La presa di posizione dopo le dichiarazioni dell’avvocato Francesco Petruzzi durante un sit-in a Napoli
I genitori dei 186 bambini cardiopatici seguiti dal cardiochirurgo Guido Oppido, sono intervenuti pubblicamente per difendere il medico, definendolo “un cardiochirurgo eccelso” e ribadendo la sua “innocenza fino a sentenza definitiva”. La presa di posizione arriva dopo le dichiarazioni dell’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia di Domenico Caliendo, rilasciate durante un sit-in di solidarietà nei confronti del medico a Napoli. La vicenda si inserisce nel contesto dell’inchiesta che coinvolge Oppido, per il quale la Procura di Napoli e i Nas avrebbero contestato ipotesi di “reato tra cui omicidio colposo in concorso” e, più recentemente, anche falso. Le accuse restano tutte da verificare nel corso del procedimento giudiziario.
Le dichiarazioni dei genitori e il riferimento all’articolo 21 della Costituzione
Nel loro comunicato, i genitori dei bambini seguiti da Oppido contestano le affermazioni attribuite all’avvocato Petruzzi, richiamando il diritto alla libertà di espressione previsto dall’articolo 21 della Costituzione italiana. “È bene specificare all’avvocato della famiglia Caliendo – si legge nella nota – che in Italia è ancora vigente l’articolo 21 della Costituzione, dove è tutelato il diritto di esprimere liberamente il proprio pensiero”. Il gruppo di famiglie sottolinea quindi la legittimità di opinioni che non coincidono con quelle espresse dalla difesa della famiglia coinvolta nell’inchiesta. Nel testo viene anche respinta l’idea di un contraddittorio pubblico come strumento necessario a legittimare o rafforzare le dichiarazioni rese sui media o sui social network. Secondo i genitori, infatti, il confronto mediatico rischierebbe di trasformarsi in una ricerca di consenso più che in un contributo al chiarimento dei fatti.
Il contesto giudiziario e le accuse nell’inchiesta
L’inchiesta che coinvolge Guido Oppido è ancora in fase preliminare e riguarda episodi avvenuti nel contesto dell’attività chirurgica su pazienti pediatrici. Le contestazioni della Procura di Napoli, secondo quanto riportato, includerebbero ipotesi di omicidio colposo in concorso e falso. Si tratta di accuse che dovranno essere valutate nel corso del procedimento giudiziario e rispetto alle quali vale il principio di presunzione di innocenza, richiamato anche nella nota dei genitori. Il riferimento è all’articolo 27 della Costituzione e ai principi della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU), che sanciscono che un imputato non può essere considerato colpevole fino a sentenza definitiva.

Lo scontro tra letture opposte e il ruolo del dibattito pubblico
La vicenda ha generato un confronto pubblico tra due narrazioni contrapposte: da un lato la difesa della figura del medico da parte delle famiglie dei pazienti che lo hanno seguito nel tempo, dall’altro le posizioni espresse dall’avvocato Petruzzi nell’ambito del sostegno alla famiglia Caliendo. Nel loro comunicato, i genitori criticano quella che definiscono una richiesta di “contraddittorio mediatico” finalizzato a ottenere consenso pubblico. Secondo la loro posizione, il dibattito dovrebbe rimanere confinato alle sedi giudiziarie e istituzionali, dove ciascuna parte può esercitare le proprie prerogative legali. Il caso mette in evidenza anche il ruolo dei media e dei social network nella costruzione del consenso attorno a vicende giudiziarie complesse, soprattutto quando coinvolgono figure sanitarie e pazienti fragili come i bambini cardiopatici.
Una vicenda ancora aperta
La posizione dei genitori dei 186 bambini cardiopatici seguiti da Oppido si inserisce in una fase ancora iniziale dell’inchiesta. Nessuna decisione definitiva è stata ancora presa dalla magistratura e il procedimento proseguirà nelle sedi competenti. Nel frattempo, il confronto pubblico tra le famiglie che sostengono il medico e le parti legali coinvolte continua a svilupparsi, segnando una polarizzazione evidente attorno a una figura sanitaria che, al momento, resta al centro di accuse ancora tutte da verificare.


