furto garage Martina Carbonaro
Martina Carbonaro
📍 Afragola

12 Dicembre 2025

Redazione Il Campano

Furto nel garage dei genitori di Martina Carbonaro, la 14enne uccisa ad Afragola

Rubati gli attrezzi di lavoro del padre. L’auto di famiglia non è stata toccata, nonostante le chiavi fossero inserite

Un nuovo episodio scuote la famiglia di Martina Carbonaro, la 14enne uccisa lo scorso maggio dall’ex fidanzato. Nelle ultime ore, ignoti si sono introdotti nel garage dei genitori della ragazza, portando via gli attrezzi di lavoro appartenenti al padre.

Secondo quanto emerso, i ladri non avrebbero invece toccato l’automobile di famiglia, pur trovando le chiavi inserite nel quadro di accensione. Un dettaglio che ha immediatamente attirato l’attenzione degli investigatori, chiamati ora a chiarire dinamica e movente dell’accaduto.

Sul furto indagano le forze dell’ordine, che stanno verificando eventuali collegamenti con episodi analoghi avvenuti nella zona e analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nell’area.

Martina Carbonaro
Martina Carbonaro

Un contesto già segnato dal dolore

Il furto arriva in un momento di estrema fragilità per la famiglia Carbonaro, ancora travolta dalle conseguenze di una tragedia che ha profondamente colpito l’intera comunità di Afragola.

Martina Carbonaro è stata uccisa il 26 maggio scorso. La giovane fu colpita ripetutamente con una pietra e lasciata agonizzante tra i rifiuti, in un viale nei pressi dello stadio Moccia. Per l’omicidio è accusato l’ex fidanzato, Alessio Tucci, 19 anni.

Secondo la ricostruzione della Procura, il delitto sarebbe maturato all’interno di un clima di possesso e ossessione: il giovane non avrebbe accettato la fine della relazione con la ragazza, culminando in un’escalation di violenza sfociata nel femminicidio.

Indagini in corso

Al momento non risultano elementi che colleghino direttamente il furto all’omicidio, ma gli inquirenti mantengono aperto ogni scenario. L’episodio viene comunque trattato con particolare attenzione, considerato il contesto umano e giudiziario in cui si inserisce.

Per la famiglia Carbonaro, si tratta dell’ennesima ferita in una vicenda che continua a lasciare segni profondi, ben oltre l’aula di tribunale.

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