ospedale Monaldi di Napoli
Ospedale Monaldi di Napoli

16 Febbraio 2026

Cristina Siciliano

Bimbo con cuore “bruciato”, al Monaldi l’attesa per un nuovo parere medico

Il legale del bambino: “Oggi la decisione dell’Heart Team”

Ore di attesa e speranza si susseguono al Monaldi, ospedale napoletano dove il destino di un bambino di soli due anni e quattro mesi, sottoposto a un trapianto di cuore danneggiato, è appeso a un filo. L’operazione, che ha visto il piccolo ricevere un cuore non perfettamente compatibile, ha sollevato dubbi e preoccupazioni nel mondo medico, generando una disputa tra diverse strutture ospedaliere che stanno seguendo il caso.

Questa mattina, come ha confermato all’Agi l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia, l’equipe dell’Heart Team dell’ospedale Monaldi di Napoli si riunirà per valutare gli esami strumentali praticati al bambino nelle ultime ore, per decidere se il piccolo possa essere mantenuto in lista per un nuovo trapianto. “Aspettiamo che l’Heart Team si pronunci sugli esami. Questo è un passaggio fondamentale per confermare se il bambino può restare in lista trapianto”, ha dichiarato Petruzzi.

Intanto, lo stesso avvocato si recherà in Procura per un aggiornamento sulle indagini e per discutere con il pubblico ministero la nomina di un collegio, come richiesto per un eventuale incidente probatorio. La famiglia del bambino, visibilmente preoccupata, ha intanto sollecitato una consulenza esterna. Dopo il parere negativo dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma, che ha definito la situazione clinica del piccolo troppo critica per un trapianto, la famiglia ha richiesto una “third opinion” da alcuni tra i principali centri europei specializzati in trapiantologia, come quelli di Londra, Parigi, Berlino e Utrecht.

L'avvocato Francesco Petruzzi
L’avvocato Francesco Petruzzi

Il parere discordante: l’ottimismo del Monaldi e il pessimismo del Bambino Gesù

Mentre al Monaldi sembrano nutrire ancora una speranza, con il bambino mantenuto nella lista dei trapianti e il monitoraggio continuo del suo stato, le parole del Bambino Gesù hanno gettato un’ombra sul futuro del piccolo. La consulenza medica dell’ospedale romano ha infatti parlato di un quadro clinico che renderebbe impraticabile l’operazione di sostituzione del cuore, invocando un miglioramento delle condizioni del bambino come unica via per salvargli la vita.

La madre del piccolo, Patrizia Mercolino, non perde la speranza. “Spero sempre che quei medici si sbaglino. Il mio sogno è che si possa trovare presto un cuore nuovo per mio figlio. Chiedo aiuto a tutti, anche al Papa”, ha dichiarato la donna, rivolgendo un appello accorato in cerca di solidarietà e supporto per la causa del piccolo.

Una questione di responsabilità e speranza

Questa vicenda, che sta scuotendo non solo il mondo medico ma anche la società napoletana e italiana, solleva interrogativi importanti su come vengono gestiti i casi di trapianto e ritrapianto in Italia, e su quale ruolo debbano giocare gli ospedali in conflitto tra loro. Le responsabilità degli specialisti coinvolti, il diritto della famiglia a ottenere il miglior trattamento possibile per il proprio figlio, e le risorse a disposizione, sono al centro di un dibattito che potrebbe avere implicazioni per la gestione futura di casi simili.

Con l’attesa di una nuova decisione da parte dell’Heart Team, la famiglia del piccolo non può fare altro che sperare in una valutazione positiva, mentre le indagini legali continuano per accertare eventuali responsabilità o errori nella gestione del trapianto originale.

Cosa potrebbe succedere ora

Se la valutazione medica fosse negativa, la speranza di un trapianto di cuore verrebbe ulteriormente ridotta, e il quadro clinico del piccolo sarebbe l’unica possibilità di salvezza, anche se le prospettive sono alquanto limitate. D’altra parte, se la valutazione fosse positiva, la lista dei trapianti sarebbe ancora una possibilità concreta, anche se ogni giorno di attesa può fare la differenza.

Il destino del bambino, per ora, è appeso a un filo sottile. Tra la tensione della famiglia, il parere contrastante degli ospedali e l’incertezza sul futuro, l’Italia intera guarda con trepidazione a una vicenda che solleva domande morali e mediche cruciali.

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