Domenico Caliendo
Domenico Caliendo
📍 Napoli

27 Febbraio 2026

Chiara Imbimbo

Caso Monaldi: Federconsumatori Campania presenta l’esposto sul fallimento del sistema trapianti e la morte del piccolo Domenico

Documentate gravi mancanze di vigilanza e violazioni procedurali al Monaldi: l’associazione chiede giustizia contro un sistema che si sente “superiore alle regole”.

Sul caso del piccolo Domenico interviene anche Federconsumatori Campania. Quest’ultimo ha presentato un esposto alla Procura di Napoli, denunciando gravi mancanze di vigilanza istituzionale nel caso del bimbo trapiantato. L’associazione evidenzia criticità nella messa a norma e sicurezza del centro trapianti, segnalando rischi per l’intero percorso di trapiantologia pediatrica. Federconsumatori chiede ora chiarezza sulle responsabilità per tutelare la salute pubblica e i pazienti.

L’esposto in procura

Federconsumatori Campania ha presentato un esposto formale sulla tragica scomparsa del piccolo Domenico Caliendo, deceduto a soli due anni dopo un trapianto di cuore fallito all’ospedale Monaldi. L’associazione denuncia gravi mancanze nella vigilanza e nel rigore procedurale da parte delle autorità sanitarie, puntando il dito direttamente contro la Direzione generale della sanità campana.

“Sin dall’inizio non si sia tenuto conto delle evidenti non conformità operative, strutturali ed organizzative, certificando con il rinnovo dell’autorizzazione la prosecuzione dell’attività trapiantologica senza il previo compimento dei necessari adeguamenti strutturali e procedurali. Abbiamo fallito. “, dichiara.

Secondo l’organizzazione, le istituzioni hanno ignorato palesi non conformità operative e strutturali presenti nel reparto. Federconsumatori accusa i vertici regionali di aver rinnovato l’autorizzazione alle attività trapiantologiche senza pretendere i necessari adeguamenti di sicurezza. L’esposto evidenzia come tale negligenza abbia permesso la prosecuzione degli interventi in un contesto organizzativo carente. L’associazione conclude il proprio atto di denuncia sottolineando il fallimento collettivo del sistema, che non ha saputo proteggere la vita del bambino né garantire il rispetto degli standard minimi di controllo richiesti per procedure così delicate.

Amarezza per la tragedia di Domenico

L’avvocato Carlo Spirito, per conto di Federconsumatori Campania, dichiara che l’associazione intendeva proteggere i piccoli pazienti e garantire il loro diritto alla salute già dopo il precedente caso di Pamela. Egli sostiene che i documenti attuali confermino la fondatezza delle loro preoccupazioni.

“Dopo il caso di Pamela – ha affermato Carlo Spirito, avvocato della Federconsumatori Campania APS – ci eravamo ripromessi di mettere al sicuro i futuri piccoli pazienti e difendere il loro diritto alla salute. Le carte oggi ci confermano che avevamo ragione. Abbiamo fatto tutto il nostro dovere di associazione di tutela, ma non è bastato. Domenico ci dice che abbiamo fallito lo stesso”.   

Spirito afferma che l’organizzazione ha compiuto interamente il proprio dovere di tutela, ma ammette con amarezza che tali sforzi non sono stati sufficienti a evitare la tragedia. Il legale conclude amaramente che la morte di Domenico rappresenta un fallimento collettivo, evidenziando come il sistema non abbia garantito la sicurezza necessaria nonostante le denunce.

Ospedale Monaldi di Napoli
Ospedale Monaldi di Napoli

Associazione sollecitata dopo la morte di Pamela nel 2024

Il presidente Giovanni Berritto spiega che l’iniziativa di Federconsumatori scaturisce dall’ispezione del Centro Nazionale Trapianti, sollecitata dall’associazione dopo la morte della piccola Pamela nel 2024. Berritto rivela l’esistenza di un verbale ispettivo, diffuso solo nel febbraio 2026, ma già noto da tempo alla Direzione Sanità Campana e all’Azienda Ospedaliera dei Colli.

