Il provvedimento riguarda un’indagine della Procura oplontina su presunte irregolarità nei rimborsi per la partecipazione alle commissioni consiliari
Il Tribunale del Riesame di Napoli ha confermato il decreto di sequestro preventivo emesso dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura di Torre Annunziata nei confronti di uno dei due ex consiglieri comunali coinvolti in un’inchiesta su presunte irregolarità nella gestione dei rimborsi. Il provvedimento era stato eseguito lo scorso 19 maggio nell’ambito di un procedimento che ipotizza diversi reati, tra cui truffa continuata ai danni del Comune. Inoltre, è contestata anche falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico. L’altro ex consigliere comunale indagato, coinvolto nella stessa indagine, ha invece scelto di non presentare istanza al Riesame. Pertanto, ha rinunciato a impugnare il provvedimento cautelare. La conferma del sequestro riguarda quindi esclusivamente la posizione dell’ex amministratore che aveva presentato ricorso.
Secondo quanto comunicato dall’ufficio inquirente coordinato dal procuratore Nunzio Fragliasso, il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari e gli accertamenti proseguono per definire il quadro complessivo delle responsabilità.
L’inchiesta della Procura di Torre Annunziata e il ruolo della Guardia di Finanza
L’indagine nasce da una segnalazione del segretario generale del Comune di Torre Annunziata relativa alla gestione dei gettoni di presenza e dei rimborsi riconosciuti ai consiglieri comunali per la partecipazione alle commissioni consiliari. Da questa segnalazione sono partiti approfondimenti investigativi affidati alla Guardia di Finanza. Questi sono avvenuti sotto il coordinamento della Procura oplontina.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i due ex consiglieri avrebbero, attraverso dichiarazioni ritenute non veritiere, indotto l’amministrazione comunale a erogare rimborsi non dovuti ai rispettivi datori di lavoro. Le somme sarebbero state riconosciute in relazione alle ore di permesso utilizzate per la partecipazione alle sedute delle commissioni consiliari. In particolare, ciò riguarda gli spostamenti tra i luoghi di lavoro e la sede comunale. Le attività investigative avrebbero incluso anche servizi di osservazione sul territorio. Inoltre, è stata svolta l’analisi di sistemi di videosorveglianza presenti lungo i percorsi abitualmente utilizzati dagli indagati.

Le singole posizioni degli ex consiglieri Fabio Giorgio e Gaetano Ruggiero
Gli ex consiglieri comunali coinvolti nell’inchiesta sono Fabio Giorgio e Gaetano Ruggiero, entrambi appartenuti alla maggioranza che aveva sostenuto l’ex sindaco Corrado Cuccurullo. Per quanto riguarda la posizione dell’ex consigliere che ha presentato ricorso al Riesame, gli accertamenti ipotizzano che avrebbe dichiarato falsamente di non possedere mezzi di locomozione intestati. In aggiunta, avrebbe sostenuto di essere quindi costretto a utilizzare esclusivamente mezzi pubblici per gli spostamenti. In base a tale dichiarazione avrebbe indicato tempi di percorrenza medi di circa 85 minuti per raggiungere il Comune dalla sede lavorativa. Le indagini, tuttavia, avrebbero evidenziato elementi difformi rispetto a quanto dichiarato. In particolare, tra questi elementi vi è l’utilizzo abituale di un motoveicolo nella disponibilità dell’indagato, pur intestato a un familiare. Sarebbe inoltre emerso che il tempo effettivo di percorrenza tra il luogo di lavoro e la sede comunale sarebbe stato sensibilmente inferiore rispetto a quanto indicato nelle autocertificazioni.
Secondo gli investigatori, da tali condotte sarebbe derivato un indebito rimborso complessivo di circa 4.093,70 euro nel periodo compreso tra ottobre 2024 e ottobre 2025. Per quanto riguarda l’altro ex consigliere, gli inquirenti contestano invece la presunta costituzione fittizia di un rapporto di lavoro. Sarebbe avvenuta con il concorso del padre, in una sede lavorativa situata in un’altra regione. Tale collocazione avrebbe consentito di giustificare un’intera giornata di assenza dal lavoro in occasione della partecipazione alle commissioni consiliari. In questo caso, le somme che sarebbero state indebitamente percepite ammonterebbero complessivamente a 14.162,61 euro. Questo importo si riferisce al periodo tra il 1° aprile e il 30 luglio 2025.
Stato del procedimento e sviluppi futuri
Il procedimento a carico dei due ex consiglieri comunali di Torre Annunziata resta attualmente nella fase delle indagini preliminari. Le ipotesi di reato dovranno essere sottoposte a ulteriori verifiche nel corso dell’iter giudiziario. Durante questo percorso, le parti potranno presentare memorie e documentazione a propria difesa. La conferma del sequestro da parte del Tribunale del Riesame rappresenta un passaggio intermedio nell’ambito delle misure cautelari reali disposte dall’autorità giudiziaria. Si resta in attesa degli sviluppi dell’inchiesta coordinata dalla Procura oplontina.

