Corsia ospedale Monaldi
Corsia dell'Ospedale Monaldi

13 Febbraio 2026

Cristina Siciliano

Napoli, trapianto del cuore “bruciato” al Monaldi, l’avvocato sulle condizioni del bimbo: “Inabile ad intervento ma serve un parere terzo”

«Chiederemo un parere terzo sull’idoneità al trapianto», dice il legale. Nel frattempo la Procura ha sequestrato il box di trasporto dell’organo e sei sanitari risultano indagati

La vicenda del trapianto di cuore finito in modo drammatico a un bambino di circa due anni e quattro mesi all’Ospedale Monaldi di Napoli continua a rimanere sotto i riflettori. Oltre all’indagine della Procura che ha disposto il sequestro del box utilizzato per il trasporto dell’organo e iscritto sei sanitari nel registro degli indagati, l’avvocato che assiste la famiglia ha rilasciato dichiarazioni sulle reali condizioni cliniche del piccolo e sull’opportunità di un eventuale nuovo trapianto. Secondo l’avvocato Francesco Petruzzi, il bambino «non è inabile al trapianto», ma la situazione clinica è complessa e resta da chiarire se possa essere sottoposto a un nuovo intervento. Per questo motivo la famiglia ha chiesto alla direzione sanitaria del Monaldi di formulare un’ulteriore valutazione affidata a un centro esterno, in particolare all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, per avere un parere indipendente sulla trapiantabilità del piccolo.

Il trasporto, il cuore “bruciato” e l’inchiesta

Il trapianto originario, eseguito il 23 dicembre scorso, aveva come obiettivo impiantare un cuore proveniente dall’ospedale di Bolzano. Secondo quanto riporta la Repubblica, l’organo sarebbe stato danneggiato durante il trasporto, probabilmente per un uso improprio del ghiaccio secco nella conservazione, tanto da essere descritto come «bruciato» prima dell’intervento. Nonostante ciò, l’equipe aveva proceduto con l’operazione. La Procura di Napoli ha affidato ai carabinieri del Nas l’acquisizione di documenti e materiali tecnici, compreso il sistema di conservazione usato per il trasporto, e ha sequestrato il box per la verifica tecnico‑scientifica. Al momento sei sanitari sono iscritti nel registro degli indagati a loro tutela per il reato di lesioni colpose.

medici reparto di Chirurgia
Medici durante un’operazione – Immagine di repertorio

Le condizioni cliniche del bambino oggi

Il piccolo rimane ricoverato in terapia intensiva al Monaldi in coma farmacologico e sostenuto da macchinari di supporto vitale. Dopo il trapianto andato male, il cuore non riesce a funzionare autonomamente e il bambino è in attesa di un nuovo organo. Nelle dichiarazioni riportate dall’avvocato, oltre alla richiesta di un parere esterno, è emerso anche il contrasto tra le valutazioni del medico legale della famiglia, che ritiene il bambino potenzialmente inabile a un nuovo intervento e la volontà di ottenere una conferma autorevole da un centro terzo. Questa incertez­za sul quadro clinico si intreccia con la pressione del tempo: le condizioni generali del bambino e il consenso delle autorità sanitarie saranno determinanti per capire se potrà essere posto nuovamente in lista per un nuovo trapianto.

La vicenda ha anche avuto sviluppi istituzionali. Il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, ha attivato i poteri ispettivi dell’ente per fare luce su ogni passaggio della vicenda, definita «gravissima e dolorosissima», chiedendo trasparenza e un approfondimento sulle procedure cliniche e organizzative coinvolte. Le indagini e le verifiche sulle procedure del trapianto proseguono, mentre il piccolo resta sotto costante monitoraggio dei medici. La famiglia attende gli esiti del parere esterno e della magistratura, con l’obiettivo di chiarire le condizioni cliniche del bambino e definire eventuali passi successivi per un nuovo intervento.

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