“Tale ispezione, del Centro Nazionale Trapianti – ha spiegato il presidente Giovanni Berritto – nasce da nostro impulso. C’è un verbale ispettivo a noi reso noto solo questo febbraio 2026, ma che ci risulta essere in possesso tanto della Direzione Generale Sanità Campana che dell’Azienda Ospedaliera dei Colli da tempo. Addirittura, ci sarebbe un cronoprogramma concordato con il CNT che prevedeva la realizzazione del reparto dedicato ai trapianti entro il marzo del 2025, deadline chiaramente disattesa”

Il documento definiva un cronoprogramma vincolante per realizzare un reparto trapianti dedicato entro marzo 2025. Il presidente denuncia il superamento di tale scadenza, accusando le istituzioni di aver ignorato gli impegni presi e di non aver garantito gli adeguamenti strutturali necessari alla sicurezza dei pazienti.

Denunciata l’assenza di un reparto di trapiantologia pediatrica

I legali di Federconsumatori denunciano l’assenza di un vero reparto di trapiantologia pediatrica, segnalando che i bambini venivano ospitati in aree chirurgiche per adulti inadeguate. L’associazione chiede spiegazioni sulla mancanza di una terapia sub-intensiva post-trapianto e critica la scelta di operare mentre la cardiochirurgia pediatrica era in ristrutturazione.

Gli avvocati contestano inoltre alla Regione la mancata valutazione dei volumi di attività: l’unità responsabile avrebbe infatti eseguito un solo intervento tra il 2019 e il 2024. Federconsumatori evidenzia come queste criticità strutturali e organizzative abbiano compromesso la sicurezza dei piccoli pazienti, ignorando le prescrizioni del verbale CNT.

Irregolarità dal 2002

I legali di Federconsumatori denunciano che l’irregolarità della struttura risale al 2002, anno della prima richiesta di autorizzazione al Comune di Napoli. Essi sostengono che l’amministrazione non abbia mai approvato definitivamente tale istanza, limitandosi a concedere proroghe periodiche prive delle verifiche obbligatorie per legge.

L’associazione contesta la legittimità del presidio come centro trapianti, poiché la struttura operava in assenza di un accreditamento SSN regolare e aggiornato. Federconsumatori evidenzia come il mancato rinnovo formale delle certificazioni e l’assenza di controlli rigorosi abbiano permesso la prosecuzione di attività chirurgiche complesse senza i requisiti di sicurezza sanitaria necessari per tutelare i pazienti.

Piena chiarezza su negligenze sistemiche

Il presidente Giovanni Berritto sottolinea l’impossibilità di archiviare la morte del piccolo Domenico come una semplice fatalità. Egli afferma che il lavoro di ricostruzione svolto da Federconsumatori in questi anni smentisce tale ipotesi, portando alla luce responsabilità ben più profonde.

“Quello che possiamo dire oggi, in attesa che sia fatta piena chiarezza – ha sottolineato Giovanni Berritto, è che non si può derubricare a fatalità la morte di Domenico dopo quello che abbiamo ricostruito con fatica in questi anni”. 

Berritto attende che le autorità facciano piena chiarezza sulla vicenda, ma ribadisce con forza che le prove raccolte impediscono di considerare l’evento come un caso isolato o inevitabile. L’associazione punta a trasformare questa tragica perdita in un atto di accusa contro le negligenze sistemiche che hanno compromesso la sicurezza del trapianto.

Un meccanismo guasto che viola il diritto alla salute

Il presidente Giovanni Berritto conclude denunciando un’azione istituzionale che opererebbe in aperto spregio delle norme di tutela e del buon senso. Egli accusa il sistema burocratico di agire con presunzione, ignorando i normali iter e declinando le regole a proprio piacimento.

Berritto descrive un meccanismo guasto in cui la responsabilità risulta condivisa tra più livelli istituzionali, pur con diverse gravità. L’associazione afferma che chiedere giustizia per Domenico significhi riparare questa stortura sistemica, con l’obiettivo prioritario di restituire ai cittadini più vulnerabili il fondamentale e sacrosanto diritto alla salute, troppo spesso calpestato da logiche di potere e negligenze procedurali.

“Un sistema guasto nell’insieme, che mostra quanto la responsabilità sia condivisa su più livelli, sebbene con diversi livelli di gravità. Chiedere giustizia in questo caso vuol dire riparare questa stortura e restituire a tutti, specialmente ai più piccoli e vulnerabili di noi, il sacrosanto diritto alla salute”, conclude.

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