni venti del Novecento emigra negli Stati Uniti, portando con se un disegno del celebre topolino italiano, quello dell’azienda produttrice di liquori. Non si sa bene come, non si sa bene il perchè, ma qualcuno ipotizza che in qualche modo quel disegno possa essere stato notato da Walt Disney, che qualche anno dopo farà conoscere al mondo il suo Mickey Mouse.

Cosa fa a questo punto il teatro? In che modo l’autore si ingegna nell’intento di offrire al pubblico qualcosa che possa ripercorrere questo straordinario e altrettanto fantasioso evento. A tutto ciò, in sintesi ci ha pensato con degnissimi risultati Fulvio Sacco, già noto alle cronache.. teatrali, per una spiccata dote creativa, e per l’originalità, altrettanto impeccabile dei propri lavori.

In scena insieme a Christian Giroso, Fulvio Sacco ripercorre le vicende di due italiani,. Entrambi emigrati negli Stati Uniti negli anni venti dalla napoletana Caivano, e subito arrestati. Il motivo, si scoprirà dopo, uno dei due, produttore di liquori, ha portato con se alcune bottiglie da commerciare nel “Nuovo Mondo”, ignorando, però, il contesto proibizionista dell’epoca. L’altro, appena arrivato a New York, bacia d’istinto una giovane ragazza, che non ricambia il gesto, e quindi anche lui finisce dentro.

L’evoluzione

Quello che succede ai due caivanesi in carcere sfiora il surreale. Messaggi che arrivano da chissà dove. Un dialogo fitto con quelle che loro chiamano le “zoccole della prigione”, che attraverso le pareti della cella sembrano cercare il confronto proprio con i due italiani. Morale della favola, i due si convincono di tale dinamica ed affidano proprio a questi non sempre graditi roditori il compito di chiedere per loro la grazia.

“Se puoi sognarlo, devi farlo”, è il mantra che di continuo ripete Michele, uno dei due detenuti, fissato con l’idea di diventare un grande attore di Hollywood. L’uomo, inoltre è nnamorato perso della grande attrice dell’epoca Theda Bara. I due, insomma, tra tentativi di contrabbando di liquori, sostenuti dalle “zoccole”, e momenti di intimo dialogo e riflessione ricevono la tanto agognata grazia.

La loro lettera, scritta sul retro del foglio che conteneva l’immagine del “topolino di Caivano”, e indirizzata a Theda Bara per un errore legato all’indirizzo finisce nelle mani di Walt Disney. Questi, paga la cauzione dei due e in cambio, di fatto, ruba l’idea del personaggio, dando vita, dopo qualche anno, al leggendario Mickey Mouse.

La messa in scena

Al di la dell’idea, assolutamente brillante e di come sia stata gestita la stessa evoluzione narrativa che di fatto struttura la trama, “Caivano Dreamin” è letteralmente un piacere per gli occhi e per l’anima. I due attori in scena, complici e padroni assoluti del palco risultano impeccabili nella gestione dei vari momenti scenici.

Gesti, movenze, esclamazioni, trovate registiche. Ogni cosa risulta in modo maniacale al suo posto, al fine di offrire una esperienza, visiva e non solo, di assoluto livello. E poi, l’improvvisazione, perchè anche di quello si parla. L’Orto Botanico, vede passare sopra la sua verde area decine di aerei ogni ora, e i due che fanno? Magistralmente sfruttano quei momenti roboanti e certo fastidiosi. E da li, via con intensi e divertenti giochi di pause, in cui i tempi si intrecciano e rendono ancor più spettacolare il sincronismo magnetico tra i protagonisti.

Che dire, ben vengano certe idee, ben vengano autori e attori come Fulvio Sacco e ipnotiche personalità sceniche come Christian Giroso. Da qui nasce il vero teatro, quello bello, che fa sognare, che avvince che riempie l’anima. Alla fine, gli applausi non sono soltanto il riconoscimento dell’ottimo e brillante lavoro fatto. Gli applausi rappresentano l’approvazione definitiva verso un modo specifico di intendere la stessa produzione artistica. Suggestiva, originale, comica, ricca di contenuto. E poi, alla fine, è sembrato chiaro a tutti, in modo certo, “Se puoi sognarlo.. devi farlo”.

Lascia un commento