Carlo Pace Napoleone, cardiochirurgo pediatrico spiega la scelta necessaria di impiantare il cuore bruciato.
Il professor Carlo Pace Napoleone, esperto di cardiochirurgia pediatrica, ha analizzato il delicato intervento eseguito all’ospedale Monaldi di Napoli su un bambino di due anni affetto da cardiomiopatia dilatativa. Secondo lo specialista, la decisione di procedere con il trapianto del cuore danneggiato dal freddo è stata tecnicamente corretta e inevitabile.
“Avrei fatto la stessa scelta”
Egli ha spiegato che l’organo originale del piccolo paziente era ormai terminale e privo di speranze di recupero. Sebbene il nuovo cuore presentasse segni di compromissione dovuti alle basse temperature, non era possibile valutarne l’effettiva funzionalità senza prima tentare la riperfusione. In un contesto così critico, impiantare l’organo rappresentava l’unica opzione concreta. Il chirurgo ha confermato che, trovandosi nella medesima situazione d’urgenza, avrebbe adottato la stessa strategia medica per tentare di salvare la vita del bambino.
«Il cuore rimosso era terminale e non avrebbe avuto possibilità di recupero. Quello nuovo, pur danneggiato dal freddo, restava un organo normale di cui non si poteva conoscere il grado di compromissione senza tentare la riperfusione. In una situazione del genere, impiantarlo e verificarne la ripartenza è una scelta tecnicamente comprensibile e corretta. Anche io, a quel punto, avrei fatto la stessa scelta», afferma.
I limiti dell’Ecmo pediatrico
In un’intervista rilasciata a La Stampa, l’esperto Pace Napoleone delinea i confini critici dell’uso dell’Ecmo nei pazienti pediatrici in attesa di trapianto. Questo supporto vitale, pur essendo fondamentale per mantenere in vita il bambino, presenta una finestra temporale estremamente ridotta. Secondo lo specialista, l’efficacia del macchinario ha una durata massima di due o tre settimane. Superata questa soglia, i danni agli organi iniziano a superare i benefici clinici. Si assiste infatti a un decadimento progressivo di funzioni vitali che coinvolge: fegato, reni e polmoni.
“Tra i danni, spiega Pace Napoleone, ci sono «un progressivo decadimento di fegato, reni e polmoni. C’è poi un altro aspetto fondamentale: durante l’Ecmo il sangue deve essere mantenuto non coagulabile. Questo comporta il rischio di sanguinamenti. Possono quindi verificarsi eventi acuti: emorragie cerebrali, fenomeni embolici, formazione di trombi. Sono complicanze note e temute quando il supporto si prolunga”.

Impossibile reimpiantare il cuore vecchio
Secondo le recenti dichiarazioni riportate dalla stampa, il dottore ha chiarito che il reimpianto del cuore originario era un’opzione impossibile da percorrere. Al contrario, procedere con l’innesto del nuovo organo rappresentava l’unica reale possibilità di intervento, motivo per cui il medico ha confermato che avrebbe agito nello stesso modo.
A integrazione di questa analisi, Renato Romagnoli, coordinatore dei trapianti per il Piemonte e la Valle d’Aosta, ha sottolineato l’importanza dell’adeguamento alle direttive europee, che richiedono un monitoraggio continuo degli organi durante il trasporto.
Romagnoli ha evidenziato come l’evoluzione tecnologica comporti un inevitabile aumento dei costi rispetto ai tradizionali contenitori termici con ghiaccio. Un sistema moderno, dotato di geolocalizzatore e controllo costante della temperatura, ha un costo di circa mille euro a spedizione. Il direttore ha concluso osservando che, per garantire standard superiori di qualità e sicurezza, sono necessari investimenti e risorse economiche consistenti, specialmente se si considera l’alto numero di trapianti effettuati annualmente. In sintesi, la sicurezza del paziente e l’integrità dell’organo dipendono oggi da una logistica avanzata e costosa.
In attesa di un nuovo organo
E mentre il bambino a cui era stato impiantato il cuore bruciato, resta in attesa di un nuovo organo, la lista di attesa per il trapianto salva-vita appare lunga. Le parole del cardiochirurgo Pace Napoleone, però, sciolgono un nodo importante sulla necessità di impiantare ugualmente il cuore anche se danneggiato.


