Completata la terna commissariale che guiderà il Comune per i prossimi 18 mesi dopo lo scioglimento disposto dal Consiglio dei ministri
È stata completata la Commissione Straordinaria nominata per la gestione del Comune di Torre Annunziata dopo lo scioglimento per infiltrazioni e condizionamenti della criminalità organizzata. Accanto al prefetto a riposo Gianfranco Tomao, già designato lo scorso 26 maggio, entrano ufficialmente il viceprefetto Roberto Esposito e il dirigente del Ministero dell’Interno Gianluca Orlando. La nomina è stata formalizzata dal prefetto di Napoli, Michele di Bari. Inoltre, definisce la composizione della terna che amministrerà l’ente locale per i prossimi 18 mesi. Questo è il periodo previsto dalla normativa per la gestione straordinaria nei casi di scioglimento per mafia.
Il provvedimento arriva dopo la decisione del Consiglio dei Ministri del 4 giugno, su proposta del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Quest’ultimo ha disposto lo scioglimento del consiglio comunale per «condizionamenti da parte della criminalità organizzata che compromettono il buon andamento dell’azione amministrativa».
Le motivazioni dello scioglimento e l’iter istituzionale
Lo scioglimento del Comune di Torre Annunziata si inserisce in un percorso amministrativo avviato nei primi mesi del 2026. In quel periodo era stata insediata la Commissione d’accesso agli atti, incaricata di verificare eventuali infiltrazioni e criticità nella gestione dell’ente. Secondo quanto ricostruito, i lavori ispettivi sono durati circa novanta giorni. Tali lavori hanno portato all’emersione di elementi ritenuti sufficienti dalla Prefettura per proporre lo scioglimento del Consiglio comunale al Ministero dell’Interno.
Il provvedimento rappresenta il secondo scioglimento consecutivo per lo stesso Comune e il terzo nella storia amministrativa di Torre Annunziata, già interessata in passato da analoghe misure straordinarie. Un dato che evidenzia la complessità del contesto amministrativo e istituzionale del territorio oplontino. Più volte questo territorio è stato oggetto di interventi di ripristino della legalità amministrativa.

Le dimissioni dell’ex sindaco e il contesto politico-amministrativo
Nel frattempo, prima della decisione definitiva del Consiglio dei Ministri, l’allora sindaco Corrado Cuccurullo aveva rassegnato le dimissioni nei primi giorni di maggio. La scelta è arrivata in un clima politico già fortemente segnato dagli sviluppi delle verifiche ispettive e dalle tensioni istituzionali successive all’avvio della Commissione d’accesso. Un passaggio significativo si è registrato durante la cerimonia per l’avvio della demolizione di Palazzo Fienga, edificio simbolico nella storia criminale del territorio. Quest’edificio è stato considerato per decenni una roccaforte del clan Gionta. In quell’occasione il procuratore Nunzio Fragliasso aveva richiamato, secondo quanto riportato, elementi di criticità legati a opacità e contiguità nell’amministrazione comunale. Così aveva anticipato di fatto il successivo provvedimento governativo. Le dimissioni dell’ex sindaco hanno preceduto di poche settimane la decisione formale del Consiglio dei Ministri, che ha poi sancito lo scioglimento dell’ente.
La gestione commissariale per i prossimi 18 mesi
Con l’insediamento della Commissione Straordinaria, il Comune di Torre Annunziata entra ora in una fase di amministrazione straordinaria della durata di 18 mesi, prorogabile secondo quanto previsto dalla normativa vigente. La triade composta da Gianfranco Tomao, Roberto Esposito e Gianluca Orlando avrà il compito di garantire la continuità amministrativa dell’ente. Dovrà anche ripristinare condizioni di legalità e riorganizzare la macchina comunale, in attesa di un nuovo ritorno alla gestione politica ordinaria.
La fase commissariale rappresenta uno strumento previsto dall’ordinamento per ristabilire il corretto funzionamento delle istituzioni locali nei casi in cui emergano condizionamenti esterni tali da compromettere l’autonomia decisionale dell’ente. Nel caso di Torre Annunziata, la nuova Commissione si troverà a operare in un contesto già segnato da precedenti scioglimenti e da una storia amministrativa complessa. Peraltro, negli ultimi decenni questo contesto ha visto più interventi straordinari da parte dello Stato.

