Martina Carbonaro
Martina Carbonaro

13 Marzo 2026

Cristina Siciliano

Femminicidio Martina Carbonaro, l’avvocato: “Il Pm ha contestato la crudeltà. Colpita alle spalle e a terra”

La Procura di Napoli accusa Alessio Tucci di aver agito con ferocia gratuita, infliggendo sofferenza aggiuntiva alla giovane vittima

La morte di Martina Carbonaro, 14enne di Afragola uccisa tra il 27 e il 28 maggio 2025, è stata oggetto di nuove precisazioni processuali. L’avvocato della famiglia, Sergio Pisani, chiarisce che la Procura di Napoli ha contestato l’aggravante della crudeltà nei confronti dell’ex fidanzato, Alessio Tucci. Contrariamente alle prime indiscrezioni giornalistiche, gli atti ufficiali descrivono un’aggressione che va ben oltre i futili motivi e che ha comportato sofferenze ulteriori alla vittima.

La smentita delle indiscrezioni investigative

Nei giorni successivi all’avviso di conclusione delle indagini, erano emerse voci secondo cui il Pubblico Ministero non avrebbe ravvisato gli estremi per la crudeltà. «Contrariamente a quanto trapelato lo studio analitico degli atti, messi a mia disposizione solo dopo la fissazione dell’udienza preliminare, rivela chiaramente che il Pubblico Ministero ha invece contestato l’aggravante», dichiara Pisani. L’avvocato precisa che la documentazione ufficiale della Procura di Napoli evidenzia una condotta premeditata e spietata, confermando che l’omicidio non è stato un gesto d’impeto o dettato da motivi futili.

La dinamica nel capo d’imputazione

Secondo gli atti, Alessio Tucci avrebbe colpito Martina dapprima alle spalle e successivamente anche quando era già riversa a terra. L’aggressione, sempre secondo la Procura, ha incluso pressione manuale sul volto e sulla cavità orale, segno di un accanimento deliberato sul corpo della giovane. Questi dettagli agghiaccianti vengono citati nel capo d’imputazione come elementi fondanti della contestazione dell’aggravante della crudeltà, sottolineando la gravità del comportamento dell’imputato.

Il quadro accusatorio disegnato dalla Procura assume contorni severissimi per Tucci. L’uso dell’espressione «ed ancora» negli atti rappresenta, secondo il legale, un elemento chiave per distinguere tra motivazioni futili e la condotta effettivamente crudele dell’imputato. «Questa descrizione – conclude Pisani – sottolinea una ferocia che non lascia spazio a dubbi sulle reali intenzioni della Procura». Ora la parola passa al Giudice per l’Udienza Preliminare, chiamato a vagliare le prove raccolte e a decidere sull’eventuale rinvio a giudizio.

Martina Carbonaro
Martina Carbonaro

Il ritrovamento e le prime indagini

Martina Carbonaro, 14enne di Afragola, era scomparsa nel pomeriggio di lunedì 26 maggio 2025, dopo essere uscita per incontrare alcune amiche e prendere un gelato. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, presso la yogurteria della città aveva incontrato l’ex fidanzato, Alessio Tucci, 18 anni, con il quale si è poi allontanata. Telecamere di sorveglianza hanno documentato i loro spostamenti lungo una stradina che conduce all’ex abitazione del custode dell’ex stadio Moccia, edificio ormai abbandonato e in stato di degrado. Le ricerche, coordinate dalla Procura di Napoli Nord e dai carabinieri delle compagnie di Casoria e Castello di Cisterna, si sono concentrate sin dal pomeriggio di martedì 27 maggio nell’area circostante l’ex impianto sportivo.

Durante un primo sopralluogo erano stati rinvenuti gli occhiali di Martina con tracce di sangue e una pietra insanguinata, ma il corpo della ragazza non era ancora stato trovato. La scoperta è avvenuta poco dopo l’una di notte. La giovane era nascosta sotto un vecchio armadio e un cumulo di detriti all’interno dell’edificio, con evidenti segni di colpi alla testa.

Secondo gli accertamenti medico-legali, Martina sarebbe stata colpita almeno quattro volte con la pietra rinvenuta sul posto. La morte di Martina sarebbe sopraggiunta dopo un’agonia legata a una grave perdita di sangue. Alessio Tucci, sentito in caserma alla presenza del pubblico ministero Anna Maria Lucchetta, ha ammesso di averla aggredita, raccontando di aver usato il primo oggetto contundente a portata di mano durante quello che ha definito un momento di rabbia. Nei suoi confronti è stato disposto il fermo per omicidio pluriaggravato e occultamento di cadavere.

Lascia un commento