Il processo riguarda l’omicidio di Martina Carbonaro, avvenuto lo scorso maggio ad Afragola. L’imputato è Alessio Tucci, ex fidanzato della ragazza
Si terrà domani, presso il Tribunale Penale di Napoli Nord, ad Aversa (Caserta), l’udienza preliminare per l’omicidio di Martina Carbonaro, la 14enne uccisa lo scorso 26 maggio ad Afragola, in provincia di Napoli. L’imputato è Alessio Tucci, 19 anni, ex fidanzato della ragazza, accusato di omicidio pluriaggravato e occultamento di cadavere. Tucci, attualmente detenuto nel carcere di Napoli-Secondigliano, sarà difeso dall’avvocato Mario Mangazzo.
Il caso ha scosso profondamente la comunità locale e ha attirato l’attenzione dei media per la brutalità del crimine. La giovane, che si era allontanata da Tucci e aveva iniziato una nuova relazione, è stata uccisa a colpi di pietra in un casolare abbandonato, luogo scelto dallo stesso Tucci per un incontro chiarificatore. L’omicidio è stato preceduto da minacce nei confronti della ragazza e del suo nuovo compagno.
La tragedia di Martina Carbonaro
Martina Carbonaro, 14enne di Afragola, era scomparsa nel pomeriggio di lunedì 26 maggio 2025, dopo essere uscita per incontrare alcune amiche e prendere un gelato. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, presso la yogurteria della città aveva incontrato l’ex fidanzato, Alessio Tucci, 18 anni, con il quale si è poi allontanata. Telecamere di sorveglianza hanno documentato i loro spostamenti lungo una stradina che conduce all’ex abitazione del custode dell’ex stadio Moccia, edificio ormai abbandonato e in stato di degrado. Le ricerche, coordinate dalla Procura di Napoli Nord e dai carabinieri delle compagnie di Casoria e Castello di Cisterna, si sono concentrate sin dal pomeriggio di martedì 27 maggio nell’area circostante l’ex impianto sportivo.
Durante un primo sopralluogo erano stati rinvenuti gli occhiali di Martina con tracce di sangue e una pietra insanguinata, ma il corpo della ragazza non era ancora stato trovato. La scoperta è avvenuta poco dopo l’una di notte. La giovane era nascosta sotto un vecchio armadio e un cumulo di detriti all’interno dell’edificio, con evidenti segni di colpi alla testa.
Secondo gli accertamenti medico-legali, Martina sarebbe stata colpita almeno quattro volte con la pietra rinvenuta sul posto. La morte di Martina sarebbe sopraggiunta dopo un’agonia legata a una grave perdita di sangue. Alessio Tucci, sentito in caserma alla presenza del pubblico ministero Anna Maria Lucchetta, ha ammesso di averla aggredita, raccontando di aver usato il primo oggetto contundente a portata di mano durante quello che ha definito un momento di rabbia. Nei suoi confronti è stato disposto il fermo per omicidio pluriaggravato e occultamento di cadavere.

Le accuse e il processo
Alessio Tucci è accusato di omicidio pluriaggravato e occultamento di cadavere. Il suo comportamento, che ha portato alla morte della ragazza, ha suscitato un’ondata di indignazione e sconcerto tra le persone che conoscevano la giovane. L’omicidio, infatti, è stato commesso in un contesto di violenza psicologica e minacce, un fenomeno che purtroppo colpisce ancora troppi adolescenti.
Il processo, che prenderà il via domani con l’udienza preliminare, rappresenta per la famiglia di Martina una speranza di giustizia. I legali dei genitori, gli avvocati Sergio Pisani e Alessandra Gallo, hanno espresso la loro fiducia nel sistema giudiziario, auspicando una condanna esemplare per l’imputato.


