Patrizia, mamma del bimbo trapiantato a Napoli
Patrizia, mamma del bimbo trapiantato a Napoli

1 Aprile 2026

Cristina Siciliano

Domenico Caliendo, la famiglia rifiuta la commemorazione al Monaldi: “Lo ricorderemo noi a Nola”

Patrizia Mercolino, madre di Domenico, annuncia che la sua famiglia non prenderà parte alla cerimonia organizzata dall’ospedale Monaldi in onore del bambino

Nel giorno dell’interrogatorio di Guido Oppido, il chirurgo che ha operato suo figlio, la madre di Domenico Caliendo, Patrizia Mercolino, esprime chiaramente la sua posizione sulla commemorazione in programma presso l’ospedale Monaldi, prevista per oggi. «Non andremo al Monaldi per la messa di Domenico, lo ricorderemo noi a Nola», ha dichiarato fermamente. Perciò la sua famiglia ha infatti deciso di organizzare una celebrazione privata il 14 aprile. Questa si terrà nella chiesa Maria Santissima della Stella a Nola.

La commemorazione al Monaldi

Il 14 aprile l’ospedale Monaldi aveva organizzato una cerimonia di commemorazione in onore del piccolo Domenico. Durante la cerimonia sarebbe stato piantato un ulivo secolare nelle aiuole dell’ospedale. Tuttavia, la famiglia Caliendo, tramite il legale di famiglia, l’avvocato Francesco Petruzzi, ha rifiutato l’invito a partecipare. Secondo quanto riporta Il Mattino, questo rifiuto è stato motivato anche da alcune dichiarazioni pubbliche apparse nei giorni precedenti. Tali dichiarazioni avevano sollevato più di qualche perplessità. «Pur apprezzando l’iniziativa dell’ospedale, abbiamo scelto di non partecipare», ha spiegato l’avvocato Petruzzi. Inoltre, ha aggiunto che l’incontro con i vertici dell’ospedale Monaldi si terrà solo dopo l’8 aprile. In quell’occasione discuteranno della richiesta di risarcimento.

L’8 aprile, infatti, è il giorno fissato per una nuova discussione riguardante la richiesta di risarcimento da tre milioni di euro presentata dalla famiglia Caliendo. Questa cifra era stata avanzata dopo la tragica morte del piccolo Domenico, che aveva ricevuto un cuore trapiantato danneggiato. Di conseguenza, la risposta iniziale dell’ospedale, che sembrava rifiutare qualsiasi trattativa sul risarcimento, ha acuito le tensioni tra le parti.

Il legale della famiglia Caliendo, Francesco Petruzzi, alla conferenza stampa
Il legale della famiglia Caliendo, Francesco Petruzzi

Le parole dell’avvocato Petruzzi: «Chiediamo l’omicidio volontario»

Sempre secondo quanto riporta Il Mattino, l’avvocato Francesco Petruzzi ha ribadito con forza la sua posizione sulla vicenda: «Chiediamo un aggravamento del titolo di reato a omicidio volontario, poiché tutti erano consapevoli di ciò che stava accadendo». Sempre secondo Il Mattino, Petruzzi sta infatti cercando di ottenere giustizia per la famiglia. Inoltre, auspica anche che l’ospedale Monaldi possa costituirsi parte civile nel futuro procedimento penale.

«Non solo la famiglia Caliendo è stata danneggiata, ma anche l’ospedale Monaldi, la Regione Campania e molte associazioni di donatori e trapiantati», ha sottolineato il legale. Inoltre, il legale ha anche manifestato la speranza che la Regione Campania si schieri al fianco della famiglia. «Il governatore Roberto Fico ha mostrato una buona volontà, ma auspico che l’ospedale Monaldi, anch’esso danneggiato, possa unirsi a noi in questa causa», ha aggiunto Petruzzi.

La situazione adesso

I genitori del piccolo Domenico chiedono che venga riconosciuto il grave danno subito, non solo in termini economici, ma anche morali, e sperano che la giustizia possa finalmente fare il suo corso. L’inchiesta sta infatti cercando di fare luce su un caso che ha sconvolto l’opinione pubblica, suscitando indignazione e interrogativi sulla sicurezza dei trapianti e la responsabilità degli operatori sanitari.

La famiglia Caliendo non si ferma e continuerà a combattere per avere risposte su quanto accaduto al piccolo Domenico. Il prossimo incontro con l’ospedale Monaldi sarà decisivo per il futuro legale della vicenda, ma nel frattempo la memoria di Domenico sarà onorata nella sua città, Nola, dove la famiglia ha scelto di ricordarlo.

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