Il legale della famiglia Caliendo ha depositato una memoria difensiva chiedendo la chiusura del procedimento disciplinare avviato dopo le dichiarazioni sul caso del bambino morto dopo un trapianto di cuore
Francesco Petruzzi, avvocato della famiglia Caliendo, ha chiesto l’archiviazione del terzo esposto presentato nei suoi confronti all’Ordine degli avvocati di Napoli e al Consiglio distrettuale di disciplina. Il procedimento riguarda alcune dichiarazioni rilasciate agli organi di informazione sul caso di Domenico Caliendo, il bambino deceduto dopo un trapianto di cuore. Nella memoria difensiva depositata questa mattina, il legale respinge le accuse. Infatti, definisce le contestazioni prive di fondamento.
La memoria difensiva depositata oggi
La richiesta di archiviazione è contenuta in una memoria difensiva presentata da Petruzzi nelle ultime ore agli organi competenti. Il documento riguarda il terzo esposto disciplinare relativo alle sue dichiarazioni pubbliche sul caso del piccolo Domenico Caliendo. Secondo quanto riportato nella difesa, l’avvocato sottolinea la “inconsistenza delle accuse” mosse nei suoi confronti e contesta una presunta “gravissima leggerezza professionale” che gli viene attribuita. La posizione del legale si inserisce in un quadro già segnato da altri due esposti, presentati da professionisti del foro di Cosenza e di Napoli. Tali esposti riguardano anch’essi le modalità con cui il caso è stato trattato pubblicamente. Petruzzi chiede dunque che il procedimento venga chiuso senza ulteriori approfondimenti disciplinari. A suo avviso, non vi sono elementi sufficienti per proseguire l’azione nei suoi confronti.
Le accuse e la contestazione dell’avvocato
Nel testo depositato, il legale della famiglia Caliendo respinge le contestazioni avanzate negli esposti. Sostiene di aver agito nel pieno rispetto del proprio ruolo professionale. Petruzzi afferma di aver “operato nell’esclusivo interesse dei propri assistiti, genitori colpiti da un evento drammatico verificato in circostanze gravissime”. Nella sua ricostruzione, le dichiarazioni rese alla stampa rientrerebbero in un contesto di forte rilevanza pubblica. Si tratta di un caso che coinvolge anche aspetti di interesse sanitario e sociale. L’avvocato contesta inoltre l’impostazione delle accuse, ritenendole infondate. Secondo lui, esse configurano un uso improprio dello strumento disciplinare. Nella memoria si fa riferimento anche alla possibilità che gli esposti possano integrare una violazione del dovere di colleganza tra professionisti.

La comunicazione sul caso del minore
Uno dei punti centrali della difesa riguarda la gestione della comunicazione pubblica sul caso di Domenico Caliendo, il bambino morto dopo un trapianto di cuore fallito. Secondo Petruzzi, la comunicazione legale in una vicenda di tale natura non avrebbe finalità di promozione personale. Al contrario, risponderebbe all’esigenza di fornire informazioni sull’andamento delle indagini. Nella memoria si sottolinea che la vicenda assume una “spiccata rilevanza sociale” e che, per questo motivo, le dichiarazioni rese agli organi di informazione sarebbero state funzionali alla corretta informazione dell’opinione pubblica. Il legale insiste sul fatto che il proprio intervento mediatico sarebbe stato motivato esclusivamente dalla tutela degli interessi dei familiari del minore. Inoltre, il suo intervento sarebbe motivato dal contesto particolarmente delicato del caso.
La richiesta di valutare i procedimenti disciplinari
Oltre alla richiesta di archiviazione, Petruzzi sollecita anche una valutazione sull’opportunità di avviare procedimenti disciplinari nei confronti dei soggetti che hanno presentato gli esposti. Nella memoria si parla infatti di una possibile “abuso dello strumento disciplinare” e della necessità di verificare eventuali profili di responsabilità legati alla presentazione delle denunce. L’avvocato estende questa richiesta anche agli altri due esposti già depositati. Egli sostiene che anch’essi sarebbero privi di fondamento. Il procedimento resta ora al vaglio dell’Ordine degli avvocati di Napoli e del Consiglio distrettuale di disciplina, chiamati a valutare la documentazione e le richieste avanzate dalle parti.


