Municipio Torre Annunziata
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📍 Torre Annunziata

19 Maggio 2026

Cristina Siciliano

Torre Annunziata, due consiglieri comunali del Pd indagati per rimborsi indebiti: oltre 100mila euro di spese gonfiate tra sedute e commissioni

La Guardia di Finanza scopre carte e attestazioni falsificate, tra lavoro fittizio e tempi di percorrenza gonfiati; l’inchiesta segue le dimissioni del sindaco di Torre Annunziata

Due consiglieri comunali di Torre Annunziata sono finiti sotto indagine per presunti rimborsi indebiti, nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura della città, guidata dal procuratore Nunzio Fragliasso. Le indagini della Guardia di Finanza hanno rilevato che i due avrebbero fornito false informazioni per ottenere rimborsi sulle commissioni consiliari, con modalità che hanno ingenerato spese superiori a 100mila euro in un solo quadrimestre. Inoltre, uno dei due è capogruppo del Partito democratico.

La “rimborsopoli” di Torre Annunziata

Secondo il documento della segreteria comunale, l’ente avrebbe affrontato costi considerevoli per le sedute e i rimborsi ai consiglieri. Tra le criticità evidenziate vi era la convocazione quotidiana delle commissioni dal lunedì al venerdì, spesso senza giustificazione rispetto ai temi trattati. Nonostante alcune sedute fossero saltate, i rimborsi dovevano essere comunque corrisposti. Le indagini hanno portato alla luce due casi specifici di presunta truffa. Il primo consigliere, insieme al padre, avrebbe simulato un impiego presso una federazione sindacale a Civitavecchia, ottenendo giornate libere ingiustificate. Il secondo consigliere, invece, avrebbe dichiarato di non possedere mezzi di trasporto e di impiegare 85 minuti per spostarsi tra il lavoro e il Comune, mentre la videosorveglianza ha accertato l’utilizzo di uno scooter, riducendo il tempo reale a circa mezz’ora.

Consigliere con lavoro fittizio

Il primo indagato avrebbe simulato un rapporto di lavoro con la federazione sindacale, di fatto inesistente, il cui legale rappresentante era il padre e il consigliere stesso unico dipendente. Gli importi richiesti a rimborso nei mesi di luglio e settembre 2025 risultano superiori agli stipendi lordi fittizi, per un totale percepito insieme al padre di oltre 14mila euro. Il sindacato ha confermato di non aver mai autorizzato l’attività nella sede di Civitavecchia, mentre il rapporto di lavoro si sarebbe interrotto all’avvio delle indagini.

Consigliere con falsi tempi di percorrenza

Il secondo indagato ha attestato di non possedere mezzi propri, indicando un tempo di percorrenza di 85 minuti tra il luogo di lavoro e il Comune. Le verifiche della Guardia di Finanza hanno dimostrato che il consigliere utilizzava lo scooter del padre, percorrendo la stessa distanza in circa mezz’ora. Tra ottobre 2024 e novembre 2025, il Comune avrebbe erogato indebitamente oltre 4mila euro, corrispondenti alla differenza tra i tempi dichiarati e quelli effettivi.

Corrado Cuccurullo
Corrado Cuccurullo

Crisi politica e contesto amministrativo

Si avvicina a Torre Annunziata la resa dei conti, segnata dalle dimissioni del sindaco Corrado Cuccurullo, che diventeranno irrevocabili il 25 maggio, salvo eventuali ripensamenti. Le dimissioni arrivano dopo le accuse del procuratore Nunzio Fragliasso sulle zone d’ombra dell’amministrazione comunale e mentre pende al Viminale una proposta di scioglimento del Comune per infiltrazioni camorristiche. Nelle scorse ore, la Procura e la Guardia di Finanza hanno sequestrato oltre 18mila euro nell’ambito della nuova inchiesta giudiziaria. Precisamente, secondo quanto riporta Il Fatto Quotidiano, sono indagati il capogruppo del Pd, Fabio Giorgio, Gaetano Ruggiero e una terza persona, sindacalista e padre di Giorgio. A tutti e tre vengono contestati reati di truffa ai danni del Comune, falsità ideologica e falsa attestazione a un pubblico ufficiale sulle qualità personali proprie.

Secondo l’ordinanza, si tratta di una vera e propria “rimborsopoli”: carte e attestazioni truccate per ottenere indebiti rimborsi e gettoni di presenza. Giorgio era stato assunto fittiziamente come distaccato di un sindacato a Civitavecchia solo per gonfiare le cedole dei rimborsi. L’indagine è partita dalla denuncia del segretario generale del Comune, che aveva segnalato al sindaco l’eccessivo spreco di denaro pubblico derivante dai rimborsi.

Il gip sottolinea come le condotte contestate siano “di estremo allarme sociale”, in quanto i consiglieri avrebbero tradito il fine della propria funzione, piegando l’incarico pubblico a fini privati. Tra le criticità, anche la convocazione giornaliera delle commissioni consiliari, che permetteva ad alcuni consiglieri di ottenere assenze giustificate dal lavoro e rimborsi non spettanti. Altri tre consiglieri e un ex assessore sono sotto processo per aver reso false dichiarazioni sulla inesistenza di cause di incompatibilità, in relazione a debiti fiscali verso il Comune. Le prossime udienze sono fissate per il 17 giugno.

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