sciopero Eav 12 novembre
Vagoni della Circumvesuviana

12 Giugno 2026

Martina Sarracino

Eav, settimane decisive: la Regione valuta il futuro di De Gregorio e il riassetto dei vertici

Verso l’assemblea decisiva di Eav: una nuova governance per il trasporto pubblico in Campania

Il destino dell’Ente autonomo Volturno si gioca tra fine giugno e inizio luglio, in un passaggio che potrebbe ridisegnare la governance del trasporto pubblico in Campania. L’assemblea dei soci è stata convocata in prima chiamata per il 29 giugno e in seconda per il 10 luglio, subito dopo l’approvazione del bilancio. Sul tavolo ci sono le strategie future di una società interamente controllata dalla Regione Campania e che gestisce infrastrutture centrali come Circumvesuviana, Cumana e Circumflegrea. Il confronto politico e tecnico si concentra su una fase considerata cruciale per stabilire continuità o cambiamento ai vertici.

Il nodo del doppio ruolo e la governance

Il punto più delicato riguarda la struttura del management. Al centro del dibattito c’è Umberto De Gregorio, che ricopre contemporaneamente le cariche di presidente e direttore generale. La Regione, rappresentata dall’assessore e vicepresidente Mario Casillo, valuta un possibile intervento per interrompere questa concentrazione di potere. L’ipotesi è quella di una revisione dell’assetto dirigenziale e, in prospettiva, di un nuovo vertice aziendale. Tra i nomi circolati figura quello di Pietro Diamantini, dirigente Trenitalia con esperienza nell’Alta Velocità. La questione centrale resta la separazione delle funzioni decisionali e operative, ritenuta da più parti essenziale per una gestione più equilibrata.

Mario Casillo Foto: social

Le critiche dell’opposizione e il Consiglio regionale

La tensione politica cresce anche per la richiesta di un Consiglio regionale straordinario da parte del centrodestra, che ha formalizzato un documento firmato da diciotto consiglieri. Nel testo si punta il dito contro la gestione dell’azienda e si descrive un quadro critico del servizio ferroviario regionale. Vengono citate “storie quotidiane di treni vetusti, disservizi, ritardi, guasti”, insieme a problematiche legate al personale e alla governance. L’opposizione sottolinea inoltre il rischio derivante dalla concentrazione dei poteri nella stessa figura dirigenziale, definita come una situazione di “controllore e controllato”, ritenuta fonte di possibili squilibri amministrativi.

Rete ferroviaria, contratto scaduto e nuove strategie

Nel dibattito rientra anche la fotografia della rete gestita da Eav, articolata su circa 289 chilometri di linee distribuite tra area vesuviana, flegrea e suburbana. Il contratto di servizio con la Regione è scaduto nel 2025, aprendo una fase di transizione in cui la Giunta regionale ha già approvato una delibera di indirizzo per il rilancio del trasporto ferroviario. Il piano punta su sicurezza, innovazione tecnologica, rinnovo del materiale rotabile e riqualificazione delle infrastrutture, con l’impiego di fondi europei. In questo scenario, la scelta della futura governance diventa decisiva per la capacità di attuare gli investimenti programmati.

La vicenda Eav è fondamentale perché non riguarda solo un cambio ai vertici, ma il vero e proprio modello di gestione del trasporto pubblico regionale. Se governance, controllo e direzione operativa si concentrano o si separano in modo troppo rigido, il rischio è quello di compromettere efficacia e trasparenza. La sfida per la Regione Campania, ora, è non solo quella di scegliere nuovi nomi, ma definire un equilibrio stabile tra responsabilità politiche, competenze tecniche e qualità del servizio ai cittadini. Non c’è solo un assetto aziendale in gioco, ma fiducia quotidiana di chi si affida ai treni per poter lavorare, andare a scuola, vivere.

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