L’associazione dei produttori sottolinea che gli allevamenti sono controllati, mentre il rischio maggiore sarebbe legato alla vendita illegale di prodotti ittici
Negli ultimi giorni in Campania si è registrata un’attenzione crescente per i casi di epatite A segnalati a Napoli e in altre aree della regione. In questo contesto, l’Unci AgroAlimentare è intervenuta per chiarire la posizione del settore della mitilicoltura e per ribadire la sicurezza dei prodotti allevati e commercializzati secondo le regole. Inoltre, l’associazione ha indicato nel mercato nero dei frutti di mare uno dei principali fattori di rischio sanitario.
Il contesto dei casi di epatite A in Campania
L’allarme sanitario è legato ai numerosi casi di epatite A registrati tra Napoli e altre zone della Campania. Si tratta di una malattia virale che può essere trasmessa anche attraverso il consumo di alimenti contaminati, in particolare molluschi crudi o non adeguatamente trattati. Le autorità sanitarie locali hanno intensificato i controlli e le verifiche lungo la filiera alimentare, mentre il dibattito pubblico si è concentrato soprattutto sulla sicurezza dei prodotti ittici, con particolare attenzione ai mitili. In questo scenario, il settore della mitilicoltura regionale è stato chiamato a fornire rassicurazioni sulla tracciabilità e sui sistemi di controllo già attivi.
La posizione dell’Unci AgroAlimentare sui controlli della filiera
L’Unci AgroAlimentare, che rappresenta diverse cooperative attive nella pesca e nella mitilicoltura campana, ha confermato la disponibilità degli operatori a collaborare con le istituzioni per eventuali ulteriori verifiche. Secondo l’associazione, gli allevamenti sono costantemente monitorati dalle aziende sanitarie locali. Essi rientrano in un sistema regolato a livello nazionale. Le aziende del settore risultano inoltre iscritte all’Anagrafe nazionale delle imprese ittiche gestita dal Ministero della Salute. Questo sistema garantisce la tracciabilità dei prodotti e il rispetto delle normative igienico-sanitarie. L’Unci sottolinea che la produzione certificata non sarebbe quindi il punto critico della catena di distribuzione. Al contrario, essa è una delle componenti più controllate dell’intero comparto alimentare.

Il rischio del mercato nero e dei venditori abusivi
Il punto centrale dell’intervento dell’associazione riguarda però il cosiddetto mercato nero dei molluschi e dei prodotti ittici. L’Unci AgroAlimentare denuncia infatti la presenza di venditori abusivi che operano al di fuori dei canali ufficiali di distribuzione. Secondo l’associazione, questi soggetti rappresentano non solo una forma di concorrenza sleale nei confronti delle imprese regolari. Tuttavia, rappresentano anche un potenziale rischio per la salute pubblica. Il problema principale, viene spiegato, è l’assenza totale di controlli: i prodotti venduti abusivamente non sono soggetti a verifiche sanitarie e spesso non dispongono di alcuna documentazione sulla provenienza o sulle condizioni di allevamento. Di conseguenza, questo renderebbe impossibile ricostruire la filiera in caso di contaminazioni o problemi sanitari. L’associazione osserva inoltre che nei periodi di maggiore domanda possono arrivare sul mercato regionale molluschi provenienti da altre zone d’Italia o dall’estero. Pertanto, aumenta la complessità dei controlli e il rischio di immissione di prodotti non tracciati.
Le raccomandazioni per i consumatori e la gestione domestica
Accanto alla richiesta di un rafforzamento dei controlli sul commercio abusivo, l’Unci AgroAlimentare ha diffuso alcune indicazioni rivolte ai consumatori. L’associazione raccomanda di acquistare frutti di mare esclusivamente presso rivendite autorizzate e di verificare sempre la presenza dell’etichettatura. L’etichetta garantisce la tracciabilità del prodotto. Vengono inoltre ricordate alcune buone pratiche per la conservazione domestica dei mitili: mantenerli in frigorifero per un periodo limitato e conservarli in un contenitore adeguato. In aggiunta, non bisogna immergerli in acqua, ma eventualmente coprirli con un panno umido per preservarne le condizioni. Infine, sul piano del consumo, viene ribadita la necessità di una cottura adeguata e del controllo visivo dei molluschi. Bisogna scartare quelli che restano chiusi dopo la preparazione.


