Mamma Patrizia e il figlio Domenico
Mamma Patrizia e il figlio Domenico
📍 Napoli

28 Aprile 2026

Cristina Siciliano

Domenico Caliendo, oggi gli esami sui due cuori, l’avvocato Petruzzi: «Al via percorso verso la verità»

L’incidente probatorio al Policlinico di Bari avvia gli accertamenti sui due cuori del bambino. L’avvocato della famiglia: «Mesi di silenzi e bugie, ora si cerca la verità»

Si apre una fase cruciale nell’inchiesta sulla morte di Domenico Caliendo, il bambino di quasi due anni e mezzo deceduto il 21 febbraio 2026 all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore eseguito il 23 dicembre 2025. Nel pomeriggio prende il via a Bari l’incidente probatorio disposto dal giudice del Tribunale di Napoli, con accertamenti tecnici sui due organi cardiaci coinvolti nel caso: il cuore trapiantato e quello espiantato dal piccolo paziente. A seguire le operazioni saranno i periti nominati dal giudice Mariano Sorrentino, i consulenti della Procura e i medici indagati, oltre ai legali della famiglia Caliendo-Marcolino.

L’incidente probatorio al Policlinico di Bari

L’attività peritale si svolge presso il Policlinico di Bari a partire dalle ore 14 e rappresenta uno dei passaggi centrali dell’inchiesta. Gli accertamenti riguarderanno in particolare le condizioni del cuore giunto da Bolzano e utilizzato per il trapianto, oltre all’organo malato precedentemente rimosso dal corpo del bambino. L’obiettivo è ricostruire con precisione le condizioni cliniche e le eventuali criticità che avrebbero caratterizzato l’intervento chirurgico e il successivo decorso. Le operazioni si svolgono alla presenza delle parti coinvolte, inclusi i consulenti della difesa e della Procura, in un contesto di contraddittorio tecnico che punta a cristallizzare elementi considerati fondamentali per l’indagine. Secondo quanto previsto dal provvedimento del giudice, gli esiti delle verifiche confluiranno nella documentazione istruttoria del procedimento penale.

L’inchiesta della Procura di Napoli e le ipotesi di reato

L’inchiesta aperta dalla Procura di Napoli coinvolge sette medici, accusati a vario titolo di omicidio colposo in concorso. Due degli indagati rispondono anche dell’ipotesi di falso. Le contestazioni riguardano le fasi del trapianto cardiaco e la gestione clinica successiva all’intervento eseguito nel dicembre 2025. Il procedimento giudiziario si concentra sulla ricostruzione delle decisioni mediche adottate prima, durante e dopo l’operazione. Gli inquirenti stanno esaminando la documentazione sanitaria e i passaggi relativi alla gestione dell’organo trapiantato, oltre alle condizioni del piccolo paziente nei giorni successivi all’intervento. La vicenda ha assunto un rilievo significativo anche per la complessità del quadro clinico e per la delicatezza delle procedure di trapianto pediatrico, che richiedono protocolli altamente specializzati e verifiche stringenti.

Domenico Caliendo
Domenico Caliendo

Le parole dell’avvocato Petruzzi e il ruolo della famiglia

«Sono passati oltre quattro mesi dal trapianto e due dalla morte di Domenico, mesi durante i quali alla famiglia Caliendo-Marcolino è stata negata la verità». A dichiararlo è l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia del bambino, che sottolinea come il percorso giudiziario rappresenti un passaggio decisivo per fare chiarezza sui fatti.

Secondo il legale, il periodo trascorso sarebbe stato segnato da «silenzi e soprattutto bugie», mentre l’avvio dell’incidente probatorio segna, a suo avviso, l’inizio di una fase nuova dell’indagine. «Oggi inizia un percorso al quale tutti noi daremo un contributo che porterà luce alla verità», ha aggiunto Petruzzi. L’avvocato ha inoltre ribadito che la vicenda sarebbe «connotata da responsabilità cliniche» e ha auspicato il massimo impegno da parte dei periti nominati dal giudice per garantire una ricostruzione completa dei fatti e delle eventuali criticità.

Petruzzi a Roma e il tema della donazione degli organi

Nella stessa giornata in cui prende il via l’incidente probatorio, l’avvocato Petruzzi si trova a Roma, al Senato, per partecipare a un incontro promosso dall’Aido, associazione impegnata nella sensibilizzazione sulla donazione degli organi. Un appuntamento che si inserisce in un contesto più ampio di riflessione pubblica sul tema dei trapianti e sulla necessità di promuovere consapevolezza e fiducia nel sistema sanitario. La vicenda del piccolo Domenico, al centro dell’inchiesta, continua intanto a sollevare interrogativi e ad alimentare l’attesa per gli sviluppi giudiziari.

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